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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Luglio - ore 09.14

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Una boa anti-tsunami sarà installata al largo del Tino

Comunità Europea e Ispra sperimentano di fronte alla Spezia uno strumento che potrebbe prevenire onde anomale. Se il periodo di prova sarà positiva, sarà trasferita in Sicilia.

la sperimentazione
Una boa anti-tsunami sarà installata al largo del Tino

Golfo dei Poeti - Oggi verrà posizionata una boa oceanica al large dell’Isola del Tino, ma non una boa come le altre. Fa parte di un'attività di ricerca scientifica portata avanti in collaborazione tra il Centro comune di ricerca della Commissione Europea e l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale per il monitoraggio del livello del mare e l'identificazione di possibili eventi tsunami. Dopo un certo numero di mesi di prova nel Tirreno settentrionale e qualora i risultati siano soddisfacenti, la stessa boa verrà spostata in zone più a sud, dove il rischio di possibili tsunami risulta maggiore (mar Ionio o Canale di Sicilia).

La boa oceanografica è stata equipaggiata dal Ccr con strumentazione avanzata che permette la misura centimetrica del livello del mare utilizzando la tecnica del GPS differenziale che consiste nella misura della differenza di quota tra la boa ed un punto fisso a terra (base). I dati di livello, collezionati ogni 5 secondi e trasmessi in tempo reale ad un server, permettono l’identificazione di onde anomale e di allertare nel più breve tempo possibile le autorità che seguono il monitoraggio di questi eventi (Ingv in Italia e alri enti stranieri interessati a tali eventi).

In generale il livello del mare viene misurato all’interno di porti, sulla costa. In questo caso invece la misura viene effettuata a circa 10-15 km dalla costa, dando quindi la possibilità di avere un segnale di allerta prima che le onde raggiungano la costa. La tecnologia è già in uso in Giappone da svariati anni ma è la prima volta che viene adottata nel Mediterraneo o comunque in altre zone che non sia il Giappone. Inoltre con l’avvento di tecnologie sempre più sofisticate e a basso costo i tecnici del Ccr sono riusciti a ridurre notevolmente i costi, rispetto ai modelli giapponesi.

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