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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Settembre - ore 18.45

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"Siamo come una Ferrari", a Lerici il talento dell'Orchestra Excellence

Ci sono un'italiana, un venezuelano, un russo e un sudcoreano... e non è una barzelletta.

`Siamo come una Ferrari`, a Lerici il talento dell´Orchestra Excellence

Golfo dei Poeti - Oltre cinquanta musicisti under 35 da tutto il mondo, pieni di entusiasmo e talento. Questa è la carne viva dell'Orchestra Excellence, un progetto rivolto ai musicisti classici emergenti fondato da Gianluca Marcianò, direttore d'orchestra lericino, insieme al violista russo Maxim A. Novikov. Il festival 'Suoni dal Golfo', in corso in questi giorni a Lerici, ha offerto ospitalità agli strumentisti della Excellence, protagonisti di numerosi eventi - compreso il gran concerto finale - nell'ambito della rassegna. L'Orchestra Excellence - forgiata con una selezione online a colpi di video - è un nuovo concetto orchestrale che consente ai musicisti emergenti di tutto il mondo l'opportunità di riunirsi e fare musica in modo collaborativo. Ogni membro ottiene la possibilità di esprimere le sue idee, di proporre programmi, di creare un ensemble, di esibirsi come solista e di essere mentore per i giovanissimi. Quattro componenti dell'ensemble hanno raccontato a Cds qualcosa di loro e dell'esperienza lericina di questi giorni.

Letizia Maulà, 27enne originaria di Bergamo, vive a Rotterdam e ha iniziato a suonare il clarinetto a undici anni. "Per me è la prima volta a un festival in Italia. Vivo a Rotterdam da tre anni e negli ultimi cinque-sei sono stata ovunque, tranne che in Italia. E' una riscoperta. Il concetto internazionale di questo festival è una ricchezza. Ci sono solisti di fama internazionale da cui imparare ed è bello lavorare sullo stesso piano dei direttori d'orchestra, diversamente da quanto accade di solito. Il mio rapporto con la musica pop? Quando ero piccola guardavo sempre Sanremo, c'erano pezzi d'autore, tanta qualità, ma negli anni il livello si è abbassato molto. La musica pop la ascolto soprattutto in auto. Mi piacciono autori come Battiato e Battisti, perché amo canzoni con un significato, con elementi di riflessione, di ispirazione... forse anche perché nella nostra attività lavoriamo tanto dal punto di vista della connessione emozionale. Ad ogni modo, la musica popolare sta andando sempre più verso una dimensione McDonald".

Valutazioni, queste, a cui si associa Rafael Arias, venezuelano 32enne che vive con la moglie a Digione, in Francia, da un paio di anni. Quando non ascolta classica, nelle sue orecchie entrano voci di mostri sacri come Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald. Abile suonatore di corno, Rafael parla dei suoi giorni a Lerici. "Siamo in tanti, ragazzi e ragazze diversi per lingua, cultura, prospettive. E siamo come una Ferrari, abbiamo ritmi molto intensi, tutti i giorni, andiamo fortissimo. Non è possibile conoscerci tutti, perché siamo molti e ci sono numerosi impegni. La comunicazione che ci unisce tutti è la musica. Ed è esattamente la comunicazione che vogliamo". Rafael ha cominciato a suonare il corno da adolescente... per gola. "Avevo un vicino di casa orchestrale. La cosa che mi piaceva di più erano i buffet dopo i suoi concerti", spiega. E il Venezuela? Tornerà nel paese che gli ha dato i natali, e che ora vive una fase di totale instabilità? "A me e mia moglie piacerebbe tornare, ma adesso non è il posto in cui crescere".

Youngki Lee, originario della Corea del Sud, ha cominciato a suonare il flauto a undici anni. Formazione di marca Usa, alla prima volta in Italia, il 31enne talento orientale dice di aver trovato a Lerici un "pubblico davvero molto appassionato". Youngki, che non disdegna il K-pop (la pop music coreana), non ha dubbi in merito al potere del pentagramma: "Qua a Lerici siamo in tanti, lavoriamo intensamente e condividiamo culture ed esperienze diverse. Arriviamo anche da posti molto lontani, ma siamo uniti dalla musica, linguaggio universale".

"Ogni volta che vengo in Italia mi sento a casa. Anche a Lerici: la gente così aperta, l'architettura, il paesaggio. Un onore suonare qui". Parla di David Ardukhanian, violinista 27enne che - nato in una famiglia di musicisti - ha imbracciato lo strumento di Paganini a soli quattro anni. A volte gli danno dell'italiano e per lui "non c'è complimento più bello". David è un fiero ascoltatore di musica rock: "Mi piace, ci sono grandi musicisti. Chi ascolto? Rolling Stones, Muse, Beatles...". E gli piaccino anche i 'nostri' Albano, Toto Cutugno, Celentano. "In Russia sono famosissimi, hanno grande successo".

Una bella chiacchierata postprandiale. E un'occasione per rilanciare l'invito agli appuntamenti del festival 'Suoni dal Golfo' (QUI) e con l'Orchestra Excellence. Val la pena sentire come suona la Ferrari, no?

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