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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 22.11

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Lerici, al castello un viaggio fotografico nei cantieri Sanlorenzo

Gli scatti in bianco e nero di Silvano Pupella per raccontare un connubio perfetto tra artigianalità e tecnologia.

Dal 20 dicembre
Lerici, al castello un viaggio fotografico nei cantieri Sanlorenzo

Golfo dei Poeti - Tra i principali produttori al mondo di yacht e superyacht, Sanlorenzo presenta, in collaborazione con il Comune di Lerici, la mostra “Naviganti. Un viaggio dentro i cantieri navali Sanlorenzo”, a ingresso libero, che si terrà dal 20 dicembre 2018 al 10 marzo 2019 al Castello di San Giorgio.

Pensata come una vera e propria immersione all’interno della realtà produttiva dei cantieri, la mostra presenta oltre 30 scatti in bianco e nero del fotografo Silvano Pupella, il quale ci restituisce, attraverso il suo obiettivo, il racconto di quel perfetto connubio tra artigianalità e tecnologia che ha reso Sanlorenzo in 60 anni di storia, una vera e propria eccellenza della nautica.

Un suggestivo reportage fotografico, realizzato all’interno del cantiere di La Spezia, che ci svela come ogni esemplare di superyacht Sanlorenzo sia l’esito di un progetto complesso, trasversale e innovativo: ogni barca, oltre i 40 metri di lunghezza, prende vita a partire dallo scafo forgiato dal metallo come un’opera d’arte, attraverso il lavoro di abili maestranze locali che curano ogni più piccolo dettaglio rendendo unica ogni creazione e personalizzandola per ottenere ogni volta l’effetto desiderato dall’armatore.

Il progetto nato dalla volontà del Cavalier Massimo Perotti, Ceo e Chairman dell’azienda, mostra ancora una volta la capacità di Sanlorenzo di ampliare il proprio immaginario e di aprirsi a nuovi linguaggi creativi offrendo prospettive inedite sul mondo della nautica e del Made in Italy.

“Il Comune di Lerici è onorato di ospitare nella nostra location più bella e significativa l’esposizione dedicata a un’azienda che rappresenta il fiore all’occhiello del Made in Italy nel settore della nautica – commenta il sindaco di Lerici Leonardo Paoletti -. Sanlorenzo rappresenta una realtà produttiva tra le più importanti, anche in termini di occupazione, presenti in provincia. L’esposizione sarà l’occasione per cogliere una prospettiva inedita della grande azienda, da anni produttrice di un prodotto di eccellenza indiscussa. L’intenso lavoro creativo e artigianale che ne sta dietro sarà il grande protagonista della mostra, raccontato attraverso la suggestione che sono le immagini sanno trasmettere”.

“Per quasi tre mesi il nostro Castello sarà la cornice di una grande esposizione fotografica, che racconterà ciò che non si è mai visto dei cantieri Sanlorenzo – commenta l’assessore al Turismo Luisa Nardone -. L’evento sarà il racconto di questa grande realtà, attraverso un viaggio dietro alle quinte alla scoperta, non soltanto del prodotto finito, ma della creatività, dall’artigianalità e del lavoro che centinaia di persone svolgono per realizzare questi prodotti da sogno. Lerici, una volta cantiere a cielo aperto, rappresenta il luogo ideale per ospitare questa mostra: inserita tra i Borghi Storici Marinari, la nostra è una città in cui la tradizione cantieristica trova radici lontane, fin dal ‘500, inserendosi nella più profonda memoria del nostro territorio”.

La mostra 'raccontata' dallo style director Sergio Buttiglieri

In questa mostra Sanlorenzo ha voluto raccontare quello che sta dietro ai superyacht che produce nei cantieri di La Spezia. Le foto di Silvano Pupella sono un esemplare reportage dentro alle sue aree produttive per narrare il lavoro dei bravissimi artigiani che come fossero dentro una bottega rinascimentale plasmano questi sofisticati manufatti che non potrebbero essere tali senza la loro magistrale manualità.
La dignità del luogo di lavoro d’altronde è un tema caro a Sanlorenzo, cantiere navale produttore di yacht conosciuti in tutto il mondo per la loro grande qualità tecnica ed estetica oltre che per la sua organica attenzione al design e all’Arte contemporanea.
Sanlorenzo in questa mostra ha voluto narrare la bellezza intrinseca dei suoi manufatti che, prima ancora di essere terminati, hanno un fascino nascosto che giustamente Silvano, in accordo con il cavaliere del lavoro Massimo Perotti CEO e Chairman di questo brand che quest’anno ha celebrato i suoi primi 60 anni di attività, ha valorizzato con il suo deciso bianco e nero che tanto ricorda la grande scuola americana di Ansel Adams ed Edward Weston. Entrambi sono convinti che per emozionare non occorre per forza mostrare il prodotto finito, basta introdurci nelle fasi iniziali della lavorazione di questi superyacht in metallo.
Tutte le difficoltà che normalmente i designer trovano nell’apportare innovazioni significative nel settore nautico derivano proprio dal fatto che lo yacht è il mito per eccellenza del nostro tempo: ed essendo il mito sempre un meta-linguaggio, ed essendo il fine vero dei miti quello di immobilizzare il mondo, si può comprendere meglio la cristallizzazione delle consuetudini nautiche, la chiusura alle novità stilemiche e l’eterno rinvio a quel prototipo immobile del mito legato alle forme e ai materiali del passato.
Le dilatazioni spaziali, che Sanlorenzo è riuscito ad introdurre in questo immaginario, come ben documentano le magnifiche immagini in bianco e nero di Silvano Pupella del cantiere di La Spezia, dedicato alla costruzione dei super yacht oltre i 40 metri, stupiscono e ribaltano la percezione di limite che sempre si ha a bordo di questi gioielli semoventi. Immagini che, documentando le varie fasi di approntamento degli scafi di metallo, sanno rendere perfettamente l’atmosfera di questo luogo denso di tecnologia ma anche di preziosa e insostituibile manualità. Immagini che sanno raccontare la maestria degli artigiani che vi operano, la bellezza dei manufatti grezzi che, con questo ricercato bianco e nero, ci raccontano la specificità della cantieristica italiana di cui Sanlorenzo è sicuramente uno dei più mirabili interpreti.
Essendo un oggetto mitico, irraggiungibile, non a caso anche i termini originali che lo descrivono sono intrisi di sfumature che vanno dal sacrale al bellico. Pulpito, Potenza, Battagliola, Falchetta, Armatore, Comandante, Baglio, Impavesata, Chiesuola, Cubia, Anodi Sacrificali, Monachetto, sedile da combattimento.
Non a caso sugli yacht si sale scalzi come nei luoghi sacri.
Sanlorenzo sta contaminando questo settore apportando inedite espressioni linguistiche fortunatamente digiune di nautica, introducendo per primo designers internazionali come Dordoni Architetti, Antonio Citterio e Patricia Viel, Piero Lissoni (nominato Art Director di Sanlorenzo) e ora Patricia Urquiola. Grandi nomi del nostro miglior Made in Italy, (che nessun cantiere navale si era mai sognato di chiamare) e perciò più facilmente sensibili a trovare nuove soluzioni abitative a queste magnifiche scenografie teatrali quali sono in fondo gli yacht. 
Ma alla base di questo immobilismo, come ricordava benissimo Roland Barthes in “Miti d’oggi”, c’è il fatto che “gli yacht insomma sono sempre paradigmatici “angoli di focolare” sono sempre delle “caverne adorabili” e la soddisfazione di esservi rinchiusi si esplicita attraverso gli oblò, metafora eccellente dell’ osservazione di un infinito esterno per antonomasia qual è il mare e il cielo, attraverso un occhio dotato di corazza”… (e anche qui non a caso siamo di fronte ad un altro termine bellico).
Che cos’è che ci invidiano all’estero e che così tanto affascina anche i designer d’oltralpe? Innanzi tutto la versatilità delle nostre imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, che sanno risolvere problemi irriducibili per altri. Poi l’incredibile capacità artigianale che in maniera diffusa si concentra a macchia di leopardo in tante zone d’Italia e che permette di realizzare le eccezioni della nautica italiana come in passato il bel design dei grandi maestri come Castiglioni, Mari, Magistretti, Albini, Carlo Scarpa, Munari, Sambonet, Zanuso, grazie a imprenditori anomali come Brion, Cassina, Zanotta, Gandini, Alessi, Gavina, Olivetti, Astori e ora anche Massimo Perotti CEO e Chairman di Sanlorenzo.
E qui sta la grandezza dell’imprenditoria italiana rispetto agli altri paesi. Capacità di pensare all’inconsueto e renderlo possibile. È questo che affascina enormemente i designer internazionali che bussano alla porta delle nostre aziende italiane consci che solo qui c’è un indotto e una creatività imprenditoriale che in tutti questi anni ha reso concreto il mitico buon Made in Italy.
Il settore della nautica italiana, che pur colpito dalla crisi planetaria post Lehman Brothers, come tutti gli altri settori economici, rappresenta pur sempre più del 50% del fatturato mondiale della nautica, sceso negli anni scorsi da 6,4 miliardi a 2,4 miliardi di euro e ora finalmente in ripresa. Nelle prime tre posizioni ritroviamo altrettanti cantieri nautici italiani di cui Sanlorenzo detiene il primo posto per numero di piedi prodotti annui sopra i 24 metri come singolo brand.
Sanlorenzo è l’unico cantiere nautico italiano a non aver fatto un solo giorno di cassa integrazione e l’unico ad aver riportato il fatturato sopra ai livelli pre crisi (oggi pari a circa 350 milioni di euro, e con 100 milioni di euro di investimenti in corso, tra nuovi stabilimenti e ricerca e sviluppo).
Tutto ciò grazie anche al suo rapporto organico con le migliori aziende di arredamento del nostro insuperabile Made in Italy e alla sua vocazione sartoriale, associata alla sempre più grande attenzione di Sanlorenzo al mondo dell’arte contemporanea, che lo porta ad essere presente, in esclusiva mondiale, all’interno delle manifestazioni internazionali più autorevoli quali Art Basel e la Biennale di Venezia, e che lo rende forse unico nell’approccio con gli esigentissimi armatori provenienti da tutto il mondo.

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