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Lamentazioni operaie nella culla della scrittura. Gutemberg? Beffa cinese

Lezione di Salvatore Viscuso sul legame indissolubile tra l'uomo e la testimonianza scritta e disegnata.

Lamentazioni operaie nella culla della scrittura. Gutemberg? Beffa cinese

Golfo dei Poeti - Piccoli scoop e appassionata divulgazione ieri pomeriggio a Lerici in casa Unitre, l'università delle tre età. Nell'aula di Piazza Bacigalupi, Salvatore Viscuso, bibliomane, libraio antiquario e perito del tribunale della Spezia, ha condotto un'escursione lungo oltre 30mila anni di storia. Un itinerario srotolato per ribadire quanto sia naturale per l'essere umano, dall'alba della sua vicenda, lasciare segno disegnato e scritto del suo passaggio. "Testimonianze come i grafemi delle grotte di Altamira e Lescaux hanno 17mila anni - ha esordito Viscuso -. E le raffigurazioni trovate nella grotta di Chauvet, in Francia, sono ancora più antiche - risalgono ad almeno 30mila anni fa - e sono addirittura più complesse ed elaborate di quelle di Altamira e Lescaux, pur essendo più vecchie di millenni".
Poi, passando per linguaggi come quello, arcinoto, dei geroglifici, circa 25mila anni dopo gli orsi, i tori e i leoni di Chauvet si è approdati alla scrittura. "I primi, diversamente da come molti credono, non sono stati i Fenici. Bensì degli operai cananei che lavoravano nella penisola del Sinai. Rielaborarono i geroglifici in una sorta di proto scrittura, sviluppando un alfabeto. Cosa riportano le testimonianze ritrovate? I Cananei si lamentavano, un po' come facciamo spesso noi contemporanei". Dall'alfabeto cananeo è nato quello fenicio, poi l'aramaico, il greco, il latino.

"La scrittura - ancora Viscuso - si è imposta lentamente, irregolarmente e su mezzi diversi, dal papiro alla pergamena, dalle foglie alle tavolette. La svolta è arrivata con la stampa a caratteri mobili, che ha permesso la diffusione del sapere in maniera più ampia. L'ha inventata Gutemberg? No, il cinese Li Cheng attorno al 700 dopo Cristo, quindi oltre sette secoli prima. E la stampa a caratteri mobili in metallo è stata inventata in Corea attorno al 1350". Certo, il povero Gutemberg, come precisato del relatore, non ha copiato i colleghi asiatici, ma ha agito in autonomia. Nella storia dei libri, uno spartiacque fondamentale va piazzato attorno al 1820. "E' il momento in cui per produrre i testi si cominciano a usare il torchio a vapore e la carta derivata dal legno. I libri sono infatti considerati antichi prima di questo importante limite".

Uno sguardo ai giorni nostri: "Internet? Sbagliato pensare che contenga ormai tutto lo scibile umano. Basti sapere che il progetto Gutemberg, promosso negli anni Settanta, ha portato alla digitalizzazione di appena 50mila volumi. Tutto il resto, che è tantissimo, è nelle biblioteche. Oppure... nella mia libreria".

Dalla platea, lanciata dall'autorevole voce del professor Enrico Calzolari, una suggestione finale: "La stampa? Inventata a Fivizzano, prima di Gutemberg".

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