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La "casa dei Torchij" ed i suoi reperti, mozione per valorizzarli

il complesso degli olivetani
La "casa dei Torchij" ed i suoi reperti, mozione per valorizzarli

Golfo dei Poeti - "Sulla scia delle proposte di recupero di alcuni simboli storico–culturali della nostra comunita’ raccogliamo oggi questo appello e lo portiamo in questo consesso consigliare con la speranza che possa essere oggi accolto e sostenuto". Quelli di Porto Venere Bene Comune lanciano il recupero dell'importante sito degli Olivetani alle Grazie e firmano una mozione al consiglio comunale con i loro rappresentanti Fabio Carassale, Saul Carassale, Francesca Sacconi e Franco Talevi. Propongono la "riqualificazione di uno spazio pubblico, di estrema valenza urbanistica, posto in fregio alla parrocchiale, attraverso il recupero, restauro e ricollocazione di questi antichi reperti in collaborazione con la proprietà e la Soprintendenza Ligure". Lo scopo è riportare alla luce la storia della comunità, dalla presenza romana sino ai giorni nostri attraverso il filo conduttore dell’olivicoltura e dell’olio, ricordando il primato del più antico frantoio di Liguria presente al Varignano
"Il complesso urbanistico edilizio del Convento dei monaci Olivetani rappresenta tutt’ora uno scrigno di enorme valore storico monumentale ma soprattutto anche di memoria e di storia locale. I monaci Olivetani un tempo gestivano la massima parte del nostro territorio, si trovano infatti memorie antichissime e primigenie all’Isola del Tino, successivamente in Palmaria ed in fine sulla costa meridionale della baia delle Grazie un tempo citata sulle antiche carte nautiche anche come “seno del Monastero”. Caratteristica dei nostri luoghi, già dalle antiche presenze romane al Varignano Vecchio, sono la coltivazione dell’olivo e la produzione e commercializzazione dell’olio di oliva, cosi’ fu anche nel periodo monastico che vedeva la struttura urbanistica realizzata per assolvere i compiti relativi alle produzioni locali; esempio di questa laboriosità era la presenza di un corpo di fabbrica, la casa “dei Torchij” adibita a frantoio per la produzione locale dell’olio di oliva.
Questa casa e questi “Torchij” rappresentano per la nostra comunità una pietra miliare; si riuniva qui infatti il Consiglio della neocostituitasi Municipalita’ di Panigaglia a seguito della riorganizzazione del territorio in municipalita’ autonome voluto dalla giovane Repubblica Ligure. Molte le delibere importanti approvate da quel primo esperimento di governo repubblicano del territorio riguardanti i problemi della nascente comunita’: lavori portuali, scuole, lavoro, vie di comunicazione, ecc. Una in particolare, sara’ quella che lascera’ il segno e costituira’ appunto la pietra miliare della comunita’: la richiesta della confiscata chiesa del convento Olivetano quale nuova parrocchiale della Comunita’ in sostituzione della chiesa di S. Andrea in Panigaglia. Il paese stava appunto strutturandosi urbanisticamente sempre piu’ nel seno del monastero spostando l’asse della comunita’ nel nuovo insediamento. La richiesta fu accolta e la chiesa venne donata alla comunita’ con la prima messa solenne celebrata il giorno di Natale del 1798; gli altri beni del convento, confiscati vennero nel tempo privatizzati e trasformati".
Di questa e altra storia locale ha merito l’impegno dell’associazione culturale “La Calata di Ria” nelle persone della compianta Anna Maria Carpena e di Carla Ferro che per anni hanno raccolte testimonianze e documenti riguardanti la comunita’. Proprio l’associazione attraverso l’annuale periodico “Ria” a cura della Pro Loco delle Grazie lancio’, già in un recente passato (anno 2017) l’appello per la conservazione e valorizzazione dei reperti relativi all’antico torchio oleario (da qui la denominazione “Casa dei Torchij”).

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