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Simonetta, un’escursione tra Fezzano e Porto Venere

Omaggio del Cai a Simonetta, la Venere del Botticelli.

Simonetta, un’escursione tra Fezzano e Porto Venere

Golfo dei Poeti - La scrittrice Rachele Farina del Fezzano ha offerto lo spunto, il Club Alpino Italiano ha tracciato un itinerario lungo sentieri che, da bambina, potrebbe aver percorso Simonetta Cattaneo Vespucci, personaggio di spicco nella Firenze rinascimentale.
E’ di Rachele il bel volumetto, fedele alla storia, dedicato all’ammirata e desiderata giovinetta vissuta alla Corte dei Medici, modella del Botticelli nella “Primavera” e nella “Nascita di Venere”, cantata dal Poliziano, oggetto delle attenzioni amorose di Lorenzo e Giuliano de’ Medici oltre che di Alfonso d’Aragona futuro re di Napoli.
Simonetta sarebbe nata nel 1453 a Fezzano, dove trascorse la sua infanzia.
Il padre era Gaspare Cattaneo, di illustre famiglia genovese; la madre Caterina veniva a sua volta dalla potente famiglia Spinola ed era vedova del doge Battista Campofregoso, da cui aveva avuto due figli, Battistina, andata sposa a Iacopo III Appiani, signore di Piombino, e Pietro, nominato doge di Genova nel 1450.
A seguito di vicende politiche che videro implicato quest’ultimo, i Cattaneo si spostarono dal Fezzano a Piombino presso gli Appiani. Successivamente, sposato Marco Vespucci, figlio di Piero, ambasciatore di Lorenzo de’ Medici alla corte degli Appiani, Simonetta si trasferì a Firenze. Sarebbe passata alla storia con pochi cenni generici di connotazione – spiega la prof. Rachele Farina _ se non avesse avuto, fra i tanti, due artisti senza pari da lei conquistati che testimoniarono appassionatamente, con bravura universalmente riconosciuta, la sua regale bellezza. Appunto il Botticelli e il Poliziano.
L’escursione promossa dal Cai in omaggio a Simonetta si è svolta su antichi sentieri alle spalle della borgata di Fezzano, attraverso i versanti del monte Castellana sino ai Bondoni delle Grazie e poi sul Muzzerone. Qui è stata compiuta una visita all’area di una dismessa cava di portoro dove i gestori dell’attuale in coltivazione in galleria (la famiglia Modesti delle Grazie) stanno allestendo un itinerario didattico dedicato all’antico metodo di estrazione e lavorazione del pregiato marmo ed alle tipicità della flora locale.

L.B.

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