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Serra in rivolta contro una coppia di sposini, una storia del 1903

A raccontarla è l'Archivio di Stato della Spezia che racconta delle disavventure di Fortunata e Luigi. Il fratello dello sposo aizzò contro di loro acluni compaesani per alcune beghe patrimoniali. Intervenne addirittura la Corte di Cassazione.

offese e querele di più di cento anni fa
Evergreen alla Serra di Lerici

Golfo dei Poeti - Una storia curiosa, datata 12 aprile 1903, di una coppia di sposi insultata e aggredita nel giorno delle nozze. Lo scenario è quello della Serra che si affaccia su un Golfo dei Poeti lontano nel tempo, quando, Fortunata e Luigi decidono di convolare a nozze.
Quello che però non si aspettavano di certo era di essere bersagliati dagli da un gruppetto di compaesani, pilotati dal fratello dello sposo, a quanto pare, animato da una questione patrimoniale. I due sposi furono costretti a barricarsi in chiesa. Una situazione incresciosa culminata poi in Corte di Cassazione. I documenti sono della Pretura di Sarzana, Sentenze penali n. 181, vol. 1.

A svelare questa piccola e curiosa storia è l'Archivio di Stato della Spezia che l'ha resa nota attraverso il suo canale sul social network Instagram (clicca qui per il post originale). In quegli anni il galateo era preso seriamente e la goliardia quindi doveva rientrare entro certi limiti.
Quello che racconta l'Archivio di Stato però è ben lontano dal divertimento: "Furono ben 12 gli imputati, i loro cognomi Bertella, Cabano, Zanello, Callegari, tutti cittadini della Serra, incantevole borgo nel comune di Lerici, affacciato sul Golfo dei Poeti - spiegano dall'Archivio -. Del medesimo paese pure la parte offesa, ovvero Fortunata e Luigi, due giovani che avevano scelto il giorno 12 aprile 1903 come data per festeggiare il loro sogno d'amore. Accadde purtroppo che invece di recarsi in chiesa circondati dall'affetto dei loro compaesani, i nubendi si trovarono accerchiati da un gruppetto di persone, donne, uomini e pure qualche fanciullo, che presero a lanciare al loro passaggio, non parole beneauguranti, ma fischi, grida, schiamazzi e a causare disturbo 'battendo le latte'. Fu provvidenziale, è il caso di dirlo, l'intervento del sacerdote, che non appena entrati i due giovani in chiesa, sbarrò le porte ai molestatori che avevano l'intenzione di proseguire con l'oltraggioso imeneo fin dentro il tempio".
"Una volta terminata la cerimonia gli sposi, mentre si stavano recando alla loro casa furono nuovamente bersaglio di fischi e grida : 'E queste si ripeterono per varie sere finché dettero querela'. L'autorità giudiziaria non risparmiò nulla agli imputati, riconoscendo loro l'indubbia volontà di recare pregiudizio ai due giovani con le loro ingiurie: 'Si deve alla prudenza degli sposi se il fatto stesso non è degenerato in tragedia', anche perché una delle offese, un vecchio pettegolezzo di paese, era veramente infamante. Da sottolineare che l'animatore di quella marmaglia petulante era il fratello dello sposo, forse intenzionato a regolare in questo modo ignobile i conti per qualche bega patrimoniale".
"Le condanne per le ingiurie - spiegano ancora dall'Archivio di Stato - furono ripartite individuando le diverse responsabilità degli imputati, a qualcuno toccò pure un mesetto di prigione e tutti in solido furono condannati a un risarcimento di lire 200 per la parte lesa e al pagamento delle spese processuali".
"La fecero franca solo due giovinetti - concludono -, per la cronaca i nipoti dello sposo 'nessuna meraviglia che vedendo gridare i genitori, gridassero e fischiassero anch'essi'. Insomma contro le comari e soprattutto i comari del paesino, giustizia fu fatta! Sarà passata loro la voglia di pregiudicare la felicità altrui? E Fortunata e Luigi? Noi che siamo romantici non possiamo che augurarci che siano vissuti a lungo felici e contenti nello splendido paesino della Serra".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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