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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Settembre - ore 18.48

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"Comune diviso, il rimedio è la nostra lista"

Intervista a Giovanni Agnellini, candidato di 'Lerici sogna': "Collettività, sostenibilità, innovazione. E un modo di fare politica che parte da lontano".

Il santo e l'ex M5s

Golfo dei Poeti - L'architetto Giovanni Agnellini, 58 anni, in passato consigliere comunale e presidente di Stl, è il candidato sindaco della lista 'Lerici sogna', soggetto riformista che ha nella sua anima anche le istanze di Italia viva. Terza lista a scendere in pista dopo quelle del sindaco uscente Paoletti e del candidato del centrosinistra Vara, proverà a convincere i Lericini in occasione delle elezioni comunali del 20 e 21 settembre. Qui l'intervista al candidato sindaco.

I programmi sono ampi e ampiamente raggiungibili per la cittadinanza. Se dovesse citarne tre punti, quali sceglierebbe?

Collettività: ovvero l’agire insieme in un pensiero comune con cui costruire il futuro, una società divisa è una società indebolita, le nostre azioni sono finalizzate al rafforzamento della coesione sociale che negli ultimi anni è venuta meno. Sostenibilità: è applicabile all’ambiente, all’economia, al turismo, sostenibile è una città dove i cittadini e turisti godono di servizi di qualità. Per questo abbiamo messo al centro delle nostre riflessioni, la tutela e il miglioramento del bene comune più prezioso, il nostro territorio. Innovazione: intesa come una città ‘smart’, ovvero città virtuosa e all’avanguardia: progettare oggi guardando alle esigenze del domani, creare nuovi servizi necessari al vivere attuale senza snaturare le caratteristiche del territorio che ci contraddistinguono e sono il motivo per cui siamo conosciuti in tutto il mondo. Queste parole chiave, in sinergia tra loro, ci permetteranno di raggiungere benessere non solo nel presente ma nel futuro, garantendo alle generazioni che verranno un qualità della vita se possibile migliore di quella attuale.

Se dovesse menzionare una o più figure politiche – di oggi o di ieri – che vede come suo riferimento, che nomi farebbe?

Due sindaci: uno di ieri, Giorgio La Pira, per quello che ha rappresentato nella mia formazione.
Uno di oggi, Federico Pizzarotti, per la sua capacità di prendere decisioni impopolari ma sempre per il bene della collettività.

Che libro ha ora sul comodino?

Sono un po’ impolverati perché ultimamente non ho tempo di leggere: Privati del patrimonio di Tomaso Montanari e I cattolici e il Paese di Luigi Alici.

Al di là dell'infinito e comprensibile dibattito sulle responsabilità, il punto è che la provincia doveva avere un nuovo ospedale invece ha un cantiere lunare. Quali la sua lettura politica e i suoi auspici in merito a questa vicenda, centrale anche per i lericini?

Abbiamo una “promessa” di nuovo ospedale e l’assenza di una visione complessiva progettuale ormai da anni su tutta la sanità spezzina. Questa amministrazione ha dimostrato ampiamente di non essere in grado di dare risposte plausibili in merito, io credo che chiunque vada a governare la Regione dovrà mettere al primo posto la risoluzione immediata del problema. La nostra provincia deve avere un nuovo polo sanitario all’altezza delle necessità - come il recente periodo di crisi sanitaria che stiamo vivendo ha dimostrato - e all’avanguardia per rispondere alle esigenze che il futuro ci prospetterà.

Centrosinistra meno parcellizzato di cinque anni fa, ma comunque diviso. Di che natura è il solco, a quanto pare incolmabile, tra voi, Lerici sogna, e SiAmo il Golfo dei Poeti?

Chi fa politica deve avere a cuore prima gli interessi dei cittadini e poi le aspirazioni personali. Chiunque decida di intraprendere la nostra strada è il benvenuto, ma c’è un modo vecchio di fare politica che non apprezzo ed è quello delle decisioni che vengono calate dall’alto. Per questo, nonostante gli sforzi sostenuti negli ultimi mesi, non è stato possibile arrivare ad un accordo e certamente non per colpa di Lerici Sogna, che neppure esisteva! Molte volte è necessario prendere decisioni impopolari, ma quando si crede nella onestà e nella serietà delle proprie azioni, tutto è possibile. Spiace sia passato il concetto di lista divisiva, ma non è cosi. Chi è stato artefice di questa divisione deve porsi delle domande sul mancato obiettivo di una coalizione unica di centrosinistra. Credo fermamente in una nuova visione politica dell’amministrare il territorio, partecipata e trasparente, in grado di anticipare e risolvere le problematiche, per questo è nata la lista Lerici Sogna.

Nel corso della campagna ha parlato di un comune diviso in fazioni. Di chi sono le responsabilità? Quali rimedi?

Se alle scorse elezioni amministrative si sono presentate cinque liste è evidente che già allora ci fosse una divisione del centrosinistra quale conseguenza di personali individualismi che hanno portato all’elezione dell’attuale Sindaco. Questa amministrazione facendo leva su quelle divisioni ha costruito il suo consenso dividendo il paese in favorevoli e contrari ed aumentando di fatto le tensioni tra la cittadinanza. Il rimedio è la nostra lista, che oltre a portare una visione innovativa ha un modo di fare politica che parte da lontano, quando la politica consisteva nel servire la collettività e contiene al suo interno opinioni differenti che hanno l’unico scopo di lavorare assieme per il bene del paese con professionalità competenza e determinazione.

Come pensa sia stata gestita l'emergenza sanitaria a Lerici? Lei come si sarebbe comportato? E come si comporterà in caso di elezione a sindaco?

Penso che il periodo di emergenza passato sia stato estremamente difficile da gestire per chiunque. Ogni sindaco indipendentemente dalle scelte intraprese, che siano state apprezzate o meno, credo che debba essere elogiato perché quanto applicato è stato pensato solo per il bene dei cittadini. È troppo facile criticare delle scelte a posteriori, vanno valutate con le consapevolezze esistenti nel momento in cui avvengono. Diversa cosa è continuare a sostenere una scelta rivelatasi non idonea solo per non ammettere di aver errato. Quando sarò sindaco mi comporterò secondo coscienza supportato dalla mia competenza e condividendo i problemi con chi nei vari ambiti ne sa più di me".

QUI L'INTERVISTA AL CANDIDATO LEONARDO PAOLETTI

QUI L'INTERVISTA AL CANDIDATO ROBERTO VARA

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