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170 anni di Repubblica romana, nella capitale il primo caduto lericino del Risorgimento

Intervento di Bernardo Ratti, presidente della Società marittima di mutuo soccorso di Lerici.

L'anniversario
170 anni di Repubblica romana, nella capitale il primo caduto lericino del Risorgimento

Golfo dei Poeti - E' noto che Lerici sia stato, nel Risorgimento, forse il territorio che, proporzionato al numero di abitanti, diede di più al Risorgimento e all'Unità d'Italia. Paese rivoluzionario per eccellenza, sempre democratico e repubblicano.
Un borgo che, nell'800, prima si adoperò per ricostituire una Repubblica ligure contro i Savoia e il Regno di Sardegna, andando a difendere, unico borgo ligure, Genova dall'attacco delle truppe piemontesi durante i moti del 1849. In seguito adoperandosi per l'Unità d'Italia, dando uomini, mezzi e finanziamenti a tutti i moti risorgimentali. Non per niente a Lerici sorsero due tra le prime cinque Società di Mutuo Soccorso, "covi di democratici" come erano identificate dal governo piemontese che le teneva d'occhio, di cui una, la Società Marittima di Mutuo Soccorso, fondata nel 1852, ancora in piena attività.

Meno conosciuto il contributo di Lerici alla costituzione e alla difesa della Repubblica Romana, fondata il 9 Febbraio 1849, di cui oggi ricorrono i 170 anni. Lerici contribuì alla Repubblica Romana un gruppo di patrioti: Orlando Faccini; Giuseppe Petriccioli; Diddi Ranieri; Giuseppe Ratti e Nino Roncallo. Quest'ultimo morì nella difesa di Roma e fu il primo caduto lericino del Risorgimento. Poi ne seguirono altri, tra cui metà degli otto lericini organizzatori della Spedizione di Sapri di Pisacane del 1857, soci fondatori della Marittima.

La Repubblica Romana, simbolo di libertà, rimase così impressa nell'intimo dei lericini che ben due velieri (brigantini) lericini furono chiamati "9 Febbraio". Di uno dei due la Marittima possedeva un carato (quindi deteneva quote sociali), veliero dell' armatore e capitano Marino Veppo, socio fondatore della Mutuo soccorso. Il capitano Veppo contrabbandò armi lungo le coste liguri ed era amico fraterno di Giuseppe Mazzini. Come comandante del "9 febbraio" fu anche insignito della Medaglia d'oro al valor di Marina - assieme a un giovane mozzo lericino - per il salvataggio dell'intero equipaggio di un veliero napoletano nel Golfo del Leone, in piena tempesta.

Bernardo Ratti, Presidente Società Marittima di Mutuo Soccorso Lerici

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