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Lerici rivoluzionaria, 170 anni fa l'insurrezione anti Savoia al fianco di Genova

di Bernardo Ratti, presidente della Società marittima di mutuo soccorso di Lerici.

Lerici rivoluzionaria, 170 anni fa l'insurrezione anti Savoia al fianco di Genova

Golfo dei Poeti - Il legame di Lerici con Genova è, ormai, millenario. Un legame di lealtà alla città punto di riferimento. Più volte Lerici si è distinta per l'aiuto alla Città che da sempre lega indissolubilmente la sua storia a nostro borgo (ad esempio la flotta con cui Andrea Doria salpò per andare a riconquistare Genova parti da Lerici, con tanti lericini). Una stima sempre ricambiata.

La sconfitta dei Savoia a Novara del 1849 fece diffondere la notizia, non si sa quanto inventata, che i Piemontesi si stavano accordando con Vienna per far annettere la Liguria all' Austria. I Liguri, sempre ostili al Governo di Torino per l'annessione forzata dopo il Congresso di Vienna, che concluse alla storia millenaria della Repubblica, non gradirono e Genova, insorse tra fine Marzo e inizio Aprile 1849.
A Genova accorsero patrioti da tutta la Liguria, tra cui lericini: Giuseppe Ratti, Angelo Giacopello, Orlando Faccini, Antonio Giacopello che fu ferito ad un braccio a Forte Sperone sulle alture della città.

Contemporanamente Lerici insorse, unico paese di tutta la Liguria . Da Genova arrivò una richiesta di aiuto al paese reputato "rivoluzionario per eccellenza" , borgo repubblicano e democratico, tenuto d'occhio dalle autorità piemontesi. Lerici rispose, come sempre quando Genova chiamava.

La sera del 3 Aprile, un gruppo di persone, Agostino" 'Gostin " Castello, Gaetano Bibolini, Gio Batta Gonetta, Giuseppe Madrignani intimarono ai Carabinieri, che avevano la caserma nell'attuale Piazza Garibaldi, di togliere lo stemma di Savoia, e, all'ovvio rifiuto, arrivò una folla di lericini che distrusse gli stemmi e disarmò i militari. A Lerici fu eletto un Comitato di "salute pubblica" e, di fatto, un governo autogestito. Il Comitato era composto dal Parroco Don Gio Batta Gonetta, da Gio Batta Poggi, da Domenico Carosini (futuro fondatore della Società Operaia di Mutuo Soccorso). I Lericini requisirono un vapore "Nuovo Colombo", in realtà d'accordo con il Comandante Francesco Baracchini, mazziniano, futuro socio fondatore della Società Marittima di Mutuo Soccorso, e in 100 imbarcarono per salpare ed accorrere a Genova per difenderla, dopo una tappa a Chiavari ad imbarcare altri patrioti. Genova purtroppo fu sconfitta, e saccheggiata.. la soldataglia piemontese si scatenò con violenze gratuite, su donne, bambini, stupri, uccisioni e furti nelle abitazioni. Furono emessi mandati di cattura nei confronti degli insorti. I Lericini Patrizio Doberti (uomo di Mazzini a Lerici, repubblicano e comandante, titolare di una scuola di navigazione a Redarca), Francesco Gonetta, Paolo Ratti, Giovanni Zacchi e altri, dovettero fuggire negli stati vicini.
Poterono rientrare dopo un'amnistia del Governo di Torino...
La rottura con il Governo Savoia tra i Liguri, Genovesi, Lericini, non fu più sanata...dopo pochi anni (1851 l'Operaia e 1852 la Marittima) nacquero due tra le prime 5 Mutuo Soccorso della Liguria, "covi di democratici" come venivano chiamate con disprezzo dalle autorità, con il fine iniziale di rifondare una Repubblica Ligure democratica...poi sposarono le idee di Mazzini e Garibaldi per l'Unità d'Italia. Idee di libertà anche per le continue frequentazioni dei suoi uomini, naviganti, con Genova e con tutte le democrazie del Mondo, raggiunte con i grandi velieri del Borgo.
Una bella storia lericina.

Bernardo Ratti, presidente della Società marittima di mutuo soccorso di Lerici.

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