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Reti al mais per i muscolai. Sognando una difesa 'bio' dalle orate

Il progetto 'Pelagos Plastic Free' illustrato a Santa Teresa, dove è in corso la sperimentazione di retine compostabili.

Santuario... di plastica
Reti al mais per i muscolai. Sognando una difesa 'bio' dalle orate

Golfo dei Poeti - 'Pelagos Plastic Free' ha fatto tappa oggi a Santa Teresa, casa della Cooperativa mitilicoltori spezzini. Il progetto, promosso da Legambiente e Expedition Med, si propone di portare avanti una serie di iniziative per ridurre l'inquinamento da plastica nel Santuario dei cetacei, il prezioso rombo tra Toscana, Liguria, costa francese, Corsica e Sardegna. Finanziato a Pelagos stesso, l'intervento ha il supporto di Mareblu, Novamont, Parco nazionale delle Cinque Terre, Parco nazionale dell'Arcipelago toscano e Unicoop Firenze. A presentare il progetto, il vertice regionale di Legambiente, Santo Grammatico, e la vice presidente nazionale, Serena Carpentieri, che hanno evidenziato in tutte le sue drammatiche dimensioni la piaga del marine litter, rammentando – forse il più eloquente simbolo di questo problema – che nel Pacifico galleggia un isola di rifiuti plastici grande tre volte la Francia. “L'inquinamento da plastica è la principale emergenza ambientale assieme al cambiamento climatico – ha detto la Carpentieri -. Si stima che nel Santuario Pelagos ci siano almeno 250 miliardi di frammenti di plastica in galleggiamento, con punte di 10 chili per chilometro quadrato. Il Mar Mediterraneo, che va tutelato anche perché, nonostante le piccole dimensioni, racchiude il 17 per cento della biodiversità marina vegetale e animale, è la sesta area al mondo per accumulo di rifiuti, soprattutto plastici”. Grammatico ha evidenziato come “il problema della plastica in mare non possa essere trattato solo dai comuni costieri: serve ragionare a livello di bacino idrografico, intervenendo anche a monte”. L'associazione ha poi presentato un Memorandum rivolto a pescatori e amministratori che invita alla sensibilizzazione e alle azioni contro il marine litter. Immediate le firme di numerosi presenti, tra i quali il sindaco Leonardo Paoletti (poi intervenuto così) per il Comune di Lerici e il funzionario Federico Colombo per quello della Spezia, nonché il decano dei muscolai Angelo Majoli.

La circostanza odierna non poteva essere migliore occasione per fare il punto sulla sperimentazione in corso, da parte dei muscolai spezzini (con la supervisione dell'Università di Siena), di reti fatte di amido di mais e oli vegetali interamente biodegradabili. Anzi, meglio dire biocompostabili, come ha osservato il muscolaio Paolo Varrella, volto locale di Legambiente: “Non vanno infatti buttate o lasciate in mare, vanno recuperate e smaltite come organico”. E non più, quindi, come rifiuto speciale. Una fase di studio che potrebbe portare a una svolta di sicura utilità ambientale. Presenti oggi a Santa Teresa i rappresentanti dell'azienda Romplastica di Chioggia, che ha realizzato le retine bio. “Magari novità del genere potranno gravare cinque o dieci centesimi in più sul prodotto finale, ma si tratta di un piccolo peso che alla fine ripaga tutti”, ha osservato Massimo Barbato, che ha spiegato come al momento il contesto, anche sul fronte istituzionale, non sia dei più comodi per chi vuole produrre ritrovati all'avanguardia e attenti all'ambiente. Giulia Mazzon ha sottolineato come le reti siano prodotte “da coltivazioni tradizionali di mais, senza ogm. La quantità di acqua necessaria al processo è minima, e questo è significativo in chiave sostenibilità”. Da Varrella l'auspicio che in un futuro si possa lavorare anche a reti antipredazione biocompostabili: “Il nostro grande problema – così Varrella - sono le orate, divoratrici di muscoli. In media ogni mitilicoltore spende 1.500 euro di reti antipredazione all'anno”. Varrella ha altresì inteso ricordare l'impegno della Cooperativa “per il corretto recupero delle reti plastiche usate, fronte che ha visto impegnato in prima linea l'amministratore Federico Pinza. I soci sono sempre più attenti, lo scarrabile che a questo fine abbiamo posto qua a Santa Teresa si riempe ogni mese, una garanzia per l'ambiente”.

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Serena Carpentieri Archivio CdS


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