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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Settembre - ore 09.23

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Mare di plastica: dieci milioni di tonnellate all'anno

Decimati mammiferi marini, uccelli e tartarughe. Attivismo e cultura ambientale protagonisti a Lerici.

SEA SHEPHERD
Mare di plastica: dieci milioni di tonnellate all'anno

Golfo dei Poeti - Dagli otto ai dieci milioni di tonnellate di rifiuti - per due terzi plastica - inquinano ogni anno mari e oceani del nostro pianeta. E se andiamo avanti di questo passo, nel 2025 i milioni di tonnellate saranno più di sessanta. Questo il preoccupante dato emerso ieri pomeriggio a Lerici, in sala consiliare, in occasione del convegno 'L’invasione della plastica e la tutela del mare: educazione, ricerca e azione diretta', promosso da Comune e Sea Shepherd, legati da un crescente feeling. Mascotte dell'evento, l'opera d'arte 'Basurero' (QUI) di Margot Bertonati.

"Se filtrassimo un chilometro cubo di Mar Mediterraneo - ha esordito, dopo il saluto del sindaco Leonardo Paoletti, affiancato dal consigliere Claudia Gianstefani, Marco Faimali, responsabile Istituto di Scienze Marine Ismar Cnr di Genova - troveremmo da alcune decine fino a cento chilogrammi di plastica. Un materiale che è anche in grado di assorbire altri inquinanti e farsene vettore". Nei confronti della plastica, Faimali ha spiegato che "non se ne può fare a meno, ma bisogna cambiare atteggiamento, gestirla nel modo giusto, consumarne meno".

Silvia Merlino, fisica e ricercatrice Ismar – Cnr Santa Teresa, e Marinella Abbate, biologa e ricercatrice Enea Santa Teresa, hanno evidenziato la centralità della citizen science nello sviluppo di una corretta cultura ambientale. Le scienziate hanno illustrato due progetti dedicati uno ai macro e uno ai microrifiuti sulle spiagge. Il primo, sviluppato dal 2013 a 2016 e denominato Seacleaner, ha passato in rassegna spiagge toscane - come quelle del Parco di San Rossore o dell'Isola di Pianosa - e spezzine, in particolare la Venere Azzura e arenili in Palmaria lato Tino e a Vernazza, Corniglia e Monterosso. E' emerso come nelle spiagge delle Cinque Terre e alla Venere - qui i bambini delle seconde medie lericine sono stati coinvolti in un laboratorio 'a caccia' di spazzatura - la densità media di rifiuti è circa un terzo rispetto a Pianosa e San Rossore e metà di quella della Palmaria. "Spiagge come la Venere e quelle delle Cinque Terre - ha spiegato la Merlino - sono urbane, quindi vengono pulite costantemente sia dal Comune, sia dai volontari. Spiagge come quelle della Palmaria lato Tino o quelle di San Rossore, entrambe zona Parco, invece sono inaccessibili. La bassa accessibilità a lungo andare produce accumulo di materiale. Pensiamo al caso delle spiagge che danno sul Tino: la pulizia è stagionale e non troppo frequente". Il progetto dedicato ai microrifiuti (dai 5 millimetri in giù), in svolgimento, tocca invece soltanto le spiagge sabbiose di Pianosa e San Rossore. In particolare c'è interesse a verificare se agli importanti accumuli di grandi rifiuti corrisponda - come la logica indicherebbe - una rilevante produzione di microrifiuti derivanti dalla consunzione dei macro.

E' poi intervenuto Luigi Martinucci dell'associazione 'Per il Mare', che ha raccontato la vita e le attività del sodalizio, tra tutela ambientale e inclusione delle persone diversamente abili. "Quando usciamo in barca con i ragazzi disabili, il nostro motto è per il mare siamo tutti uguali".

Ha chiuso il pomeriggio, per Sea Shepherd, Giuliana Santoro, anima spezzina dell'organizzazione internazionale che da quattro decenni lotta senza quartiere per la difesa degli ambienti e della fauna marini. "Ogni anno centomila mammiferi marini e un milione di uccelli muoiono a causa dell'inquinamento da plastica - ha spiegato l'attivista -. Una piaga che insidia il 43 per cento delle specie di mammiferi marini, il 36 per cento degli uccelli e praticamente tutte le specie di tartarughe marine, molte delle quali muoiono perché confondono le meduse, di cui si cibano, con i sacchetti. Così li mangiano e soffocano. Dobbiamo capire che molti nostri comportamenti hanno conseguenze disastrose per la fauna marina". Uno sguardo anche alla mole di rifiuti che emerge dalle nostre spiagge. "In una mezza giornata di pulizia - ha detto - dalla spiaggia e dagli scogli di San Terenzo è emersa una gran quantità di mozziconi di sigaretta, confezioni del MacDonald, lattine, estathé, bottiglie di birra, piatti e posate di plastica. Le spiagge non sono immondezzai. Servono sensibilizzazione e deterrenti. Del resto, prima della legge, girare in auto senza cintura era cosa frequente. Oggi non lo fa praticamente più nessuno".

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