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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 16.43

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Turismo Lerici, guerra dei numeri al microscopio. Multa per due strutture

Il Settore politiche turistiche della Regione ci spiega cosa è successo, nel dettaglio. Interviene anche Confcommercio.

Turismo Lerici, guerra dei numeri al microscopio. Multa per due strutture

Golfo dei Poeti - A Lerici la guerra sui numeri del turismo sta vivendo una fase di tregua armata. Prima c'è stato l'attacco delle opposizioni all'amministrazione, portato bandendo i numeri in calo certificati dall'Osservatorio turistico regionale (QUESTI). Poi la risposta (QUI) con cui l'assessore al turismo Luisa Nardone, citando una comunicazione del Settore politiche turistiche della Regione, ha spiegato che i dati dell'Osservatorio non erano attendibili. Ed ora un certo stallo, con gli assalitori non convinti fino in fondo di quanto sostenuto da Palazzo civico. Ma che è successo, precisamente? A CdS lo ha spiegato proprio il menzionato Settore politiche turistiche.

Doppio errore
Guardando il report dell'Osservatorio regionale sul turismo, in particolare il calo degli arrivi in rapporto alla tenuta delle presenze (cioè le notti dormite nelle strutture ricettive), al Comune di Lerici è saltata la classica mosca al naso. E così è partita una segnalazione indirizzata al Settore politiche turistiche, che ha messo in atto le dovute verifiche, scovando due intoppi.
Il primo: nel 2016 una struttura ricettiva ha inserito erroneamente tra gli arrivi anche i cosiddetti 'diurni', cioè quegli ospiti che non si fermano nemmeno una notte. C'è chi gradisce prendere una stanza per qualche ora, magari in occasione di un congresso. Ad ogni modo, il dato lericino nel 2016 è stato gonfiato - con mille presenze farlocche - dalla svista di questa struttura. Che nel 2017, invece, ha inserito i dati correttamente.
Seconda grana: due strutture che lo scorso hanno aveva correttamente e prontamente comunicato i dati al Sistema di rilevazione dei movimenti dei clienti, nel 2017 sono state inadempienti per i mesi di luglio, agosto e, spiegano da Genova, anche settembre. Una mancanza che non indolore, visto che è prevista una sanzione da 30 euro per ogni report giornaliero non comunicato. Qua parliamo di tre mesi bucati: il conto è facile, e salato.

Fatte queste verifiche, il Settore politiche turistiche ha operato una simulazione che ha restituito un semplice verdetto: l'estate 2017, a Lerici, è stata del tutto in linea con quella del 2016 (che, complice l'indebito inserimento dei 'diurni', era stata un po' gonfiata). Insomma, nessun acuto e nessun flop. Il dato dell'Osservatorio, che certifica un calo lericino, resta comunque quello ufficiale, perché i dati Istat... quelli sono. Cioè privi del contributo delle due strutture lericine inadempienti (le quali nel 2016 avevano raccolto, nei tre mesi estivi, circa 400 arrivi). D'altra parte la non rispondenza è un elemento di cui bisogna tener conto, per quanto marginale. Basti pensare che nei casi peggiori c'è una rispondenza attorno al 95 per cento. Tra l'altro, spiegano dal Settore PT, si tratta di una rispondenza pesata, che tiene conto della percentuale di posti letto comunicata, non delle strutture che hanno inviato i dati. Del resto, un albergo con 40 stanze non può pesare quanto un B&B.

Parla Confcommercio

Oggi, in merito alla querelle sorta attorno ai numeri del turismo lericino, si è fatta sentire Confcommercio con una nota firmata da Valentina Castellanoti, presidente del presidio lericino dell'associazione. "Come Confcommercio Lerici - scrive -, riguardo le polemiche su un presunto crollo estivo delle presenze turistiche, comprendiamo che tutto sui social e nella politica locale può servire per portare avanti le proprie posizioni e gettare discredito sulla parte politica avversaria. E contestare alcune scelte che da anni caratterizzano il dibattito cittadino come la presenza di una Ztl più o meno estesa come giorni e periodi di applicazione o il tipo di iniziative promosse durante la stagione estiva e promuovere il turismo è pienamente legittimo e fa parte del gioco democratico e della differenza di opinioni. Ma prendere dati parziali, fare analisi su presunti 'freddi numeri' interpretati in modo non completo e approfondito e su questi costruire tesi definitive, rischia di distorcere la realtà anche in modo profondo. Senza tralasciare che porterebbe al rischio di errate scelte future. Da quel che risulta alle nostre associazioni, in base ai dati rilasciati da un numero significativo dei propri iscritti operanti nei settori della ricezione turistica e del commercio, molti imprenditori confermano che la 2017 sia stata una delle migliori stagioni degli ultimi anni grazie all’effetto combinato di varie circostanze positive (compreso la questione geopolitica  che ha favorito il turismo in Italia oltre che le condizioni climatiche eccezionali). Al punto che in molti hanno –per fortuna- dovuto incrementare il proprio personale (e più delle altre stagioni estive secondo quanto rilevato) per poter star dietro a una domanda più sostenuta sia dalle presenze alberghiere che dal turismo di vicinato che dall'utilizzo più massiccio delle seconde case. Raccontare adesso che Lerici ha avuto una débâcle turistica, quando solo alcune settimane fa c'era chi (nelle stesse fila di opinionisti e seguaci) si lamentava che c'erano troppi 'foresti', appare quanto meno bizzarro e si può forse inquadrare solo nella necessità di fare polemica per fare polemica. Ma se si vuole bene a Lerici e si tiene al suo futuro simili esternazioni non certo aiutano a fare passi in avanti. Naturalmente non tutte le attività hanno risentito in modo uguale e positivo di questa stagione, poiché nell’imprenditoria come nel commercio non basta oggi l’offerta a creare la domanda e i risultati migliori sono ottenuti spesso da chi sa adattarsi meglio al mercato come qualità, prezzo e capacità di innovazione e servizio alla clientela".

Una nota ad alto tasso politico - con indice puntato contro le opposizioni di centrosinistra -, che prosegue mettendo sul tavolo tema nodale dei numeri dell'Osservatorio: "Riguardo i dati alberghieri diffusi dall’Osservatorio Turistico Regionale –che ricordiamo si basa su dati Istat- e ripresi da alcuni siti (e dichiarazioni di politici locali e che indicavano una 'prova inoppugnabile del crollo turistico lericino') non dovrebbe sfuggire, al di là di alcuni errori significativi di conteggi ammessi successivamente dal Settore Politiche Turistiche della Regione Liguria sui flussi turistici 2017, che il metodo di raccolta come il tipo di strutture incluso non tiene conto di tutta l’offerta ricettiva e soprattutto di quella extra-alberghiera. Nel nostro territorio la presenza di seconde case è la più alta di tutta la provincia e l’offerta di appartamenti, camere e posti letto passa attraverso anche portali di 'sharing economy' come Airbnb, Booking.com e molti altri siti dove questo tipo di offerta non entra nelle statistiche ufficiali. E non è oggetto di vera e completa emersione statistica dei dati diffusi che possono quindi omettere di fornire un pezzo significativo della 'fotografia' scattata. E basti osservare in materia che solo sul portale Airbnb qualche settimana fa digitando 'Lerici' comparivano oltre 300 proposte di camere e appartamenti.  Secondo i dati di Coram, associazione che riunisce i gestori di condomini, 'nel 2010 gli appartamenti a uso turistico erano 20 in provincia di Spezia con 27 posti letto. Lo scorso anno gli immobili destinati a questo tipo di ricettività sono arrivati a 1194 con 3675 posti'. Se si vuole parlare seriamente quindi di questi argomenti e non fare solo baruffe politiche la realtà va analizzata a 360° senza forzature o letture frettolose e incomplete giusto per avvalorare le tesi ora di una parte, ora dell'altra". Parole, queste, non prive di imprecisioni, perché, come spiegano dal Settore politiche turistiche della Regione, il settore extra alberghiero è contemplato eccome dall'Osservatorio, tant'è che, tra le varie rilevazioni disponibili, c'è anche la ripartizione di presenze e arrivi tra il comparto alberghiero e quello extra alberghiero. Né tiene il discorso sui siti di prenotazione. Perché il punto è un altro: l'unica ricettività non rilevata dall'Osservatorio è quella - certo non assente a Lerici, come spiega Confcommercio - degli appartamenti ammobiliati a uso turistico, realtà importante, cresciuta negli ultimi due anni da circa 3mila a 10mila unità a livello ligure. Il resto - affittacamere, alberghi, rifugi, residenze d'epoca, B&B ecc. - nei report dell'Osservatorio viene incluso e ha piena cittadinanza. E magari le porte presto si apriranno anche per gli appartamenti ammobiliati a uso turistico: a Genova ci stanno lavorando, provandoci già per il 2018.

La chiusura di Confcommercio: "Come Associazione crediamo che Lerici abbia delle potenzialità ancora enormi da sfruttare a beneficio di tutta l’economia locale nel commercio, turismo e nella nuova imprenditorialità. Qualcosa è stato fatto negli ultimi anni ma tanto è ancora da fare sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo e con una programmazione di lungo periodo che non cambi a ogni giunta se si vogliono incentivare investimenti e sviluppo e attrarre anche nuove imprese e residenti. E siamo a disposizione di tutte le parti politiche di qualsiasi colore, come dell’attuale amministrazione in carica a Lerici, per fornire il nostro punto di vista e quanto riteniamo oggi prioritario, apprezzando chiunque lavori con lungimiranza per fare crescere l’economia di questo paese che lotta con un andamento demografico fra i peggiori di tutta la Liguria e il rischio di un ulteriore spopolamento e fuga soprattutto dei più giovani. E il turismo dovrebbe essere per un comune come Lerici uno degli obiettivi principali da sviluppare non solo per l'incredibile 'dote' ricevuta ma anche per la capacità di questo settore di generare posti di lavoro e valore per tutta la comunità".

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