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"Salviamo l'organo di Lerici, rischia il collasso"

Un concerto evento per sensibilizzare la comunità. E c'è la possibilità di 'adottare' una canna.

Strumento del 1841
"Salviamo l'organo di Lerici, rischia il collasso"

Golfo dei Poeti - Fra le molte cose di cui è ricca la chiesa parrocchiale di San Francesco di Lerici spicca l'antico organo a canne. Lo strumento, come si legge nell'archivio parrocchiale, venne costruito nel 1841 dal pistoiese Nicomede Agati. Da Pistoia fu trasportato a Livorno da dove prese il mare per Lerici. La famiglia Agati 'rifornì' di organi anche le chiese di Pugliola, Tellaro e Trebiano. "L'organo - spiegano dalla parrocchia -, che conta ben 1.130 canne, è dotato di una notevole varietà timbrica e costituisce una valida testimonianza del ciclo evolutivo dell'organaria toscana. E' uno dei più belli e importanti e necessita di un restauro". Dall'ultimo restauro, risalente a 43 anni fa, lo strumento ha subito dei danni, prima di tutto derivante dalla presenza di tarli.

"Se non si interviene c'è il rischio del collasso totale dello strumento, in tempi imprevedibili, con conseguente aumento esponenziale dei costi di ripristino - spiegano da San Francesco -. Negli anni si è depositata anche molta polvere, corrosiva per le canne, alcune delle quali sono collassate. E le pelli dei mantici sono lacerate. I costi di un intervento di tipo filologico ammontano a diverse decine di migliaia di euro ma permetterebbe di riportare lo strumento alla sua sonorità originale. E con l'opportuna risonanza mediatica potrebbe diventare un punto di riferimento per concerti, corsi di musica antica, seminari, e in generale essere inserito in un contesto culturale che porterebbe benefici all'immagine di Lerici".

Per sensibilizzare l'opinione pubblica alla causa del restauro del pregiato organo è stato organizzato un concerto in programma venerdì 6 dicembre alle 21.00 in San Francesco, che vedrà il maestro organista della parrocchia, Alessandro Carta, assieme ai cori Ars Antiqua (Villafranca), Nostra Signora di Maralunga (Lerici) e San Francesco (Lerici), proporre brani di Juan Caballines e Giuseppe Verdi. L'evento, a ingresso libero, intende 'spingere' le donazioni, in particolare il progetto 'Adotta una canna', che prevede, a fronte di un contributo minimo di 70 euro, di farsi idealmente carico di una delle 1.130 canne dello strumento ricevendo in cambio un certificato con il nome della persona a cui si vuole dedicare la canna, che sarà trascritto su una targa da allestire a fine restauro.

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