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Soprintendenza: "Senza verifica quei beni sono inalienabili"

Lettera al Comune all'indomani del consiglio comunale che ha visto l'inserimento nel piano delle possibili cessioni e valorizzazioni di una porzione di terreno adiacente a Piazza San Pietro.

Tutela del patrimonio
Soprintendenza: "Senza verifica quei beni sono inalienabili"

Golfo dei Poeti - Più volte evocata nel corso del consiglio comunale che ha approvato l'inserimento, nel piano delle alienazioni, di una porzione di terreno adiacente Piazza San Pietro a Porto Venere, ieri, cioè all'indomani della seduta del parlamentino civico, ecco che la Soprintendenza ha fatto sentire la sua voce. Una nota, quella diramata dalla Direzione generale competente per Genova e Spezia, recapitata al Comune di Porto Venere e, per conoscenza, alla Legambiente spezzina e alla consigliera Giovanna Angelino, uno esponente di maggioranza a votare contro la pratica, assieme all'opposizione, preoccupata in merito alla legittimità dell'operazione, al rischio di danno erariale, alla mancata richiesta di una Verifica di interesse culturale (Vic). “Sono giunte a questa Soprintendenza – si legge nella comunicazione, firmata dal sorpintendente ad interim Manuela Salvitti - alcune comunicazioni, sia in via ufficiale che mediante mail, che segnalano la volontà di codesta Amministrazione comunale di dar corso a procedure di alienazione di beni di proprietà comunale, in particolare porzioni di vie e piazze pubbliche (piazza Spallanzani e via Colonna) situate all’interno del centro storico del comune di Portovenere, nonché la ex scuola del borgo di Portovenere. Trattandosi di immobili di proprietà pubblica aventi più di settanta anni, tali beni sono sottoposti ope legis alle disposizioni di tutela del D. Lgs. 42/2004 Parte Seconda 'Beni Culturali'. Infatti secondo il combinato disposto degli articoli 10 c. 1 e 12 c.1 del D. Lgs. 42/2004, le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni, ad altri Enti pubblici territoriali nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro – che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre settanta anni – sono sottoposte alle disposizioni di tutela del patrimonio culturale fino a quando non sia stata effettuata la verifica dell’interesse culturale di cui all’art. 12 c.2. Fino alla conclusione del procedimento di verifica previsto dall’art. 12 i beni sono inalienabili”.

“Se il procedimento di verifica si conclude con esito negativo – spiegano dalla Direzione -, gli immobili divengono liberamente alienabili ai fini del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Al contrario, se la verifica si conclude con l’accertamento dell’interesse artistico, storico o etnoantropologico l’alienazione del bene è subordinata all’autorizzazione ministeriale disciplinata dall’art. 55 del D. Lgs. 42/2004. Nel caso, infine, venga accertato l’interesse archeologico permarrebbe l’inalienabilità del bene immobile”. La Soprintendenza ricorda altresì che lo scorso 12 novembre è pervenuta da parte del Comune di Porto Venere un'istanza della verifica dell'interesse culturale dell'immobile dell'ex scuola 'Ravecca'. “Non risulta invece pervenuta alcuna istanza di verifica relativa alle porzioni di spazi pubblici sopra menzionate – conclude la missiva -. Nel caso codesto Comune intendesse procedere a verificare tali aree, la verifica dovrà essere estesa all’intera via o all’intero sistema viario del borgo, al fine di compiere un’unica valutazione ad una scala adeguata, evitando più verifiche dilazionate nel tempo di porzioni di per sé poco significative, in un’ottica di razionalizzazione dei procedimenti a carico delle amministrazioni coinvolte”. Quindi, per alienare il centinaio di metri quadrati in prossimità dell'ingresso in Piazza Spallanzani (o San Pietro) da Via Colonna serve la verifica dell'interesse culturale; e questa, come illustrato dalla Soprintendenza, andrà oltre il frastaglio ieri inserito nel piano, operando quindi una valutazione più ampia e di contesto.

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