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Lerici punge i vicini: "Facile alzare differenziata rimettendo bidoni"

Dibattito in commissione. Meno 130 tonnellate di secco rispetto al 2018. Dubbi da sinistra sulla clausola sociale.

Porta a porta
Lerici punge i vicini: "Facile alzare differenziata rimettendo bidoni"

Golfo dei Poeti - Lerici ha lanciato il bando (QUI i dettagli) per affidare a un nuovo gestore il servizio rifiuti. Intanto Palazzo civico da un'occhiata ai numeri più recenti relativi alla raccolta differenziata. “Nei primi quattro mesi del 2019, se li confrontiamo con lo stesso arco temporale del 2018, abbiamo prodotto 130 tonnellate in meno di secco. Questo dimostra che l'introduzione del sacco conforme prepagato sta dando i risultati sperati”, ha sottolineato ieri in commissione la capogruppo di maggioranza Claudia Gianstefani, delegata al ciclo dei rifiuti. Sempre guardando al primo terzo del 2018, la percentuale di differenziata è all'80 per cento. “Un risultato straordinario – ha osservato in commissione l'assessore Aldo Sammartano -, a maggior ragione perché ottenuto con il 'porta a porta', unico sistema che garantisce la qualità del prodotto raccolto. È facile alzare le percentuali mettendo i bidoni in strada come qualcuno fa in giro per l'Italia e per la provincia, dove solo tu sai quello che butti dentro. Spero che si controlli a dovere, non è giusto che chi fa uno sforzo organizzativo ed economico come noi venga equiparato, dal punto di vista della valorizzazione e dello smaltimento, ha chi raccoglie materiale di qualità completamente diversa”. Un riferimento certo non velato a comuni vicini come La Spezia e Porto Venere, dove vige – nel capoluogo la novità è dello scorso anno – un sistema misto di Pap e cassonetti 'intelligenti'. “A noi è dispiaciuto – ha proseguito l'assessore – che qualche Comune si sia lasciato trascinare dall'idea di fare cose più semplici e forse anche meno costose”.

Dibattuto in commissione anche il tema della clausola sociale. “I concorrenti – si legge nel bando - si impegnano prioritariamente ad utilizzare gli stessi operatori del precedente gestore allo scopo di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e condizioni contrattuali, per il periodo di durata del servizio, a condizione che il numero e la qualifica degli stessi siano armonizzabili con l'organizzazione di impresa”. Una formula che lascia perplesso l'ex sindaco Emanuele Fresco, convinto che non dia sufficienti garanzie per i circa 35 lavoratori coinvolti tra dipendenti Acam e Maris. “Vuol dire e tutto vuol dire niente – ha affermato il capogruppo di minoranza -, manca l'aspetto solidaristico”. Dall'amministrazione hanno replicato che la clausola è stata inserita nel bando esattamente come vuole la norma, in particolare le linee guida Anac: “Fare diversamente avrebbe messo a rischio la legittimità del bando stesso”. Il sindaco Leonardo Paoletti ha spiegato che la legge segue l'orientamento comunitario “in materia di tutela della libertà dell'organizzazione dell'impresa e della concorrenza”. C'è comunque la consapevolezza che “gli operatori sono il valore aggiunto del servizio”, come ha puntualizzato la capogruppo Gianstefani.

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