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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Settembre - ore 10.00

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Bomba innescata accanto all'ospedale, arrivano i palombari del Comsubin

Delicatissimo intervento nelle Marche insieme agli artificieri dell'Esercito. Rimosso e portato al largo un ordigno ritrovato in un cantiere e attivato per sbaglio. Potrebbe scoppiare nelle prossime ore.

EVACUATE 23MILA PERSONE
Bomba innescata accanto all'ospedale, arrivano i palombari del Comsubin

Golfo dei Poeti - Una serie di circostanze da film d'azione hollywoodiano. Il pericolo però è davvero reale, non solo per i palombari del Comsubin ma anche per molti pazienti dell'ospedale di Fano. Durante gli scavi per il prolungamento di alcuni scolmatori a mare infatti, una gigantesca bomba d'aereo inglese risalente alla Seconda Guerra Mondiale è stata innescata a non grande distanza dal nosocomio della città marchigiana. Il particolare dispositivo d’innesco dell'ordigno, una MK6 da 500 libbre, prevede un ritardo d’armamento compreso tra le 6 e le 144 ore. Una vera corsa contro il tempo, perché il rischio di un'esplosione è altissimo in questi casi.

La Prefettura di Pesaro e Urbino ha disposto lo sgombero di un raggio di 1.816 metri a terra e di due chilometri e mezzo in mare, proprio di fronte al luogo di rinvenimento, oltre al blocco della Ferrovia Adriatica e all'evacuazione di circa 23mila persone attraverso il coordinamento delle forze dell’ordine supportate da personale del 28esimo reggimento dell’Esercito Italiano. Tuttavia non è stato possibile sgomberare l'intero ospedale, quindi l’intervento di bonifica è stato dichiarato di massima urgenza.

Sono dunque passati all'azione prima gli artificieri dell’Esercito provenienti dal Reggimento genio ferrovieri di Castel Maggiore alle porte di Bologna. A loro il compito di imbragare l’ordigno - operazione portata a termine in piena notte - avendo cura di trattare la faccenda con la massima delicatezza. Assicurata la bomba, questa è passata nelle mani del Gruppo operativo subacquei del Comando subacquei ed incursori arrivati dalla Spezia che hanno provveduto al trasporto lontano dalla costa in mare aperto, a distanza di sicurezza da qualsiasi installazione o rotta navale. Ora gli operatori Comsubin attenderanno le 144 ore previste dal ritardo pirico di costruzione dell’ordigno prima di procedere alla sua distruzione. L'intervento sarà ovviamente svolto con tutte le precauzioni del caso in modo da preservare l’ecosistema marino.

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La bomba ritrovata a Fano Marina Militare


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