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A Muggiano sembra essere arrivato uno tsunami | Foto

Danni incalcolabili nel porticciolo della Gruppo Antonini, travolto dal traghetto che ha rotto gli ormeggi ieri sera. Alla Ringressi il mare è fatto di legname e polistirolo. Diverse le barche distrutte o inabissate.

Un doppio disastro

Golfo dei Poeti - Sono incalcolabili al momento i danni subiti dalle imbarcazioni e dalle strutture dei porticcioli nella baia di Muggiano. La mareggiata della notte scorsa e la rottura degli ormeggi del traghetto Le Rif, che si trovava assicurato alle bitte della banchina della Gruppo Antonini, si sono sommate e gli effetti sono quelli di uno tsunami.

I volti dei proprietari delle barche e dei soci della società sportiva Ringressi che questa mattina si prodigavano nel sistemare il sistemabile parlano da soli.
"E' un disastro, ci sono tronchi e detriti ovunque. Oltre ad alcune barche affondate", rileva uno di loro.
La spiaggetta è irriconoscibile, coperta di legname, canoe e blocchi di polistirolo. I parallelepipedi e i pallini bianchi sono ovunque: erano i corpi di galleggiamento dei pontili che sono andati distrutti al momento dell'impatto tra il traghetto e le imbarcazioni, avvenuto ieri sera (leggi qui). I moli galleggianti della società sportiva hanno retto a fatica ai marosi, allentando le giunture e mostrando qua e là colonnine dei servizi divelte.
Alcune barche hanno i fianchi strappati dalla potenza del mare, due sono colate a picco. Anche per loro il problema è stato la tenuta delle bitte di bordo, divelte insieme a grosse porzioni di chiglia dalle onde, che le hanno poi inabissate. Poco più in là una barca giace a pancia in su. L'acqua è un misto di pezzi di legno, tronchi, benzina, polistirolo, carabottini e parabordi. Vicino a riva il mare quasi non si vede. Un disastro, come diceva il nostro interlocutore, dal quale in qualche modo ci si risolleverà.

Diverso il discorso per quel che riguarda i pontili della Gruppo Antonini. Una barca in legno accartocciata è solo il biglietto da visita per chi osserva dalla Ringressi. Più in là è tutto un brulicare di addetti che movimentano barche e yacht di grandi dimensioni. Quattro grossi scafi sono ancora in mare, di traverso, attaccati l'uno all'altro e ammassati sulle barche più piccole, delle quali non si capisce cosa sia rimasto. Un altro yacht è finito vicino alla banchina, inclinato sul lato sinistro, con la fiancata evidentemente danneggiata. E infine, nel lato verso il mare aperto, spunta la prua di un'altra grossa imbarcazione, inabissata.

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