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Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Novembre - ore 17.10

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Rifiuti: Lerici molla Acam e salva i lavoratori

Ok alla clausola sociale. In ballo una trentina di operatori, quasi tutti dipendenti della Cooperativa Maris. Sindaco: "Via obbligata dopo uscita da società". Fresco: "Non è vero che si può risparmiare un milione".

Rifiuti: Lerici molla Acam e salva i lavoratori

Golfo dei Poeti - Nessuna sorpresa: ieri in consiglio comunale Lerici ha fatto un altro passo verso l'abbandono di Acam Ambiente come gestore per il servizio rifiuti: lavaggio, spazzamento, raccolta, trasporto, valorizzazione differenziata, trattamento smaltimento. In particolare, è stato approvato, con i voti della maggioranza, il ritiro della delibera con cui nel 2005 il servizio veniva affidato in house alla multiutility spezzina. Una mossa, quella dell'amministrazione Paoletti, che prevedibilmente ha innescato un ricorso da parte di Acam-Iren.

L'assessore Aldo Sammartano ha ribadito che la scelta di Palazzo civico, la scorsa primavera, di non far parte dell'azionariato Acam-Iren “ha fatto venir meno il presupposto logico giuridico della delibera del 2005. Ora non solo vogliamo, ma siamo tenuti a procedere con una gara a evidenza pubblica per l'affidamento. L'affidamento sarà prorogato ad Acam Ambiente il tempo necessario per andare a gara senza interrompere il servizio”.

Tema non secondario, in sede di gara sarà prevista la clausola sociale per il mantenimento dei lavoratori che operano su Lerici nell'ambito del servizio rifiuti, una trentina di persone, quasi tutte dipendenti della Cooperativa Maris. “In commissione avevamo detto che avremmo verificato la possibilità di inserire la clausola. Ebbene la clausola ci sarà, stiamo lavorando per definirla”, ha aggiunto sempre Sammartano. L'assessore ha poi ricordato come, con il futuro affidamento, Palazzo civico cercherà di uniformarsi ai costi standard stilati lo scorso febbraio dal Ministero dell'Economia, che indica per Lerici un costo del servizio rifiuti “di un milione e 976mila euro – ha aggiunto l'assessore -, mentre il costo che sosteniamo per quest'anno è di poco inferiore ai tre milioni”.

Una prospettiva di risparmio che può arrivare a un milione, quindi. Ma che non convince l'ex sindaco Emanuele Fresco. “I conti non tornano - ha detto -. L'impegno 2018 è 2 milioni e 614mila euro, non quasi tre milioni, che probabilmente è il gettito Tarsu che non riguarda unicamente rapporto con Acam ma anche altri aspetti. Dai 2 milioni e 614mila va tolto lo spazzamento perché non è previsto nel conto dei costi standard, che parlano solo di raccolta e smaltimento. Spazzamento che su Lerici costa 460mila euro circa: ecco che quindi la differenza tra costi attuali e costi standard è inferiore ai 178mila euro. E ricordiamo che per quanto concerne lo smaltimento non ci potrà essere nessuna operazione migliorativa perché (come affermato del resto poco prima dall'assessore Sammartano, ndr) questo è e questo rimarrà”.

Perplessità dall'opposizione – presenti ieri i capigruppo Fresco, Mariachiara De Luca (Golfo de Poeti) e Andrea Ornati (Cambiamo in Comune) – per “i rischi connessi a questa scelta forse non abbastanza ponderata e suffragata da un solo parere legale. C'è il rischio di lunghe e costose vicende legali”. Ancora Fresco ha posto un problema di immagine (“C'è stata una sottoscrizione di impegni, il sindaco ha firmato dal notaio impegnandosi a mantenere il contratto di servizio con Acam”) e, legge Madia alla mano, ha espresso ulteriori dubbi sulla obbligatorietà della 'fuga' da Acam essendo venuta meno la qualifica di socio del Comune lericino.

“Aver ceduto le azioni Acam Iren – ha concluso il sindaco Leonardo Paoletti - ci rende liberi. E l'Europa e il Codice degli appalti ci dicono che dobbiamo fare una gara. Del resto nell'accordo di investimento Acam-Iren c'è un punto in cui si legge che Iren può sentirsi 'liberata' nel caso l'adesione dei Comuni all'aggregazione sia inferiore all'80 per cento, questo perché l'operazione di Iren stessa non sarebbe più sostenibile in quanto troppi Comuni si rivolgerebbero ad altri gestori”. Una sottolineatura utile a dimostrare come l'accordo di investimento stesso veda una certa consequenzialità tra l'uscita dalla società e il cambio di gestore.

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