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Non solo pini: "La Marina di San Terenzo diventerà un non luogo"

Cittadini, associazioni e politica in piazza contro la riqualificazione di Piazza Brusacà. Le opposizioni: "Serviva progetto complessivo che affrontasse tema canale Lizzarella".

Polemica sulla... mosca
Non solo pini: "La Marina di San Terenzo diventerà un non luogo"

Golfo dei Poeti - “Uccidi i pini, uccidi me”. “Bei mi tempi”. “La Marina nel cuore dei bambini di ieri e di oggi, purtroppo non di quelli di domani”. Questi e altri slogan, impressi su striscioni o volantini, hanno caratterizzato il presidio di stamattina a San Terenzo, alla Marina, indetto per contestare il taglio della pineta – una ventina di piante - funzionale alla riqualificazione di Piazza Brusacà, dove la ripresa dei lavori è imminente. Tra i cinquanta manifestanti, presente Valerio Mattioli, protagonista in settimana di un battibecco social con il sindaco Leonardo Paoletti, che lo ha definito “mosca cocchiera” (in un post in cui ribadiva l'ineluttabilità del taglio di alberi “che non dovevano essere piantati dove ora sono”), tant'è che su uno striscione stamani si leggeva un “Noi siamo tutti mosche cocchiere, Tu frusti” rivolto al primo cittadino. “Ci è stato sottoposto un solo progetto, blindato – così Mattioli-, senza progetti alternativi. Ai cittadini in assemblea è stata data soltanto la possibilità di modificare il colore dell'asfalto. Certo, noi ora cerchiamo di mobilitarci, di fare il possibile, ma avrebbero dovuto muoversi anche le opposizioni e il comitato di quartiere”. La signora Patrizia spiega che “tutta la mia vita è nel ricordo di questi pini, come per le altre persone che sono qua stamattina. Senza pini questo luogo diventerà di uno squallore unico. Sarebbe stato giusto consultare diversi architetti e chiedere loro di immaginare soluzioni che conservassero la pineta. E poi smettiamola di parlare di Piazza Brusacà, che è la piazzetta qua dietro, più interna: questa è la Marina, non una piazza. E alla Marina devono starci le barche, naturalmente non molte e ben tenute”. Graziano Antonietti, uno dei tanti anziani che usufruiscono dell'ombra delle conifere santerenzine, ricorda che “i pini assieme all'eucalipto sono le piante che danno più ossigeno, e io che dopo la guerra, a 18 anni, sono andato a fare il minatore in Belgio so bene cosa voglia dire non respirare”. Antonietti, poeta dicitore, ha anche affisso ai tronchi minacciati la sua poesia “Una ghigliottina pe' pini marittimi”. Al posto dei quali arriveranno lecci e cespugli di rosmarino. Secondo Bernardo Ratti “come per ogni cosa che cambia conformazione dei borghi, è necessario coinvolgere il più possibile la popolazione. Inoltre non va snaturata la tipicità ligure del luogo. Le proposte di questa amministrazione sono vecchie, anni Settata. Il moderno è mantenere, far sì che i luoghi non diventino dei non luoghi”.

“I pini sono sofferenti, è vero, ma li puoi sostituire, puoi fare manutenzione – così Giovanni Cortelezzi del circolo lericino di Legambiente, le cui bandiere hanno adornato la manifestazione -. Se hai interesse a conservare l'identità di un luogo fai manutenzione. Un paese turistico che non riesce a prendersi cura di venti alberi è un paese che fallisce”. Verushka Fedi, ex assessore, segretario provinciale di Rifondazione, assicura che “dove si vuole, si può fare. Alle Grazie e al Fezzano, con un paiolato rialzato, è stato possibile far respirare le radici e mantenere i pini. Ricordiamo che quando anni fa venne elaborato un percorso di piazza partecipata, la maggior parte delle persone si espresse per la salvaguardia della pineta”. “L'adesione alla manifestazione odierna – il commento di Michele Fiore, ex assessore e referente provinciale di Possibile (intervenuto anche qui) – dimostra che da parte della cittadinanza non c'è tutto questo beneplacito all'intervento, che del resto è stato presentato preconfezionato. Al di là della questione pini, con la riqualificazione si va a perdere la dimensione sociale del luogo per creare una piazza a uso e consumo del commercio. Inoltre, il progetto non va a prendere in esame la questione del canale Lizzarella, problema annoso”.

Un tasto, quest'ultimo, toccato anche dall'ex sindaco Emanuele Fresco, stamani in piazza assieme agli altri capogruppo d'opposizione: “Sarebbe servito un progetto unitario – commenta -, quindi riqualificazione, ridimensionamento della spiaggia – su cui ora per lungo tempo non si potrà ragionare, visto l'affidamento in concessione per nove anni -, questione barche e problema del Lizzarella. Sarebbe stato doveroso pensare in modo complessivo, eventualmente dividendo in lotti. Il progetto di restyling di per sé è minimale e lontano dal contesto paesaggistico, in linea con quello di Piazza Battisti, che ha dato risultati scarsi. I pini? Il discorso dell'ombra non è secondario e mi pare che non venga contemplato in modo soddisfacente. C'è stato anche un problema di metodo, perché un intervento così delicato non si presenta chiavi in mano in una sola assemblea, davanti a trenta persone. Certo, se la cittadinanza avesse raccolto prima le sollecitazioni fatte delle opposizioni in commissione e in consiglio già un anno fa sarebbe stato meglio”. Del resto anche per Mariachiara De Luca, capogruppo di 'Golfo dei poeti', “si è ormai un po' fuori tempo massimo”. L'esponente Pd, come Fresco, sottolinea come “il progetto dovesse avere un approccio complessivo, toccando il tema del Lizzarella”, punto caro anche al capogruppo di 'Cambiamo in Comune' Andrea Ornati: “Non ti occupi del Lizzarella - afferma - e vai a rifare la piazza sopra il canale. Un domani se vuoi tombarlo e portarlo duecento metri al largo, anche per migliorare la qualità delle acque, tema di cui si parla da tanto, cosa fai? Butti all'aria una piazza appena fatta, da 700mila euro? Serviva un approfondimento tecnico, un'elaborazione che guardasse alla sistemazione generale della costa”. Dai tre esponenti dell'opposizione, infine, l'invito al sindaco perché convochi una nuova assemblea con i cittadini visti la protesta e l'imminente ripresa del cantiere.

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Una delle poesie affisse sui pini della Marina di San Terenzo Archivio CdS
Manifestazione per salvare i pini alla Marina di San Terenzo Archivio CdS


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