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"Enel presenti progetto credibile o bonifichi e se ne vada a casa"

Stamani in commissione dura presa di posizione del sindaco di Lerici Leonardo Paoletti e dell'assessore Aldo Sammartano.

Sindacati in Comune

Golfo dei Poeti - "O Enel presenta un progetto credibile, attraente e che dia occupazione reale, oppure bonifica e se ne va a casa". Estrema chiarezza stamani da parte dell'assessore Aldo Sammartano a Lerici nel corso della commissione sul futuro dell'area di Vallegrande che ha visto l'audizione dei sindacalisti Lara Ghiglione (Cgil), Simone Carro (Cisl) e Massimo Ismari (Uil). "Dico cose che ho già affermato in Confindustria - ha proseguito il vice presidente di Termomeccanica che a Lerici detiene le principali deleghe economiche -, e cioè che prima viene la città, dopo gli interessi seppur importanti di lavoratori e imprese. Ora Enel ci racconta che vuole fare una centrale a gas che darebbe una cinquantina di occupati tra diretti e indiretti, un numero insignificante, con tutto rispetto. Più il fotovoltaico. E i pannelli vanno messi dove c'è il sole, non dove c'è l'ombra. Io quando faccio un giro nel Golfo con la mia barchetta non voglio una 'visuale fotovoltaica'. Ecco, se quest'idea non la concretizzi io sono più contento. Ripeto, Enel per restare deve fare una proposta di reindustrializzazione degli anni 2020, un progetto davvero convincente, e se ci finisse dentro il turbogas ce ne faremmo una ragione. O così, o altrimenti bonifica - e non ci venga a raccontare che lo fa in 37 anni - e se ne va a casa, tutt'al più avremo un altro parco". L'ex numero uno della Camera di commercio ha mostrato il suo scetticismo sulla possibilità che sia il territorio a 'sfidare' l'azienda sul piano delle idee. "Se metti attorno a un tavolo i soggetti decisori spezzini un'idea industriale non esce. Oggi nessuno a Spezia è in grado di dire a Enel 'fai questo'. Sei un soggetto industriale internazionale, stai facendo investimenti spaventosi in Sud America, e ti dobbiamo dire noi cosa fare? Non facciamoci illusioni, non sopravvalutiamoci". Su analoga lunghezza d'onda l'intervento del sindaco lericino Leonardo Paoletti, convinto che "Enel si deve assumere la responsabilità di fare proposte di alto livello, altrimenti se ne deve andare. Se l'azienda non lo capirà si dovrà essere pronti a fare il muso duro, anche con scioperi e occupazioni. Serve una svolta". Sul turbogas per il primo cittadino "può capitare che ci sia, ma inserito in un progetto valido e sostanzioso". Paoletti, ribadita la presa di posizione unitaria del consiglio comunale per la decarbonizzazione, ha infine lanciato l'idea di un tavolo provinciale attraverso il quale elaborare una posizione unitaria.

Una proposta che ha trovato buon riscontro nei sindacalisti, i quali tuttavia sul ruolo del territorio nella partita Enel hanno fatto registrare posizioni diverse rispetto a quelle dell'amministrazione. "Le rinnovabili al momento non sono autosufficienti - ha affermato Ghiglione - e se il Ministero e Terna decidono di installare alla Spezia il turbogas noi possiamo avere un atteggiamento passivo oppure comportarci attivamente, ponendo delle condizioni anche per quanto riguarda gli aspetti ambientali. Oggi il vero veicolo dell'inquinamento del nostro territorio non è la centrale termoelettrica, ma, ad esempio, lo sono le polveri fini rilasciate dalle navi da crociera. Ecco, perché non immaginiamo di chiedere a Enel di attivarsi e investire per riportare all'ordine del giorno l'elettrificazione delle banchine?". E sul turbogas: "Sappiamo che non sarebbe un elemento particolarmente migliorativo sul fronte occupazionale, ma potrebbe attrarre altri investimenti nell'area. In ogni caso se la proposta di Enel resta quella che è, siamo contrari, è fuffa, è irricevibile. Ma è un po' immaturo vedere l'azienda come un nemico da abbattere e mandare via. Enel ha chiesto a noi sindacati e a Confindustria di elaborare proposte, facciamolo". Ghiglione ha altresì ricordato che "i tempi della dismissione del carbone (entro la fine del 2021, sulla carta, ndr) li decide il Ministero e non è detto che possano essere rispettati qualora non si configurino alternative di produzione energetica". Ismari, che ha invitato a partire "da quel che ci unisce, cioè l'esigenza di uscire dal carbone" e ha premesso che "la salute dei lavoratori è prioritaria, non vogliamo lavoratori, né cittadini, che rischiano di ammalarsi", ha affermato che "le emissioni dell'Enel sono da sempre in mano a Comune e Provincia e non sono mai andate oltre i termini di legge. L'immissione di Co2 nell'ambiente - ha proseguito il sindacalista Uil - è un problema più ampio del carbone. Tocca ad esempio l'elettrificazione delle banchine e la riduzione di utilizzo di fossili per il riscaldamento domestico". Per Ismauri "occorre trovare un punto di equilibrio attorno al quale siamo vincenti tutti. Teniamo dentro Enel, e che spieghi bene cosa vuole fare, nel dettaglio, diversamente da quanto ha fatto in occasione dell'ultimo tavolo con il presidente toti". Per Carro della Cisl "il turbogas se sarà realizzato dovrà essere una soluzione transitoria, da attivare solo in determinati momenti, per garantire la stabilità della produzione. Enel sta puntando molto su sostenibilità e rinnovabili. Necessario avere un piano ben delineato e già da oggi ragionare su quel che sarà dopo il periodo transitorio".

"Il turbogas non può essere l'unica soluzione all'ordine del giorno - ha osservato il consigliere di opposizione ed ex sindaco Emanuele Fresco -, e parlo immaginando comunque una destinazione industriale che guardi alle rinnovabili, ma non solo. Ad esempio si potrebbe sviluppare l'idea della Smart city. Mi permetto di suggerire al sindacato di non vedere solo il turbogas". La capogruppo di 'Golfo dei poeti' Mariachiara De Luca, esponente di Italia Viva, ha rammentato che "il nostro territorio ha già dato tanto. Il turbogas non dà risposte adeguate in termini occupazionali e ambientali. Per il futuro dell'area Enel siano protagonisti innovazione, ricerca ed energie alternative". Il capogruppo di maggioranza Carnasciali ha detto che "se Enel avesse una soluzione, l'avrebbe già proposta. Se hanno parlato solo di turbogas è perché solo il turbogas hanno in testa. Soluzione che rifiutiamo. Ok al turbogas in cambio di qualcosa (in riferimento, ad esempio, all'elettrificazione menzionata dai sindacati, ndr)? Un gioco pericoloso".

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