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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 00.20

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"L'ispirazione? Un metodo di vita". Vaccarone torna a Lerici trent'anni dopo | Foto

Nove inediti e una ricca selezione antologica al castello. Ingresso libero, inaugurazione questo sabato.

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Golfo dei Poeti - L'arte pittorica Francesco Vaccarone (1940) riapproda al castello di Lerici dopo trentun anni. Allora il maestro spezzino aveva portato al monumentale maniero di San Giorgio un 'Omaggio al Golfo dei Poeti'; oggi - vernissage sabato 3 giugno alle 18.00 - torna con 'Tra Lerici e Turbìa. Il golfo e i suoi poeti', imperdibile esposizione dalla doppia anima: un piano dedicato a nove tele inedite (più 'Il Golfo dei poeti, a Sam Benelli', del 2000), ciascuna associata a versi poetici, gli altri apparecchiati con una selezione di ventitrè opere dell'allievo di quel Giuseppe Caselli celebrato lo scorso anno al castello di San Terenzo.

'Tra Lerici e Turbìa. Il golfo e i suoi poeti' nasce dall’idea di compiere una riflessione sulla secolare vocazione poetica del territorio affacciato sul Golfo attraverso un percorso interdisciplinare fra l’arte visiva di Francesco Vaccarone e l’arte poetica di quanti, dal Duecento a oggi, si sono lasciati ispirare o hanno soggiornato presso la nostra costa. Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Carispezia nell’ambito del bando 'Eventi Culturali 2017' e di Stl - Sviluppo Turistico Lerici, ha tra i suoi partner il Comune di Lerici, il Comune di Porto Venere e il Liceo Classico Lorenzo Costa della Spezia. 'Tra Lerice e Turbìa' consente al visitatore di compiere un percorso a ritroso fino al 1973, un itinerario, che trova un denominatore filologico comune nei dipinti Agavi, Gabbiani e Giro di Boa, capace di spingersi fino al luogo dell’anima dell’artista: le Cinque Terre. La mostra sarà visitabile dal 4 giugno al 16 luglio tutti i giorni - escluso il lunedì - dalle ore 16 alle ore 22 presso il Castello di Lerici (che quindi, per sei ore al giorno, è aperto, come ci tengono a sottolineare da Palazzo civico). Ingresso libero, come è stato per la precedente mostra dedicata ai dipinti di Helene De Beauvoir, che in un mese - dal 7 aprile al 7 maggio - ha fatto registrare 13.500 presenze.

"Un rapporto solido, costruito in oltre cinquanta anni di pittura, quello tra Vaccarone e il Golfo, che trova nuova linfa nei dipinti più recenti - dichiara Paolo Asti presidente dell’associazione culturale Startè che ha ideato il progetto -. I nove inediti, realizzati appositamente per la mostra, rappresentano, da un lato un nuovo tributo al territorio e, dall’altro, quello alla poesia e ai poeti che dal Golfo si sono lasciati ispirare nel corso dei secoli fino ai giorni più recenti. Come associazione culturale Startè siamo onorati che il nostro rapporto con l'artista prosegua florido negli anni". I versi che accompagnano gli inediti sono di Paolo Bertolani, Giovanni Giudici, Attilio Bertolucci, Eugenio Montale, Filippo Tommaso Marinetti, Percy B. Shelley, Francesco Petrarca e Dante. La mostra è corredata da un catalogo/cofanetto di rara eleganza composto da due volumi bilingue: uno dedicato alle opere associata alla poesia, l'altro alla sezione antologica della mostra. Le prime cinquanta copie del catalogo contengono inoltre una litografia di Vaccarone dal titolo 'Traversata del Golfo', dedicata a Henry James, realizzata su carta Fabriano e acquarellata a mano dall’autore.

“Uno dei temi più cari e ricorrenti nella biografia di Francesco Vaccarone è senza dubbio quello poetico: testimonianze di questa consonanza di ricerche artistiche sono le diverse opere dedicate, ad esempio, alla poesia polacca, cubana ed in particolare ad Ezra Pound - commenta Silvia Ferrari, coordinatrice del progetto e autrice di un testo curatoriale in catalogo - In questa occasione eccezionale, però, il Maestro ha dedicato un’importante sezione della mostra ai versi poetici di quanti hanno celebrato il territorio del Golfo dei Poeti, inaugurando con delle pennellate inedite delle tracce che speriamo non vadano smarrite ma ancora indagate nelle sue future produzioni”.

Francesca Manni, storica dell'arte e curatrice, anche lei autrice di un testo curatoriale in catalogo, definisce la mostra come una "rappresentazione del reale che si intreccia, si annoda alla poesia, in un dialogo continuo tra differenti linguaggi. Un ragionar per immagini, quello di Vaccarone, che si palesa in un omaggio alla sua terra e ai poeti che l’hanno abitata. Le opere, mai didascaliche o svuotate di sentimenti ma dense di emozioni reali rielaborate da Vaccarone, assecondano la sua esigenza di restituire nuova vita a una continuità poetica".

Soddisfatto il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, intervenuto stamani al castello assieme all'assessore al turismo Luisa Nardone. "Sono trascorsi circa trent'anni dall’ultima esposizione che il maestro Francesco Vaccarone ha organizzato a Lerici - commenta il Sindaco di Lerici Leonardo Paoletti -. Si trattava di una sua antologica, una selezione delle sue opere più significative, allestite tra le suggestive mura del nostro Castello. Oggi, come ieri, le porte del maniero lericino si aprono per accogliere una nuova mostra che porta la sua firma. Questa amministrazione è onorata di avere l’occasione di ospitare nuovamente il maestro Vaccarone, un artista che ha reso grande il nome di Lerici e del suo territorio in tutto nel mondo".

"Attraverso il bando ‘Eventi Culturali 2017’ la Fondazione sosterrà venti progetti proposti da realtà attive in campo culturale, contribuendo così ad arricchire l’offerta di eventisu tutto il territorio provinciale - il commento di Elda Belsito, consigliere di indirizzo della Fondazione Carispezia - . ‘Tra Lerice e Turbìa’, unendo in un’unica iniziativa i Comuni di Lerici e Porto Venere offre un’ulteriore occasione per valorizzare il Golfo e il suo patrimonio di fonti e testimonianze artistiche e letterarie, a cui da sempre la Fondazione dedica un impegno e un’attenzione particolari". La mostra infatti, dal 23 luglio al 10 agosto, sarà ospitata presso la Sala Mantero di Portovenere.

E il maestro che dice? "Questa mostra è un ritorno in un posto a me molto caro, dove ho esposto trentun'anni fa. Il sindaco, invitandomi a esporre, mi ha ricordato che esiste il tempo... Cosa aspetti a rifare una mostra?, mi ha detto". Un Vaccarone, come sempre, allergico alla banalità. "Espongo dieci opere dedicate alla poesia - spiega -. Petrarca, Bertolani, Giudici... poeti che hanno amato il nostro Golfo e ne hanno scritto. Ho scelto le loro poesie che più mi hanno motivato. Le altre opere esposte, scelte assieme a Startè, sono state realizzate a partire dal 1973 e hanno tutte un legame con il nostro territorio". Gli inediti realizzati negli ultimi mesi testimoniano che l'ispirazione, per il maestro Vaccarone, è pane vivo e quotidiano. E se gli chiedi cos'è, l'ispirazione, lui, gongolando al castello tra le tele e le bacheche zeppe di cataloghi, ti risponde che "è un metodo di vita", e ricorda che "Matisse, uno che se ne intendeva, diceva che l'arte è un 5 per cento di ispirazione e un 95 per cento di trasudazione. Perché c'è tutto un lavoro artigianale, dietro un prodotto. Poi dopo si vede se è davvero arte... e se non è arte, non c'è niente di male".

Letture al castello

Nelle serate del 16 e 23 giugno e del 6 luglio si terranno dei reading di poesia recitata con ingresso libero. Il 16 giugno sarà l'attore Matteo Taranto a incontrare il pubblico con una lettura dedicata alla poesia ligure, mentre il 23 giugno Antonio Salines, altro attore spezzino, leggerà Dante Alighieri. Il 6 luglio toccherà a Beatrice Schiaffino, con poesie e brani dei lirici romantici in lingua originale
“Abbiamo appreso con soddisfazione che tra i progetti finanziati dalla Fondazione Carispezia vi era quello relativo alla mostra del Maestro Vaccarone che ci vede partner dell'iniziativa. - dichiara Sara Cecchini, dirigente scolastico del Liceo Costa -. Il nostro liceo ha avuto, tra i suoi allievi che hanno raggiunto alti traguardi, anche Francesco Vaccarone; è pertanto una gradita coincidenza vedere che studenti di oggi e studenti di ieri possono incontrarsi in una felice sinergia di destini incrociati".

Due curiosità

Fuori mostra, all'ingresso dell'esposizione, è stata sistemata una tela già esposta nel 1986, che va quindi a creare un elemento di continuità tra oggi e allora. L'opera è di stanza nell'ufficio del sindaco dall'evento di trentun anni fa, una donazione post mostra. Allora il primo cittadino era Ignazio Ferrari.

Ultimo appunto: c'è un'opera un po' solitaria, tra quelle della selezione antologica. Si tratta della piccola tela quadrata 'Manarola Cinque Terre', esposta di fronte all'ingresso della cappelletta di Sant'Anastasia (location per matrimoni d'eccezione). La Manarola di Vaccarone, di un candore che quasi abbaglia, si specchia quindi nel Cristo in croce della piccola cappella. "Non è una scelta casuale - spiega Paola Asti -. C'è una corrispondenza tra i tratti scuri della tela, quasi delle incisioni, e le ferite al costato di Cristo. Il sacrificio di Gesù e il sacrificio di chi ha lavorato una terra tanto difficile".

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