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Lerici, terreni abbandonati affidati a giovani agricoltori

Approvato il progetto di recupero dei fondi incolti. I proprietari invitati a metterli a disposizione. O a riscoprirsi contadini.

Censimento e bando
Lerici, terreni abbandonati affidati a giovani agricoltori

Golfo dei Poeti - Vivere il territorio per difenderlo dal collasso. Un principio di cui ormai c'è piena consapevolezza, ma tra il dire e il fare... Una mossa in questo senso proverà a metterla in pratica l'amministrazione comunale di Lerici, che ha approvato di fresco un progetto per il recupero delle terre incolte del territorio comunale. Che, per chi avesse una conoscenza solo da cartolina, va ben oltre castelli, spiagge e lungomare: una sterminata fetta di Lericino è terra di selvaggia collina.

L'operazione a cui ha detto sì la giunta guidata dal sindaco Leonardo Paoletti si pone tre obbiettivi: “ampliare le aziende agricole esistenti con il Psr – Piano di sviluppo rurale, che consentirà aiuti agli investimenti in agricoltura, e nel contempo supportare i giovani nell’iniziare una nuova attività con terre ad un prezzo calmierato; sostenere ed incentivare l’occupazione, soprattutto giovanile, come manodopera specializzata e non per i nuovi lavori agricoli; tutelare l’ambiente e il paesaggio rurale, riportando nuova vita ai terreni incolti al fine di mitigare il dissesto idrogeologico”, come si legge nel progetto.

Ben definiti i passaggi da seguire. Prima, innanzitutto, un censimento delle terre incolte o abbandonate, da stilare anche avvalendosi dei dati già raccolti dal Parco di Montemarcello, Magra e Vara. Un censimento finalizzato ad individuare i terreni agricoli che non risultino destinati all'uso produttivo, che sfocerà nella creazione del Registro comunale delle terre incolte. L'elenco dei terreni sarà quindi oggetto di esame da parte di Palazzo civico, che provvederà ad escludere i terreni interessati da specifiche previsioni urbanistiche, diverse da quella agricola. All'esito di tale verifica sarà redatto un elenco provvisorio. Seguirà invio di specifica comunicazione ai proprietari al fine di verificare l'effettivo stato dei terreni. L'elenco approvato in via definitiva andrà quindi a implementare la Banca regionale della terra.

Seguiranno due avvisi di interesse: uno rivolto ai proprietari degli appezzamenti abbandonati e incolti affinché li mettano a disposizione; un altro invece rivolti ai potenziali interessati a prendere le redini dei fondi. E su entrambi i fronti sarà esercitata anche una campagna promozionale dell'iniziativa: sia perché i proprietari rendano disponibili le terre (o in alternativa le riprendano in mano), sia – con un occhio di riguardo per le giovani generazioni - per attrarre chi abbia voglia di dedicarsi a un'avventura agricola. E siccome oltre al pesce serve la canna da pesca, ecco che il progetto prevede l'organizzazione di corsi e seminari di formazione specifica in campo agricolo (tecniche di coltivazione, potatura olivi ecc.) rivolti agli assegnatari dei terreni o ai proprietari che dichiareranno di voler riprendere la coltivazione degli appezzamenti abbandonati.

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