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Pranzo al banco e alunni 'schermati', Lerici immagina la scuola

Sul tavolo anche l'ipotesi di riallestire la scuola di Tellaro. "Ma finché non avremo le linee guida del ministero non sarà facile dire come funzionerà il prossimo anno scolastico", sottolineano dall'amministrazione comunale.

Classi dimezzate?

Golfo dei Poeti - Finché non arrivano le linee guida dal ministero dell'istruzione non è facile immaginare quel che sarà l'anno scolastico 2020/21. Lo hanno chiarito stasera a Lerici in commissione scuola, presieduta da Manuela Mussi, l'assessore competente Laura Toracca e il sindaco Leonardo Paoletti. Questo non significa che le bocce siano rimaste ferme, per quanto al momento prive della stella polare ministeriale. Tra i temi oggetto della riflessione di Palazzo civico, quello degli spazi eventualmente considerabili per allargare il novero dei plessi scolastici, punto sul quale le opposizioni hanno fatto un deciso pressing nelle scorse settimane. Innanzitutto, Toracca ha spiegato che “come emerso anche a seguito della riunione con Anci e dei colloqui con la ditta Cir, sarà difficile fare la mensa dove sempre. Questo perché ci sarebbe da allestire l'ambiente alla stregua dei ristoranti. I turni? Rischieremmo di far mangiare i bambini troppo dilazionati. L'alternativa pare sia servire il pasto al banco scolastico, con sanificazione prima e dopo. Così fosse, le mense sarebbe libere, quindi spazi aggiuntivi per l'attività scolastica”.

La possibilità di 'riattivare' la scuola di Tellaro, a più riprese messa sul tavolo dalle opposizioni, è nel ventaglio di possibilità dell'amministrazione: “L'abbiamo segnata tra le ipotesi – ha continuato l'assessore all'istruzione -. C'è da verificare il segnale, sistemare alcune cose, sgomberare la sala dedicata alla Sagra del polpo, ma si può fare”. Toracca ha osservato ancora che “le scuole della Serra e di Pugliola, avendo pochi bambini (e quindi parecchio spazio per organizzare tutto in sicurezza, ndr), potranno essere isole felici e saremo in grado di garantire il tempo pieno se il ministero consentirà l'utilizzo della mascherina per così tante ore”. Sguardo anche alla Garibaldi di San Terenzo: “Se le mense non potranno essere utilizzate, anche lì ci sarà uno spazio grandissimo in più”.

“Essenzialmente – ha affermato l'assessore – penso riusciremo a contenere la maggior parte degli alunni all'interno delle scuole di afferenza, anche se magari non proprio tutti nella loro aula”. Riflessioni, hanno spiegato dall'amministrazione, che partono dall'idea – basata sulle indiscrezioni figlie del dibattito nazionale: la parola ufficiale spetterà alle menzionate linee guida del Miur – che “le classi dovranno più o meno essere dimezzate”. E c'è anche l'idea di provare a ottenere una deroga alla Legga 449 del 1997 in modo da permettere a personale extra ministeriale – cioè un educatore – di svolgere compiti di sorveglianza degli alunni, in modo da avere più occhi su bambini e ragazzini giocoforza spalmati in spazi maggiori. “Ci stiamo inoltre facendo fare un progettino – ha concluso l'assessore – per capire se sia possibile schermare le postazioni degli alunni in modo che ciò eventualmente consenta un maggior numero di alunni stessi all'interno dell'aula. In valutazione anche l'ipotesi delle visiere protettive".

Dall'opposizione sono arrivate le richieste di aggiornare a breve la commissione accogliendo e ascoltando il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo e la presidente del Consiglio d'istituto – proposta accolta, si farà -, di tenere sempre saldamente d'occhio, anche in ottica 2020/21, la questione delle dotazioni per la didattica a distanza e, aspetto questo rimarcato in particolare dalla consigliera De Luca, di pensare all'individuazione di spazi sicuri e dotati di internet che consentano ai giovani di studiare in tranquillità nel pomeriggio. In merito l'assessore Toracca ha segnalato che nella rinnovata biblioteca ci sono undici postazioni con attacco computer, otto delle quali recentemente predisposte e dotate di barriere protettive in plexiglass.

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