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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 16.43

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Scuola di mare: "Alienazione unica scelta legittima e ragionevole"

Prosegue il dibattito sul futuro di Santa Teresa. Gli attuali gestori: "Cosa c'è di equo in quello che sta facendo il Comune?".

Scuola di mare: `Alienazione unica scelta legittima e ragionevole`

Golfo dei Poeti - Venerdì sera il consiglio comunale di Lerici ha approvato il documento relativo alla ricognizione sulle società partecipate. In questo si parla anche della 'Scuola di vela di Santa Teresa', per la quale l'amministrazione, forte del suo 54 per cento, ha intenzione di procedere alla liquidazione, acquisendo contestualmente il bene e l'area limitrofa e andando a diramare un nuovo bando. Ciò significa il benservito (a fine aprile, quando scadrà la prima metà del contratto 3+3) alla 'Scuola di mare' che a Santa Teresa opera dal 2015 dopo averla spuntata al termine di una regolare gara.

Oggi tornano a farsi sentire dalla 'Scuola di mare', con un lungo post diffuso su Facebook. "Per la Società Scuola di Vela Santa Teresa, a noi è parso, che nessun motivo ragionevole sia stato enunciato dall'assessore alle partecipate (Aldo Sammartano, ndr) a giustificazione della scelta della messa in liquidazione. Paradossalmente oggi ci dicono di voler mettere in liquidazione una società della quale, alcuni mesi fa, avrebbero voluto essi stessi acquisire nuove quote (mah?!?). Vi è di più: il decreto Madia, col suo obiettivo di riorganizzazione delle partecipate, nell'ottica dell'efficienza e dell'economicità, non impone agli enti locali la liquidazione delle società, bensì la scelta consapevole e motivata (sottoposta al sindacato di legittimità amministrativa) tra la liquidazione e la dismissione delle quote di proprietà degli enti locali, anche e non solo a tutela degli altri soci. Dunque, lo ribadiamo: nessun obbligo legale di liquidazione della Scuola di Mare Santa Teresa. Tutt'altro. E non può ritenersi una motivazione ragionevole, come vorrebbe il Sindaco Paoletti, quella di 'aver da tempo avviato la richiesta per l’acquisizione della sede della Scuola nel patrimonio comunale e l'intenzione (futura?!) di acquisire direttamente la disponibilità del bene', per spiegare la scelta della liquidazione. C'è stata una richiesta, appunto: il bene non è ancora stato acquisito, le previsioni potrebbero essere pluriennali. Senza contare che (non dobbiamo dirglielo noi, ma ci preme sottolinearlo in questa sede!), nell'ambito del cosiddetto federalismo demaniale, l'eventuale trasferimento dei beni statali comporta il dovere dell’ente territoriale beneficiario di assicurarne la massima valorizzazione funzionale (!); e non sappiamo perché, riflettendo su questo punto, non riusciamo a non pensare a come abbiamo trovato la Scuola quando ci siamo entrati ed alle tanto rimpiante camerate".

"Per tutto questo - scrivono ancora dalla Scuola, che fa capo alla Amarest dell'imprenditore e campione di vela Ugo Vanelo - (e non solo per questo!) siamo sempre più convinti che nessuna ragione ostativa esista realmente alla semplice alienazione delle quote societarie di proprietà del Comune: essa consentirebbe la prosecuzione della nostra attività senza contenziosi e senza danni, nei termini contrattualmente previsti. E sarebbe l'unica scelta legittima, coerente e ragionevole". Un passaggio fondamentale, questo. Alienazione, e non liquidazione, per portare avanti l'esperienza partita appena due anni fa.

"In verità al Comune di Lerici, lo hanno ribadito più volte - prosegue la nota -, non piace il bando con il quale ci siamo aggiudicati la Scuola di Vela Santa Teresa, di sua stessa provenienza. Non è questa una valida ragione per togliercela. Non è questa una valida ragione per impedirci di portare avanti un progetto in cui crediamo e nel quale abbiamo investito e vorremmo continuare. Non è questa una valida ragione per trascurare il fatto che attualmente alla Scuola di Mare non c'è solo l'imprenditore Vanelo ma ci siamo anche noi: quelli che dentro la Scuola lavorano con entusiasmo e passione. Al Comune di Lerici non interessano i fallimenti delle precedenti esperienze e la rovinosa imposizione di modelli non attuabili e soprattutto poco fruibili (il riferimento è al modello del centro velico Caprera, attivo a Lerici fino a pochi anni fa, al quale l'amministrazione vorrebbe tornare, ndr). Paradossale davvero, lo ribadiamo, che continuino a fare riferimenti a futuri ipotetici bandi diversi da quello attuale col fine di riportare... un modello che non ha funzionato e che non può funzionare in futuro.
Cosa c'è di razionale, equo e trasparente in quello che l'Amministrazione sta facendo, profittando di normative che avrebbero come unica finalità quella di evitare la dispersione di denaro pubblico e la miglior efficienza gestionale dei beni della collettività?
Verrà destinata nuovamente Santa Teresa all'abbandono ed all'oblio in attesa di quegli stessi programmi irrealizzabili o -quantomeno- remoti che hanno portato al degrado e alla sostanziale inaccessibilità che abbiamo trovato quando ci siamo insediati?!?
Perché non vengono ascoltati coloro che -in qualsivoglia ruolo e con ogni tipo di apporto, non solo economico- hanno contribuito alla rinascita di Santa Teresa? Perché tanta fretta di liquidare una società in ripresa?! Quale breve storia (triste) ci stanno raccontando per davvero?!? Nel frattempo, in attesa di risposte, noi continuiamo. E oggi è una giornata densa di attività alla Scuola... soffia un 'buon' vento (nonostante la pioggia!) e per velisti come noi: vento in poppa...vele al largo".

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