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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 18.17

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"L'oleodotto è sicuro, i rendering sono ipotesi"

Il comandante della Rete Pol-Nato audito dai consiglieri comunali. "Usiamo un'unica conduttura installata nel 2014, i controlli sullo stato della corrosione sono regolari. La progettazione del nuovo pontile partirà da un foglio bianco".

si sblocca la gara
"L'oleodotto è sicuro, i rendering sono ipotesi"

Golfo dei Poeti - Il 2019 porterà il nome del progettista del nuovo pontile dell'Aeronautica Militare a Punta San Bartolomeo, che l'anno successivo potrebbe iniziare a prendere forma. Nel frattempo il Golfo della Spezia non rischia un disastro ecologico. Le rassicurazioni arrivano direttamente dal comandante della Rete Pol-Nato con sede a Parma, il tenente colonnello Roberto Roaro ieri sera audito dalla prima e seconda commissione consiliare in merito ai progetti di ampliamento del terminal marino dell'oleodotto Nato. "La sea line centrale è nuova, realizzata a partire dal 2014 e operativa dall’anno dopo ed è l’unica utilizzata al momento - ha illustrato l'ufficiale - Le altre due sono teoricamente efficienti ma sono attualmente invasate di acqua e pertanto non in suo. Operiamo quindi con una sola conduttura marina, la più recente”.

Una precisazione che disinnesca le preoccupazioni nate dal documento allegato al bando di gara per il nuovo manufatto. Uno studio che lanciava l'allarme sulle potenziali condizioni di corrosione della conduttura centrale, nata negli anni Sessanta insieme all'oleodotto stesso. Uno studio redatto però qualche anno fa, le cui osservazioni si scopre ora sono state nel frattempo prese in carico. Un documento che poi non è stato aggiornato nel capitolato di gara. Questa è peraltro già ripartita dopo che il Consiglio nazionale degli ingegneri aveva ravvisato "incongruenze sul metodo di calcolo del corrispettivo a base di gara". Tutto risolto, i primi di gennaio si aprono le buste e da quel momento inizierà gradualmente il coinvolgimento degli enti locali che per ora sono stati solo spettatori. L'opera dovrà infatti passare attraverso una Conferenza dei servizi, non ci dovrebbero essere scorciatoie garantite dall'evidente strategicità dell'infrastruttura per tutte le basi italiane e Nato del Nord Italia.

Quando tocca ai consiglieri approfondire l'argomento, Massimo Caratozzolo chiede quale sia lo stato globale dell’oleodotto che transita nella provincia spezzina interratto (qui una panoramica) non solo nella parte a mare. Il tenente colonnello Roaro rassicura sulla “efficienza delle strutture. Lo spessore della condotta viene calcolato in maniera puntuale con l'uso di sonde che vengono usate da ditte specializzate in questo tipo di operazioni. Otteniamo con regolarità dei report in merito. Inoltre la rete è in pressione, ogni calo viene rivelato immeditamente dagli strumenti del comando di Parma e questo ci da modo di individuare eventuali problemi all'istante. Abbiamo un dispositivo di emergenza con personale reperibile che è in grado di intervenire all'istante per qualsiasi tipo di problema. Seguiamo le prescrizioni legate all’ambiente e alla sicurezza che segue qualsiasi altra azienda che opera questo tipo di infrastruttura".
Il passaggio delle condutture nella parte a terra è rivelato da alcuni cartelli che riportano anche un numero di telefono a cui rivolgersi nel caso un cittadino si accorgesse di un'eventuale anomalia, a partire da quella più temuta come un forte odore di carburante. Evenienza che peraltro ha già più di un precedente. La gestione e la manutenzione dell'oleodotto è affidata alla IG Operation and maintenance, società civile con sede legale a Pomezia vicino a Roma, gli uffici centrali a Parma nei locali adiacenti al comando Pol-Nato e con vari presidi locali, anche alla Spezia. Non sono previsti subappalti ulteriori.

Guido Melley si chiede se la progettazione non avrebbe frose meritato una pre-conferenza dei servizi visto la portata dell'opera, che potrebbe diventare un elemento del paesaggio a livello di impatto visivo. "La stessa Autorità Portuale ha dichiarato di non essere a conoscenza di questo bando", ricorda il consigliere. "I rendering del nuovo pontile che avete visto sono solo ipotetici (eccoli qui), visto che la progettazione partirà da un foglio bianco - continua Roaro, accompagnato dal primo maresciallo Salvatore Mascolo nella trasferta spezzina - Alla fine l'esito potrebbe essere simile a quello o forse no. Quello che posso dire è che rappresenterebbe un miglioramento visto che la zona è attualmente interdetta al traffico marittimo e che le condutture che oggi sono appoggiate sul fondale verrebbero portate in superficie".

Per avere una scansione temporale più precisa sui prossimi passaggi, così come chiesto dal consigliere Umberto Maria Costantini, si dovrà attendere l'anno nuovo quando la società di ingegneria vincitrice dell'appalto sarà annunciata. La traccia contenuta nel bando appare in ogni caso già piuttosto precisa e la stessa idea di un pontile di lunghezza superiore ai 300 metri aleggiava in ambiente portuale già da qualche anno, quando l'opportunità di portare le condutture "a secco" iniziava a farsi largo. Comune della Spezia, Autorità Portuale e gli altri stakeholder locali dovranno gradualmente essere coinvolti e potranno esprimere un parere in merito. Forse non sul se l'opera prenderà corpo, ma quantomeno sul come.

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