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In galleria l'omaggio a Marinetti, con Marinetti nipote

Nuova collocazione per 'Forma', l'opera di Carlo Bacci vandalizzata nel 2018.

Ripristinata
In galleria l'omaggio a Marinetti, con Marinetti nipote

Golfo dei Poeti - Nuova collocazione per Forma – Filippo Tommaso Marinetti, l'opera in ferro dedicata al fondatore del futurismo dall'artista tellarese Carlo Bacci. Adesso accoglie chi imbocca, lato Via Gerini, la galleria pedonale La Padula. Una storia quasi ventennale, quella di Forma. Comprata dall'artista da Banca Intesa, fu da questa donata al Comune e nel 2003 fu tra le opere di Io non gioco da solo, esposizione organizzata all'Orto dei limoni di Tellaro. In seguito venne trasferita, dietro il castello, nel giardino dell'arte, assieme a diverse altre sculture e installazioni. Fino a quando nel 2018 non è volata giù dalla scarpata, verso il mare, vittima dei vandali. Recuperata non senza difficoltà e ripristinata grazie a una donazione privata, Forma ha quindi trovato nuova sistemazione. “Una giusta collocazione, è un'opera pensata per un interno – ha osservato stamani Bacci, sin dall'adolescenza legato alla famiglia Marinetti -. Dietro il castello era finita un po' abbandonata, fino al vandalismo. La sua forma riprende quella di un aereoplano di inizio Novecento. Perché contiene la freccia e i numeri undici e settanta? La freccia è il simolo della velocità futurista; undici sono i punti del Manifesto del Futurismo; settanta perché la mostra del 2003 era stata concomitante con i settant'anni della sfida poetica marinettiana nel Golfo dei Poeti”. E nel cuore dell'areo di ferro rugginoso campeggiano i versi dedicati da Marinetti a Tellaro nell'Aeropoema del Golfo.

“Un'opera fulminante come fulminante è Marinetti – il commento del sindaco Leonardo Paoletti -. Ricordiamo sempre il Golfo dei poeti è stato vissuto da grandi nomi, e non solo romantici. Giusto ieri ero con le direttrici di Marie Claire France e di Effe, mensile de Le FigaroForma, visto com'era finita l'ultima volta - ha rilevato -. Opere come questa, stupidamente, vengono considerate 'di destra'”.

Il testo impresso sull'opera, tratto dall'Aeropoema marinettiano

Telaro grida burberamente
Se il sole vuole inorgoglire il golfo di toni affascinanti
deve inzuppare i suoi raggi nella mia contorta tavolozza
di casette vermiglione zafferano berillo che stringo nel pugno
e ammirarmi poiché se sciolgo nel mare i suoni
delle mie campane di colore subito divento
l'alta conclusione del dibattito artistico che sotto
fa rissare i miei pietroni cubisti le mie grotte dinamiche
e i miei classici pedali d'organo muggenti senza fine

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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