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"Odissea" e "Racconti in tempo di peste" ai siti archeologici di Luni e Varignano

La quinta edizione del "Portus Lunae Art Festival" si chiude sabato 26 e domenica 27 settembre, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio.

teatro pubblico ligure
"Odissea" e "Racconti in tempo di peste" ai siti archeologici di Luni e Varignano

Golfo dei Poeti - Prosegue durante le Giornate Europee del Patrimonio 2020 la quinta edizione del Portus Lunae Art Festival, ideato e diretto da Sergio Maifredi per Teatro Pubblico Ligure e STAR Sistema Teatri Antichi Romani. Tre gli appuntamenti in programma, realizzati come tutto il festival con il contributo di Comune di Luni, Regione Liguria, e la collaborazione della Direzione regionale Musei Liguria.

Sabato 26 settembre alle 21 al Casale Gropallo presso il Museo archeologico nazionale di Luni va in scena "Racconti in tempo di peste". La peste da Giovanni Boccaccio ad Albert Camus con Corrado d’Elia e Chiara Salvucci, introdotti dal giornalista e scrittore Gian Luca Favetto. Visita guidata a tema a cura degli archeologi della Direzione regionale Musei Liguria alle 19, prima dello spettacolo. Domenica 27 settembre, sempre al Casale Gropallo, sarà Stella Tramontana in dialogo con Sergio Maifredi a parlare di Odissea. L’Uomo ritrovato, edito da Scatole Parlanti. Per la prima volta il festival entra nella Villa Romana del Varignano, dove domenica 27 settembre alle 11 vanno in scena i "Racconti in tempo di peste". La peste da Giovanni Boccaccio ad Albert Camus con Corrado d’Elia e Chiara Salvucci, introdotti dal giornalista e scrittore Gian Luca Favetto.

Per assistere agli spettacoli è obbligatoria la prenotazione su www.musei.liguria.beniculturali.it/portus-lunae
L’acquisto dei biglietti si effettua nella giornata dello spettacolo presso le biglietterie, solo per coloro che hanno prenotato. L’accesso agli spettacoli è regolato dalle normative vigenti per garantire la sicurezza di spettatori e artisti.
"Parole antiche per pensieri nuovi: in questo anno per molti aspetti straordinario, vogliamo - dichiara Sergio Maifredi, direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure e del Portus Lunae Art Festival - dal sito archeologico dell’antica città di Luna, far rivivere le parole con cui gli scrittori dell’antichità hanno raccontato la peste; l’Iliade stessa ha inizio con un
flagello, una peste, “i dardi di Apollo”, inviata da Apollo nel campo greco. Non lo facciamo per cercare facili attualizzazioni, ma per evidenziare come il pensiero di oggi - anche nella contingenza della prima pandemia che il mondo civilizzato si trova ad affrontare dai tempi della “spagnola” - non possa ignorare la cultura antica". Nelle letterature antiche la peste ricorre più e più volte, in certi casi analizzata con il rigore dello storico, in altri casi con
l’enfasi e il pathos della poesia. Sono parole distanti da noi anche 2500 anni, ma che possono restituirci la visione di come le dinamiche dell’umanità di fronte alla paura, all’ignoto, al contagio rimangano di fatto le stesse. Da Omero a Esiodo e Sofocle, da Livio e Tucidide, a Lucrezio, fino Procopio di Cesarea, per passare al grande cantore della peste nel medio evo Giovanni Boccaccio, proseguendo con Shakespeare, a Defoe, Manzoni e Camus. I due spettacoli
presentati tra agosto e settembre a Luni seguono questo percorso cronologico, affidando la narrazione a moderni cantori delle grandi pagini letterarie selezionate da Maifredi e introdotte da Favetto.

Nel 2020 ricorrono in 150 anni dalla scoperta dell’antica città di Troia, ed è attraverso l’incontro con la scrittrice carrarese Stella Tramontana che sarà possibile soffermarsi su quest’anniversario. Nel suo Odissea. L’uomo ritrovato, descrive il ritorno a casa di un uomo che viene dalla lunga guerra di Troia e non porta doni con sé. Solo una cosa si tiene stretto: parole antiche, così logorate dal tempo da sembrare lontane, invece sono simulacri della Sorte. Ogni attimo è diventato per lui indelebile ricordo mentre gli dei, dall’alto dei cieli, hanno guardato la sua vita intrecciarsi a quella degli altri. Ora un’onda del mare ha inghiottito la sua identità e lui non sa più dire chi è, ma la terra natia, Itaca, non l’ha dimenticato e c’è qualcuno che ancora lo aspetta. Scocca un rintocco. Quell’uomo è Odisseo, che incontra le persone che più ha amato nel corso della sua vita, prima di ripartire.

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