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Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Aprile - ore 22.05

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"Assenza di discussione politica e di merito sul futuro del territorio di Porto Venere"

L'intervento del gruppo consiliare "Porto Venere bene comune".

"Assenza di discussione politica e di merito sul futuro del territorio di Porto Venere"

Golfo dei Poeti - In merito al consiglio comunale dello scorso 13 febbraio 2019, il gruppo consigliare “Porto Venere bene comune” desidera sottolineare la persistente difficoltà (ma sarebbe lecito anche usare il termine “assenza”) di discussione politica e di merito su pratiche importanti inerenti il futuro del nostro territorio, all’interno delle sedute stesse di consiglio.
A prescindere dallo stretto rispetto del protocollo di consegna degli ordini del giorno e degli allegati previsti (che è pertinenza del segretario comunale e che risulta rispettato), ieri sera, su ben due pratiche, l’opposizione si è trovata a dover discutere e a votare in assenza di complete informazioni, pur richieste personalmente da alcuni consiglieri nelle ore precedenti al consiglio ed in possesso dell’amministrazione da diverso tempo.

L’approvazione del Dpss (Documento di pianificazione strategica di sistema) dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, documento si preliminare e di indirizzo, ma propedeutico alla stesura da parte dell’ente del nuovo Piano Regolatore Portuale, che avrà un forte impatto sulle Frazioni delle Grazie, Fezzano e della baia di Panigaglia, che contano diverse ed estese aree demaniali normate da esso, sarebbe dovuta avvenire senza la visione del documento stesso (perlomeno da parte della minoranza consigliare) nonostante esso risulti consegnato a fine anno alle amministrazioni comunali, e già discusso dall’Autorità di sistema stessa con alcuni “portatori di interesse” nei mesi di novembre e dicembre, e di cui è stato possibile reperire in rete solo la sintesi divulgata ai media.
Crediamo fermamente che l’approvazione di un piano di interesse generale da parte dell’organo di rappresentanza democratica locale debba prevedere la più ampia e completa conoscenza dello stesso, nonché una approfondita discussione durante il consiglio stesso sugli scenari e sulle ricadute che il piano stesso avrà nei prossimi anni nelle aree interessate, aree che peraltro in passato sono state spesso oggetto di carente o incompleto utilizzo proprio a causa della diversa legislazione (es. la banchina Braccini a Le Grazie).
La promozione ed il rispetto della discussione politica, l’approfondimento urbanistico, non sono riducibili a semplici formalità, sono una “forma mentis” che ci pare non appartenere al sindaco Cozzani ed in generale alla sua amministrazione, che probabilmente considera il dibattito consigliare un “fardello” alla “imprenditorialistica” attività di gestione del comune.

Stessa situazione, seppur in questo caso in presenza di una questione già dibattuta nelle precedenti sedute, con la pratica inerente alle osservazioni pervenute dai cittadini in merito alle variazioni del Pud e all’utilizzo di parte di litorale come spiaggia libera attrezzata.
Nelle documentazioni inviate ai consiglieri le osservazioni venivano sintetizzate in poche righe, in taluni casi mortificandone o semplificandone le considerazioni contenute.

Assenza di dibattito, o quasi, infine anche sull’ultima pratica, inerente un ordine del giorno presentato dal nostro gruppo con alcuni suggerimenti inerenti il bilancio di previsione del 2019, suggerimenti che potevano ovviamente essere o meno recepiti dalla maggioranza, ma su cui si sarebbe potuto riflettere per alcuni minuti senza nessuna complicazione amministrativa.
Anche in questo caso l’omogeneo voto contrario dei consiglieri di maggioranza (alcuni dei quali non hanno espresso ancora nessuna considerazione in sede di consiglio) e una frettolosa risposta da parte di alcuni membri di giunta ha liquidato ogni possibile dialogo.

In questo scenario di generale carente confronto politico emergono le disordinate esternazioni dell’assessore Di Pelino, che al primo giro ironizza sul “ravvedimento democratico” che avrebbe avuto il capogruppo Carassale che, a detta dell’assessore, “non aveva mai considerato le proposte e le richieste pervenute dallo stesso negli anni passati, quando lo stesso sedeva nei banchi del’opposizione” dimenticandosi che nella allora giunta della Croce (l’unica in cui Carassale ebbe parte) Di Pelino stesso non era neppure consigliere, essendo l’opposizione del tempo in mano al gruppo di Calcagnini e al centrodestra rappresentato da Maietta e Parolisi), ma che alza il tiro sulla pratica delle osservazioni arrivando a dire che “se ne infischia delle duecento firme dei cittadini, perché lui è forte del 67% di elettori che lo hanno votato” e chiude in bellezza definendo “offensiva” la proposta di acquisto dei quadri del pittore locale Pietro Rosa, di proprietà della curia, ed esposti per diverso tempo nella sala degli olivetani a seguito di una iniziativa nata con l’appoggio dell’attuale giunta e che vedeva Carassale come uno dei collaboratori, che li ha fatti riscoprire ed uscire da un magazzino ove giacevano dimenticati, dimostrando in un colpo solo di non conoscere ne la specifica questione (grave, visto che è amministratore) e tanto meno l’origine e la storia dei dipinti, quanto di non riuscire ad interloquire con la minoranza in maniera diversa dalle posizioni ideologiche preconcette.”

Il gruppo consigliare "Porto Venere Bene Comune"

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