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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Settembre - ore 21.16

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I palombari "sminano" la villa da sogno dei vip

Gli esperti dello Sdai della Marina Militare in missione sul Lago di Como per recuperare alcuni ordigni inesplosi. Erano a venti metri da Villa Pizzo, location mozzafiato in uno dei contesti più ricercati d'Europa.

I palombari "sminano" la villa da sogno dei vip

Golfo dei Poeti - Capolavoro d'architettura e set da sogno di matrimoni principeschi. Minacciato dalla presenza di alcuni ordigni inesplosi della Seconda guerra mondiale. Ci hanno pensato i palombari del Gruppo operativo subacquei del Comsubin a far tornare sonni tranquilli agli ospiti di Villa Pizzo, una delle dimore storiche più conosciute al mondo tra le tante che di affacciano sul Lago di Como. Gli specialisti della Marina militare, distaccati presso il nucleo Sminamento difesa antimezzi insidiosi della Spezia, hanno condotto un intervento a Cernobbio negli scorsi giorni.

Le bombe erano state in precedenza individuate dai Carabinieri subacquei di Genova a 20 metri di distanza da Villa Pizzo ad una profondità variabile tra i 15 e 26 metri. Disposta la bonifica dalla prefettura di Como, sono stati chiamati i palombari. “Le operazioni subacquee tese alla ricerca e recupero degli ordigni esplosivi già di per sé complesse e delicate - ha spiegato il comandante del nucleo Sdai Angelo Pistone - nei laghi prealpini presentano ulteriori difficoltà. Da un lato perché le temperature rigide dell’acqua nei periodi invernali non sono ovviamente confortevoli per i nostri operatori, ma l’elemento più sensibile da tenere sotto controllo durante le nostre attività è la profondità di lavoro. L’andamento del fondale del Lago di Como tende a crescere molto rapidamente tanto da raggiungere le centinaia di metri allontanandosi di poco dal litorale. Questo è un fattore molto importante a cui necessita porre molta attenzione allo scopo di non compromettere la sicurezza dei nostri
uomini”.

Al termine delle operazioni i palombari hanno recuperato un proiettile perforante da 155 mm, otto bombe da mortaio e quattro bombe a mano che nella mattinata di oggi sono stati passati in consegna agli artificieri dell’Esercito del 10° Reggimento genio guastatori di Cremona che provvederanno alla loro distruzione in cava. Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i reparti subacquei della Marina conducono anche nelle acque interne. Lo scorso anno i palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22mila ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio ne hanno già neutralizzati 936 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 7.453 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 millimetri anch’essi rimossi e distrutti.

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