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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 20.40

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Porto Venere, Denegri e il San Pietro. Un incontro voluto dal destino

Il sindaco Matteo Cozzani ha raccontato le tappe della storia che in pochi mesi ha portato all'epilogo di ieri, quando in Tribunale è stata aperta la busta spedita dall'impenditore torinese.

Porto Venere, Denegri e il San Pietro. Un incontro voluto dal destino

Golfo dei Poeti - "Sembra di entrare in una favola che ad un certo punto non ha avuto un finale positivo. Voglio dargli un lieto fine". Michele Denegri, l'imprenditore torinese che ieri si è aggiudicato all'asta la ex Locanda San Pietro di Porto Venere, ha pronunciato queste parole durante il sopralluogo effettuato una settimana fa nella struttura alberghiera abbandonata da oltre trent'anni. A svelarlo è stato questa mattina il sindaco Matteo Cozzani che ha accompagnato il nuovo titolare del San Pietro e il consulente immobiliare, l'ingegner Giorgio Rocchia, nella visita all'ex locanda e al resto del borgo, isola Palmaria compresa. "Per fargli capire cosa si intende quando parliamo della nostra fetta di Patrimonio dell'umanità", ha aggiunto il primo cittadino.

In Sala consiglio, questa mattina, c'erano tanti abitanti, curiosi di capire come fosse andata a finire l'annosa vicenda. Dal tardo pomeriggio di ieri la notizia del buon esito della vendita all'asta aveva iniziato a rimbalzare in paese, sino ad arrivare alla Spezia. Ma nessuno ancora conosceva il nome e il profilo del compratore. Ora che è noto, tutti si sentono sollevati.
Prima di svelare come si sia arrivati all'epilogo di ieri, Cozzani ha ripercorso le tappe salienti del percorso iniziato poco dopo l'elezione del 2013. "La situazione - ha ricordato il sindaco - era incagliata da oltre 30 anni, senza spiragli positivi per quello che è l'immobile turistico-ricettivo più importante del nostro comune. Sin da subito ci siamo messi al lavoro per il suo recupero. Il primo approccio con la proprietà non diede possibilità di una soluzione breve. Non c'era la volontà di investire nel settore turistico, ma di speculare trasformando la struttura in una serie di appartamenti. Noi, invece, volevamo creare posti di lavoro e mantenere la destinazione turistico alberghiera. Pertanto, nel 2014 abbiamo prodotto il primo atto: l'ingiunzione di pagamento per il suolo pubblico occupato dai ponteggi. Non sappiamo perché, ma per anni quel tributo non era mai stato richiesto. Poi abbiamo proseguito con la mitigazione della situazione di cattivo decoro e la stabilità dell'immobile. Nel frattempo abbiamo avviato, visto il mancato pagamento del suolo pubblico, il percorso di pignoramento dell'immobile".
Nel 2016 la prima asta venne bloccata dal concordato preventivo presentato dalla Hotel Punta San Pietro Spa, che però non venne poi omologato dal Tribunale di Modena a causa delle mancate garanzie. Riattivata la procedura di pignoramento, grazie al giudice Serena Papini e all'avvocato Luca Gabriellini, si è arrivati all'asta di ieri alla quale aveva partecipato un solo potenziale acquirente.

Poi Cozzani ha raccontato come è accaduto che quell'unica busta fosse stata presentata da chi, come Denegri, merita il massimo delle fiducia possibile nell'affrontare un'avventura come la riqualificazione e il rilancio della storica ex locanda.
"E' stato un caso fortuito, un segno del destino - ha affermato -. Alcuni mesi fa ero a cena a Torino, al ristorante Del Cambio, un nome storico che risale addirittura al '700 e che ha ospitato, tra gli altri, il conte di Cavour. Sino a qualche anno fa il ristorante era chiuso e in stato di abbandono da circa 20 anni. Denegri lo ha acquistato e rimesso in piedi, inaugurandolo nuovamente nel 2014. Lo conobbi e gli raccontai un po' la storia della locanda San Pietro. Poi non lo incontrai più. Venti giorni fa alla festa di Azimut-Benetti era presente l'ingegner Rocchia, un suo consulente, e l'ho portato a vedere la struttura. Ci salutammo con la promessa che sarebbe tornato con Denegri. E così è stato: giovedì scorso sono venuti entrambi a Porto Venere. La prima domanda non ha riguardato i possibili guadagni, ma le vicissitudini, la storia della locanda. Ha subito capito cosa rappresentasse per tutti gli abitanti quell'immobile e alla fine mi ha detto: 'Sono rimasto affascinato, parteciperò all'asta'. L'altra notte ho dormito male, non sapevo come sarebbero andate le cose sino in fondo, ma intorno alle 11 di ieri mi ha chiamato felice per aver ricevuto la conferma dell'acquisto dell'immobile da parte del Tribunale".

Il sindaco descrive Denegri come un uomo schivo, riservato, che ha però deciso di impegnare 6 milioni di euro del suo patrimonio (il padre Gustavo ha un patrimonio superiore al miliardo di euro ed ha esperienza nel settore auto, nel biotech e nel private equity) e che vuole creare a Porto Venere uno degli alberghi più belli del mondo.
Cozzani, che ha ringraziato uno per uno gli avvocati Manuela Gagliardi e Pietro Picciocchi e il consulente Alessandro Merciari, ha fatto sapere che il Comune di Porto Venere recupererà 500mila euro del mancato pagamento del suolo pubblico e che i 6 milioni di euro saranno sufficienti per soddisfare le richieste di tutti i creditori, a partire dalla banca presso la quale la vecchia proprietà aveva acceso un mutuo.
"A fine estate vorrei che Denegri venisse in paese per partecipare a una assemblea pubblica con la quale farlo conoscere alla popolazione. Non accadrà più che, come in passato, la proprietà si possa trincerare dietro ragioni sociali o altro. Sono assolutamente fiducioso che questa volta le cose andranno in un'altra maniera e sono convinto che con la realizzazione dell'albergo a cinque stelle al San Pietro Porto Venere potrà avere l'opportunità di svoltare definitivamente, di fare il salto di qualità nel settore turistico".
La prima azione richiesta ai nuovi proprietari sarà la messa in sicurezza, poi ci sarà il riadattamento della struttura alle esigenze di un albergo di prima classe.
"Verrà tolto l'asfalto da Calata Doria e saranno tolti i fili volanti in Piazza San Pietro. Ci sarà una ristrutturazione completa, a partire da ottobre. Nel progetto attuale è previsto anche l'accesso via mare, come era una volta: vedremo con i tecnici della proprietà e con quelli del Comune di trovare le soluzioni migliori possibili. Non si se farò io il taglio del nastro, ma il problema dell'ex locanda San Pietro oggi si può dire risolto", ha concluso Cozzani tra gli applausi dei compaesani.

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