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Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Novembre - ore 15.45

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Via al recupero del relitto del dragone "Jadera"

Colata a picco a giugno dopo l'urto con un gommone di diportisti, la splendida barca di legno giace a 25 metri di profondità al largo del Tino. "Contiamo di restaurarla con i soldi dell'assicurazione", dice l'Associazione Vela Tradizionale.

Via al recupero del relitto del dragone `Jadera`

Golfo dei Poeti - Se tutto va bene, l'elegante profilo di legno di Jadera è ancora lì. A 25 metri di profondità, magari sepolto dal fango del fondale a poche decine di metri dall'isola del Tino, dove è affondata l'11 giugno scorso dopo l'urto contro un gommone di diportisti . Una delle "figlie" dell'Associazione Vela Tradizionale, quelli della Goletta Pandora, già vincitrice della Tall Ships Regatta e testimonial della città in giro per il Mediterraneo. Jadera, un dragone di 9 metri costruito nel 1968, invece è stata colpita a morte in uno di quei giorni di traffico caotico nel Golfo della Spezia tipici della bella stagione. Ha perso una battaglia contro tutto il contrario di ciò che un'imbarcazione a vela di legno rappresenta per la cultura del mare.
La Capitaneria di Porto della Spezia, sentiti i pareri del Comando Marittimo Nord e del Comune di Porto Venere, ha accolto la richiesta di poter tentare il recupero del relitto inoltrata a inizio mese da Fanja Raffellini, una delle fondatrici di Vela Tradizionale. Fino al 5 ottobre c'è la possibilità per la società Sub Mariner di andare a fare una ricognizione sul fondale dove giace Jadera. "Intanto speriamo che sia ancora lì e che le mareggiate di questa estate non l'abbiano spostata", dice Raffellini che attendeva con trepidazione questo via libera da giorni.

Una volta trovata, verrà disarmata - era infatti a vele spiegate quando è colata a picco - e poi con tutta probabilità riportata in superficie grazie ad alcuni palloni idrostatici. Messa su un pontone per essere traslata in cantiere per un restauro che si preannuncia già eroico, come lo fu il primo che permise di riportare in mare una barca speciale. "Contiamo che la vita di Jadera non sia finita così e di riuscire a restaurarla completamente grazie all'assicurazione", confida Raffellini.
Intanto sulla dinamica dell'incidente avvenuto durante il Trofeo Mariperman è aperta un'inchiesta portata avanti dalla Capitaneria di Porto spezzina per determinare le responsabilità. Soccorsi da Nave Caroly, splendido yawl della Marina Militare, se la cavarono solo con un grande spavento Gianluca Dipino di Taranto e Gherardo Mazza della provincia vicentina, due studenti del Polo universitario spezzino che stavano portando la barca in quel momento. Illesi, e questa è l'unica buona notizia di una vicenda che ha messo in luce ancora una volta l'assoluta necessità di controlli serrati sul traffico da diporto durante la stagione estiva.

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