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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Febbraio - ore 19.10

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"Dialogo a sinistra senza pregiudizi. E no all'ansia da prestazione"

Intervista ad Alessandro Attilieni, nuovo timoniere del Partito democratico di Lerici: "Paoletti? Mancano le idee, non il livore"

"Dialogo a sinistra senza pregiudizi. E no all'ansia da prestazione"

Golfo dei Poeti - Alessandro Attilieni, 44 anni, renziano con una storia decisamente di sinistra, è la nuova guida del Partito democratico di Lerici. Eletto segretario del circolo Pd lericino da una manciata di giorni, Attilieni scambia due chiacchiere in sezione con Città della Spezia, consapevole della delicatezza e dell'importanza della carica, una sfida raccolta in un momento di estrema difficoltà per il Partito democratico, che giusto oggi ha nuove ferite - ferite siciliane - da leccarsi.

Segretario, con quali spirito e idee lavorerà?
"Nel corso delle precedenti segreterie ho sottolineato più volte come il Pd fosse troppo arroccato all'interno dei direttivi, una cosa che urtava molto la mia sensibilità politica, tant'è che ho sempre chiesto più assemblee aperte. Ecco, anche questo mi ha spinto a propormi. Mi sono fatto avanti perché sento di avere nel mio bagaglio culturale, nelle mie radici di sinistra, la capacità di riaprire il partito alla comunità".

Il Pd lericino sta trascorrendo un momento non semplice e nei mesi scorsi ha scontato una copiosa fuoriuscita. Ad andarsene, anche il precedente segretario Monica Rossi.
"Sì, ma io quest'uscita non la vedo come uno sbattere la porta, ma come un porre ed evidenziare un disagio. Un disagio frutto di un percorso di elaborazione non completo per quanto riguarda quanto accaduto nel 2012, cioè la caduta dell'amministrazione Caluri. Una vera elaborazione è mancata, le correnti si parlavano ma erano sorde. Tuttavia, ora credo che ci sia il clima giusto per affrontare i nodi rimasti. Da parte mia non ci sono preconcetti, né alcun tipo di rancore. Vedo una grande comunità, con diverse declinazioni, ma sempre all'interno del campo della sinistra. Un Pd senza non renziani? Lo vedo come un partito privo di un importante punto di vista. Per me il Pd deve essere aggregativo e - ripeto, senza rancore né pregiudizi - c'è tutto lo spazio per eventuali percorsi di riavvicinamento".

Habemus segreteria, no?
"Sì, è composta da Stefania Furia, Giovanni Agnellini e Olga Tartarini. Poi c'è il direttivo, all'interno del quale ora figurano i tre della segreteria più Cristina Galvani, Gabriella Perotto, Turi Angelo Bono e Alessandro Palandri. Nel direttivo ci sono ancora dei posti 'vuoti' e si può arrivare fino a sedici componenti. L'idea è farne occupare alcuni a referenti dei borghi lericini, in modo da rappresentarne le istanze. Ho chiesto la disponibilità ad alcune persone e c'è interesse. C'è anche un discorso aperto per far entrare altre persone che già collaborano con noi. Ma non intendiamo mettere fretta a nessuno e mi preme agire con rispetto. Chi vorrà entrerà con i suoi tempi, magari anche nel 2018, nel caso dopo aver valutato come si comporta il partito. Contiamo di arrivare a un direttivo da quattordici membri. Inoltre, vorrei sottolineare come né nella segreteria né nel direttivo figurino consiglieri comunali. Si tratterebbe di sovrapposizioni non produttive".

Lerici è uno dei Comuni italiani con l'età media più alta. Anche il Pd lericino è una realtà che rispecchia bene il quadro generazionale locale e italiano?
"C'è un problema di ricambio generazionale, il ramo rischia di seccarsi. Non è accettabile che uno come me, a 44 anni, sia considerato un giovane dirigente. Un giovane dirigente di anni ne ha 25, volendo star larghi. Io credo che i Giovani democratici per il Pd siano un'ottima opportunità. E proprio con i giovani vorrei far rivivere la nostra sezione. Ci stiamo lavorando".

Diamo uno sguardo ai consiglieri comunali Pd.
"La loro attività è stata a lungo penalizzata dai problemi interni del partito, tant'è che ci sono state delle astensioni motivate proprio dal fatto che mancava la discussione nel Pd: non era stata elaborata una posizione politica. Un atteggiamento rispettoso, quello dei consiglieri, sono state evitate personalizzazioni. Ora però intendiamo ridare una struttura al Partito, riattivare la discussione a tutti i livelli, aprendola anche al di fuori del Pd. Essenziale sarà l'Unione comunale, un livello di confronto importante. In settimana io e il segretario del circolo di San Terenzo, Andrea Donati, incontreremo il nostro gruppo consiliare per aggiornare l'agenda lavori. Da sottolineare in modo positivo inoltre il dialogo instaurato con gli altri consiglieri di minoranza da almeno un anno".

Segretario, che opinione ha dell'attuale amministrazione comunale?
"Dopo oltre due anni di mandato di fatto non si sa che idee abbia l'amministrazione Paoletti. Quali proposte? Quale visione? Credo che questa mancanza stia anche portando a una contrazione del consenso nei loro confronti. Davvero, non si riesce a intuire la loro linea politica. D'altra parte, per tanti anni, hanno fatto opposizione sulle mancanze delle amministrazioni di centrosinistra - degli errori ci sono stati, forse anche per quel calo di competitività legata al susseguirsi di amministrazioni dello stesso colore -, un po' alla grillina, senza avere una reale politica alternativa. E poi governano con livore e rancore, buttandola spesso sul personale. E c'è carenza di condivisione, basti vedere il rapporto con comitati di frazione e associazionismo".

Recentemente in sala consiliare si è tenuta un'assemblea sulle opere pubbliche organizzata dal Comitato di frazione di Lerici. Lei c'era, che impressioni ne ha tratto?
"Ero presente con alcuni membri del direttivo. E' stata un'assemblea partecipata e vivace nel corso della quale sono state evidenziate molte criticità. Certo, un'assemblea un po' deficitaria a causa dell'assenza del sindaco. Tanti interventi condivisibili, come quelli degli ex assessori Alessandri e Fiore, su decoro, igiene pubblica e condizioni del mare. Si è parlato anche della galleria tra Via Gerini e Via Cavour. Non è un'opera prioritaria... come si fa a darle priorità quando, per esempio, la passeggiata è rattoppata col cemento? E ancora, questa amministrazione rimarca la propria bravura nel trovare risorse, senza tenere conto che loro non hanno i vincoli, in termini di patto di stabilità, scontati dalle amministrazioni precedenti. Un problema risolto, tra l'altro, anche grazie a un governo di sinistra. Nel comunicato diramato dal Comune dopo l'assemblea, che mi ha lasciato un po' stupito, si parla anche di un indebitamento ridottosi di tre milioni dal 2011. Ma il bilancio dell'ente comunale non è il bilancio di una famiglia! L'indebitamento serve per fare opere e garantire servizi. Intanto loro prevedono ben 27 milioni di opere pubbliche in tre anni. Forse pensano che non saranno rieletti e un impegno tanto gravoso è immaginato per mettere in difficoltà chi verrà dopo".

Nei giorni scorsi è infuriata la polemica sui numeri del turismo...
"Molti hanno accusato la minoranza di aver polemizzato su dati dubbi. Ma quali dati dubbi, se sono quelli di Unioncamere, che da anni riporta i numeri del turismo? E noi, appunto, parliamo stando sui numeri, non sulle impressioni. L'assessore Nardone dice che i dati non sono corretti, e cita una nota degli uffici regionali. Massima fiducia, ma un virgolettato sui giornali non basta".

Certo, il turismo non è solo numeri.
"No, per esempio c'è il discorso del crocierismo. A Lerici ha 'spostato' davero poco. I crocieristi avrebbero dovuto essere più impattanti, anche a fronte dell'impegno che l'amministrazione dice di aver profuso. Il brand Lerici coast? Se qualcuno lo togliesse non se ne sentirebbe la mancanza. In generale, sul fronte turismo ci sono tanti proclami e poca programmazione".

Altro grande tema, la viabilità.
"Questa amministrazione vuole creare un flusso di automobili, più che regolamentarlo. Mi viene da pensare che aprire maggiormente la Ztl non risponda, come spesso si dice, alle richieste delle attività commerciali, ma alla volontà di creare uno 'storico' del passaggio delle auto, una serie di dati per rendere più appetibile ai privati l'operazione dei parcheggi interrati, che Palazzo civico vuole costruire con il project financing".

Chiudiamo guardando alle elezioni comunali del 2020. Due anni e mezzo sono tanti, ma sono anche pochissimi...
"Se vogliamo che a Lerici non continui l'esperienza Paoletti - o non si avvii un Paoletti 2.0, nel caso di un avvicendamento per quanto riguarda al figura del sindaco - è bene che il Pd e le altre forze della sinistra parlino tra loro. Senza farsi prendere da ansia da prestazione e con l'obbiettivo di costruire un percorso insieme. Non bisogna partire dalla lista, ma dimostrare di essere una comunità che ha voglia di ascoltarsi, non di mettere su un comitato elettorale. Serve, ripeto, un percorso condiviso ben cadenzato. E un accordo programmatico su una serie di linee, anche poche, ma buone. Bisogna discutere nel segno della condivisione e del rispetto, con maturità, senza contrapposizioni personali né ideologiche, evitando ripercussioni del nazionale sul locale. Nel Pd questa voglia di confronto la sento. E devo dire che con alcune forze della sinistra il dialogo è già cominciato, c'è disponibilità. C'è anche chi verso il Pd ha un atteggiamento pregiudiziale: lo ascolteremo, da parte nostra nessun pregiudizio e niente rancore. Camminiamo insieme, parliamoci, dimostriamo alla comunità della sinistra che sappiamo farlo. L'augurio è che questo percorso porti ad affrontare unitariamente le elezioni del 2020, sarebbe un coronamento".

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