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Puc Porto Venere, la versione di Posidonia: "Persa occasione di partecipazione"

Puc Porto Venere, la versione di Posidonia: "Persa occasione di partecipazione"

Golfo dei Poeti - Il Puc attualmente in vigore nel Comune di Porto Venere è stato approvato il 26 febbraio 2002, ha validità decennale, e secondo una comunicazione della Regione inviata nel 2012 la revisione avrebbe dovuto essere compiuta entro il 26 agosto 2011.
Le Amministrazioni Comunali di Porto Venere non hanno messo in campo nessuna iniziativa, fino alla istituzione con D.G. 79/2014 dell’Ufficio di Pianificazione e alla D.G. 231 del dicembre 2014 che dava avvio al procedimento di verifica di adeguatezza del P.U.C. vigente.
Nella Relazione programmatica e metodologica allegata alla Delibera 231 si evidenzia che, tenendo conto della presenza nel territorio del Comune di un Parco e di un Sito Unesco, sono assolutamente prioritarie “le tematiche della sostenibilità, della tutela e valorizzazione del delicatissimo sistema ambientale e paesaggistico”. E’ considerato prioritario anche “lo studio e la difesa della vulnerabilità del territorio rispetto ai rischi idrogeologici, sismici, legati alle attività a rischio di incidente rilevante, etc.” (la sottolineatura è nostra).
Tra i temi che la revisione dovrà affrontare in una nuova ottica, la citata Relazione pone al primo posto la conseguente “necessità del massimo contenimento della crescita edificatoria”.
Proseguendo l’esame della Relazione troviamo tra gli Obiettivi operativi e indirizzi generali la
“necessità di condividere con le generazioni attuali e future le scelte di sviluppo, avviando sin da subito (sottolineatura nostra) un processo di partecipazione e di valutazione della sostenibilità ambientale delle scelte (V.A.S.)”.
Obiettivi assolutamente condivisibili; peccato che dal dicembre 2014 a oggi quel processo di
partecipazione, di cui la relazione sottolinea l’urgenza quale metodo imprescindibile per realizzare la condivisione delle scelte, non sia mai partito.
L’ultima notizia la abbiamo avuta dalla Determina 589 del 22 dicembre 2017 che ha come oggetto la liquidazione di un acconto per “studi specialistici in materia urbanistica e geologico sismica propedeutici alla revisione dello strumento urbanistico comunale”. Mescolato ai vari “ritenuto”, “dato atto”, “accertato”, ecc., che portano alla liquidazione dell’acconto, leggiamo che si ritiene di dover “attivare in primis il processo partecipativo previsto per la revisione della pianificazione”; leggiamo anche che “la fase di ascolto sociale, al fine della definizione degli obiettivi strategici, sarà svolta promuovendo attività dedicate e incontri con la popolazione e i portatori di interesse, ... , a partire da riunioni pubbliche di illustrazione di tutto il prefigurato processo, previste all’inizio dell’anno 2018”.
Ma, poiché il 2018 sarà anno di elezioni e ci pare inverosimile lasciare in sospeso un’operazione
come la verifica di adeguatezza di uno strumento urbanistico fondamentale quale è il P.U.C., ai
cittadini restano poco più di 4 mesi per discutere obiettivi strategici, per valutare lo stato del sistema ambientale nelle aree a Parco, Sic e Sito Unesco, per elaborare scenari e valutazioni in merito al quadro pianificatorio. O tutto questo è già stato fatto? In ogni caso ancora una volta si è persa una occasione di crescita per i cittadini e per la comunità. Si è persa l’occasione di avere opportunità di incontro e discussione che suscitino nei cittadini capacità critica e coscienza politica, in poche parole avere la possibilità di essere distolti dall’abitudine alla rassegnazione e al delegare ad altri le questioni che riguardano il loro futuro. I cittadini sono stati abituati e obbligati ad accettare supinamente qualsiasi intervento e decisione senza porsi domande e senza vederne le conseguenze, non percepiscono che la qualità dell’ambiente influisce sulla loro vita quotidiana anche in termini di salute e che diminuendo la qualità
dell’ambiente in cui vivono diminuisce la qualità della loro vita.
Compito di un’Amministrazione dovrebbe essere invertire questa tendenza e quale migliore occasione della redazione di un P.U.C. può stimolare nei cittadini, attraverso la trasparenza e la partecipazione, riflessioni sul futuro del proprio territorio? Un percorso che, attraverso la reale
conoscenza dei problemi, la loro definizione e la ricerca di soluzioni renderebbe consapevoli i
cittadini e responsabile l’Amministrazione. Un percorso al termine del quale l’Amministrazione avrebbe a disposizione una mole di dati di cui avvalersi e il cittadino si sentirebbe non controparte ma attivo artefice del suo futuro.
Stiamo parlando di coinvolgimento reale dei cittadini, non fittizio, di maniera e occasionale come quelli cui siamo stati purtroppo abituati da sempre. Questo perché un cittadino informato e consapevole è scomodo per le Amministrazioni che si sentono plenipotenziarie e per quella (non)politica che considera i cittadini solo voti da conquistare e controllare. Solo una educazione alla consapevolezza può portare i cittadini a essere motore di sviluppo e di
crescita per la loro comunità invertendo la tendenza, morale prima che economica, in cui stiamo sprofondando.

Associazione Posidonia

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