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Ultimo aggiornamento: Giovedì 15 Novembre - ore 16.47

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Masterplan entro marzo, il futuro dell'isola nel momento cruciale

Completata la fase due del processo partecipativo, si sceglierà uno dei cinque scenari proposti: dal più al meno impattante, è anche una questione di investimenti. C'è chi vorrebbe un altro metodo, altri pretendono trasparenza soprattutto adesso.

l'assemblea pubblica
Masterplan entro marzo, il futuro dell'isola nel momento cruciale

Golfo dei Poeti - Il futuro dell'isola Palmaria, declinato negli ormai famosi cinque scenari emersi dal tavolo tecnica prima e dalla cabina di regia poi, sono stati oggetto di una lunga mattinata di discussione, nell'ambito del processo di partecipazione che prosegue come da programma. Un dibattito animato in primis dai pochi ma resistenti abitanti dell'isola, dal sempre nutrito mondo ambientalista, ma anche dagli studenti del Cardarelli, geometri o magari architetti di domani. In realtà il sindaco Matteo Cozzani, in uno degli interventi iniziali della mattinata, ha voluto sottolineare l'importanza di uno dei passaggi fondamentali soprattutto per chi nell'isola abita tutti i giorni: "Porteremo finalmente l'acqua alla Palmaria. E' già stata fatta la sanificazione di entrambe le cisterne e si sta stendendo la pipe-line per arrivare alla stazione di pompaggio. L'ultimo pezzo di strada da collegare è interna al bosco e ci ha creato più difficoltà ma siamo sostanzialmente in linea con le scadenze da capitolato e a breve installeremo due pompe al Terrizzo e chiuderemo definitivamente i lavori".

Se lo sbarco dell'acqua in Palmaria sarà cosa fatta nel corso di un breve lasso di tempo, la prospettiva dei prossimi mesi è cadenzata dallo stesso primo cittadino: "L'impulso della cabina di regia oltre a validare ciò che è emerso dal tavolo tecnico, è specificato in tre punti: iniziare a ragionare più tecnicamente con la Marina Militare di quelle che saranno le contropartite da riconoscere alla difesa per la cessione degli immobili che l'architetto Kipar ha quantificato fra 1,8 e 2,6 milioni; fare le verifiche di interesse per farci capire quali sono i beni vincolati e quelli non vincolati secondo le leggi dei Beni Culturali e l'Agenzia del Demanio ha definito la dead line al 15 novembre; darci un tempo massimo, ipotizzabile comunque non oltre il primo trimestre del 2019, per la stesura definitiva del masterplan, ovvero le linee d'indirizzo che verranno portate prima in consiglio comunale e poi in consiglio regionale. Questo il percorso fissato da qui fino a marzo 2019 con nuovi momenti di partecipazione come quello di questa mattina, nella massima trasparenza e collaborazione nel rispetto dei ruoli perchè siamo chiamati a prendere delle decisioni, sulla base del testo del protocollo d'intesa che abbiamo firmato. Lo stesso Kipar aveva proposto una funicolare dal Pozzale alla sommità dell'isola, ma non sposava con le idee che stanno alla base di quel documento".

In tanti hanno chiesto ed ottenuto la parola. Giorgio Pizziolo in primis, chiede un ripensamento sul metodo: "Abbiamo una proposta diversa dal masterplan che vogliamo portare nelle scuole. La Palmaria fa parte di un sito Unesco che parte dalle Cinque Terre e per noi è "giardino di terra e di mare". Un'isola campus perchè si presta straordinariamente a diventare un centro europeo dove tutte le attività umane e scientifiche possono ritrovarsi in un medesimo contesto virtuoso. Attività scientifica e di promozione economica. Recuperare edifici ed attrezzatura non attraverso meccanismo di compra-vendita ma mediante attività che utilizzerebbero la scuola edile per un restauro di tutti i sistemi, sia agricoli che residenziali in essere. Un grande laboratorio naturalistico e dell'operare umano e quindi in prospettiva l'isola diventa un luogo basato su un'economia sostenibile. Sospendiamo il masterplan perché di queste cose non si sta occupando e variamo un contratto di isola. Il nostro progetto è noto a tutti e a disposizione da più di un anno".

Stefano Sarti, presidente di Legambiente, richiama l'attenzione sulla centralità della Regione: "Hanno inserito la Palmaria fra le otto aree speciali della Liguria: questo significa che potrebbero nominare un Commissario e questo è negativo perché si tratta di una figura apicale che lascia poco spazio alla partecipazione. Vorremmo che De Ferrari fosse presente alla prossima iniziativa, ma non soltanto i tecnici, ma anche la politica, vedi Scajola e lo stesso presidente Toti. Sarebbe importante ottenere i verbali del tavolo tecnico e della cabina di regia. Vorrei poter dire la mia e in una giornata in cui non ci sarà l'allerta è bene che la regione si presenti". A suon di prese di posizione e di petizioni, Giuseppe Basso si è battuto una vita perchè la Palmaria non venga deturpata: "Dovremo trovare una soluzione mediata ma manca una condizione fondamentale: ricordo al comandante Cavarra che è qui presente, che a suo tempo prima di andare in pensione l'ammiraglio Camerini si espose personalmente per dire che una parte del patrimonio immobiliare del Terrizzo diventasse, come dicevamo noi, di proprietà comunale per organizzare le condizioni affinché quella zona diventi la vera e propria porta di entrata e di uscita dell'isola. Nulla di tutto questo v'è scritto su quel protocollo. Alla Palmaria Mancano le basilari strutture di accoglienza e di vita quotidiana e allora mi chiedo se non è conveniente pensarci prima che sia troppo tardi: mi dite se andate sull'isola a chi chiedete un'informazione?".

C'è anche Saul Carassale, presidente dell'associazione Dalla Parte dei Forti che richiama l'attenzione alla crucialità del momento. "Questa è la fase più delicata, gli spunti andranno su carta e proprio ora serve che la trasparenza di cui tutti parlano venga assicurata. Dico che la presenza di un osservatorio è fondamentale ed è importante dire le cose chiaramente. Vorremmo sapere che cosa verrà proposto, oggi sembra tutto abbastanza bello ma sappiate che noi cercheremo di capire passo dopo passo che cosa si intenderà fare. La praticità è importante ma va fatta sui fatti, perché comporta delle scelte".

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