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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 22.40

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Riprende il dialogo tra muscolai e Authority: bucare la diga si può

Tavolo di confronto a Santa Teresa. I mitilicoltori chiedono maggiore attenzione e da parte delle istituzioni viene riconosciuta la necessità di tutelare e promuovere la loro attività.

Riprende il dialogo tra muscolai e Authority: bucare la diga si può

Golfo dei Poeti - Un patto per tutelare e sviluppare il settore della mitilicoltura nel Golfo dei poeti, valutando la realizzazione di progetti come l'apertura di varchi nella diga foranea e coinvolgendoli maggiormente nelle scelte che riguardano il sistema porto, di cui fanno parte. La tematica è stata affrontata questa mattina nel corso dell'incontro promosso da Legacoop che si è svolto nella struttura di raccolta e confezionamento di Santa Teresa, alla presenza del presidente regionale dell'associazione Gianluigi Granero, del presidente territoriale Paolo Garbini, il responsabile dei servizi Enrico Casarino, la presidente dell'Autorità di sistema portuale Carla Roncallo, delle consigliere regionali Raffaella Paita (Pd) e Stefania Pucciarelli (Lega Nord), l'assessore comunale all'Ambiente del Comune della Spezia Laura Ruocco e il sindaco di Lerici Leonardo Poletti.
Il comparto occupa oltre 100 addetti tra soci e dipendenti, e fattura annualmente circa 5 milioni di euro. Un dato che negli ultimi due anni, dopo una crescita costante, ha subito un brusco stop a causa della moria di muscoli avvenuta nel febbraio del 2015. Un evento che ha riempito le pagine dei giornali, anche con messaggi non propriamente corretti e che ha portato la cooperativa a perdere la fornitura di Esselunga, che rappresentava il 20 per cento del totale delle vendite.
"Ora - ha spiegato questa mattina Federico Pinza, amministratore della Cooperativa Mitilicoltori Associati - vogliamo rilanciare la nostra attività. Abbiamo investito ed investiremo a breve in macchinari e nuove tecnologie di lavorazione. Operiamo in ambito portuale, siamo indicati a tutti gli effetti quali operatori della portualità spezzina, vorremo quindi essere maggiormente considerati e coinvolti nelle attività che si svolgono all’interno dello stesso, perché siamo i primi a pagare eventuali danni ambientali".
Un appello, quello di Pinza, nel quale sono emersi appena toni polemici verso la coincidenza tra lo svolgimento del dragaggio di fronte al Molo Garibaldi e il soffocamento dei muscoli causato da fanghi. Un grido rivolto agli interlocutori presenti, che non sono rimasti sordi, promettendo di prendere maggiormente in considerazione l'attività che si svolge nei vivai dentro e fuori la diga.
A cominciare dalla presidente Roncallo: "Dobbiamo valutare insieme cosa possiamo fare per rendere compatibili il cammino di realizzazione delle opere previste con l'attività di molluschicoltura. I fondali - ha detto rispondendo a un muscolaio che riferiva di non aver mai visto in trent'anni tanto fango nel mare spezzino - sono pieni di fango, ma bisogna mettere in atto lo strumento dei dragaggi. Ci sono diversi modi per farli: stiamo andando a cercare nuovi metodi anche fuori dal nostro Paese. E proponiamo che nell'attività di controllo, se vorrete, possa essere coinvolta anche la vostra categoria".
Un cambio di passo nei rapporti tra muscolai, enti e istituzioni è quello che è stato auspicato dall'assessora Ruocco: "Questa richiesta di aiuto sembra una situazione già vissuta. E' evidente che bisogna fare di più. In passato agli accordi non è seguito un lavoro efficace. Occorre oggi un patto, nel contesto di un golfo in cui ambiente e antropizzazione convivono. Non basta stare dentro i limiti normativi, dobbiamo andare oltre".

Nell'esposizione dei problemi e delle proposte per risolverli - sottoscritti in toto da Poletti - Pinza e i colleghi hanno riportato all'attenzione del tavolo anche il progetto per aprire varchi nella parte sommersa della diga foranea, per consentire un maggior ricambio delle acque in prossimità dei vivai, garantendo così migliore condizioni per la mitilicoltura.
"Siamo disponibili a fare la nostra parte", ha assicurato Roncallo.
"L'apertura della diga sarà sufficiente? Parliamone con gli enti di ricerca - ha proposto Ruocco -. Martedì ci sarà un incontro insieme ad Authority ed Enea, quella sarà la sede per iniziare a ragionare concretamente su quello che si può fare".
Sull'argomento si è espresso anche il decano dei mitilicoltori, Angelo Majoli. "Quando proponemmo il progetto al ministro Ferri i vertici militari sostennero che dai foti avrebbero potuto entrare i missili. Oggi le cose stanno diversamente. Vedo un tavolo di cui ho sempre solo sentito parlare. Il mio auspicio è che si possano raggiungere obiettivi concreti, per dare una mano ai nostri giovani".

Pinza ha anche espresso la contrarietà dei mitilicoltori rispetto alla realizzazione del progetto "Diga beach", ovvero dell'allestimento di un punto di balneazione e ristoro sulla diga. "Ci sono norme che vietano la balneazione a meno di 150 metri dai vivai - ha detto l'amministratore della cooperativa -. Tutte le estati dobbiamo fare i conti con i diportisti che ormeggiano tra le reste di muscoli, non vorremmo dover far fronte a problemi ulteriori in fatto di afflusso di persone".
Un timore fondato, rispetto al quale, però, la presidente Roncallo ha predicato calma: "Il progetto è stato approvato in passato dal Comitato portuale. Credo che si possa fare un lavoro coordinato per farlo diventare una cosa utile. Potrebbe essere un'occasione per offrire una vetrina in più al lavoro dei muscolai, farlo conoscere dal vivo, farne una sorta di biglietto da visita".

"Valorizzare il prodotto significa valorizzare il territorio. Oggi la mitilicoltura è un segno distintivo di questa parte di Liguria – ha concluso Granero, presidente di Legacoop Liguria -. E oggi abbiamo dimostrato che mettendo insieme tutti i principali soggetti che proprio sul territorio operano, possiamo avviare strategie condivise che sono il presupposto fondamentale per garantire la crescita di questa attività. Nonché garantire, nel rispetto dei temi ambientali, la coesistenza di imprese di settori anche molto diversi in un Golfo che ha nella sua unicità uno degli elementi di maggiore attrazione".

Tutti d'accordo, dunque, sul fatto che occorrano una maggiore pianificazione - anche con il coinvolgimento dei centri di ricerca - e un confronto che tenga conto delle richieste di tutte le componenti della comunità portuale, muscolai compresi.

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