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Lerici mare, la Corte dei Conti: "Nessun illecito né danno erariale"

La magistratura contabile non ravvisa profili di illegittimità nell'attività e nella gestione della partecipata, ora dissolta, alla quale per quasi vent'anni hanno fatto capo le spiagge libere attrezzate comunali.

Archiviazione
Lerici mare, la Corte dei Conti: "Nessun illecito né danno erariale"

Golfo dei Poeti - Non si configurano “condotte qualificabili come illeciti amministrativi poiché la scelta […] di costituire e affidare in concessione ad una apposita società mista a capitale pubblico maggioritario la gestione di un servizio pubblico, sia la decisione di dare in subconcessione alcuni servizi […] costituivano opzioni ammesse dalla normativa all’epoca vigente [...] non presentano sostanziali vizi di legittimità e sono espressione di discrezionalità amministrativa”. E ancora “nelle decisioni e nelle condotte degli amministratori non si ravvisano gli estremi del dolo o della colpa grave”; infine, “tenuto conto che la modalità di gestione delle spiagge libere attrezzate in allora adottata permetteva comunque al Comune di avere una soddisfacente qualità del servizio pubblico offerto alla collettività senza alcuna spesa a suo carico (ma, anzi, con risparmi sugli oneri della manutenzione ordinaria e straordinaria – di fatto interamente accollati dai soci privati - e, a partire dal 2007, anche con l’incameramento di un contributo annuo di 50.000 euro), non appare sufficientemente dimostrabile neppure l’asserito danno erariale costituito dalle mancate entrate”. Questo si legge nel provvedimento con cui ieri la Corte dei Conti della Liguria ha archiviato la pratica sulla Lerici mare, la società partecipata che per un ventennio si è occupata delle spiagge libere attrezzate del litorale lericino, finché l'amministrazione Paoletti, già nei mesi iniziali del primo mandato, ne ha disposto lo scioglimento, per poi procedere, con gara pubblica, all'affidamento delle spiagge a singoli operatori economici, dietro pagamento di un canone annuale.

La magistratura contabile ha quindi appurato la legittimità dell'operato dell'ormai dissolta società, negli scorsi anni oggetto di accuse e accesi dibattiti. Il procedimento contestava a numerosi protagonisti della vita amministrativa lericina del recente passato – quali gli ex sindaci Tedoldi, Fresco e Caluri e relativi assessori - di aver consentito ai soci privati della Lerici mare di ottenere, nel corso degli anni, ingenti ricavi dalla gestione delle spiagge libere attrezzate “grazie all’assetto dato ai rapporti intrasocietari – si legge nel provvedimento - che escludevano invece dagli stessi il socio pubblico di maggioranza”. Ma, come detto, la magistratura contabile ha sentenziato che le cose non stavano così. I vari soggetti coinvolti hanno prodotto le loro deduzioni, e alcuni di loro sono stati sentiti dai togati in audizione personale: l'ex sindaco Fresco, l'ex assessore Fiore e l'ex presidente del consiglio comunale Ornati, questi affiancati dall'avvocato Zurlo, e l'ex sindaco Tedoldi e il dottor Guidetti (ex revisore dei conti della società), assistiti dall'avvocato Lamma.

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