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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 08.00

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La Uaar: "Gli atei non sono blasfemi, il sindaco di Lerici rispetti la laicità"

La Uaar: `Gli atei non sono blasfemi, il sindaco di Lerici rispetti la laicità`

Golfo dei Poeti - Il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, intervenendo nel consiglio comunale del 27 luglio scorso, in occasione di una mozione presentata dal capogruppo di minoranza Andrea Ornati, ha fatto alcune dichiarazioni sorprendenti, che umiliano una parte amplissima della popolazione lericina, tacciando gli atei, o meglio la loro associazione UAAR, di blasfemia per una esposizione di vignette satiriche dei più noti e prestigiosi autori italiani e stranieri, dal contenuto spiritosamente anticlericale. Ha detto anche che proibirebbe agli atei di esibirsi nudi in pubblico. Chi sa perché? Forse qualcuno lo ha proposto?

Il fatto vero è che Paoletti non sa bene di cosa parla, quando parla di atei. Non sa, dati Istat alla mano, che il 42% della popolazione della provincia della Spezia si dichiara non credente, atea o agnostica. Parliamo del secondo gruppo come consistenza subito dopo i cattolici, con la differenza, che non trattandosi di una religione non prevede culti e momenti di comunità dei fedeli, quindi ha naturalmente minor visibilità. Le altre religioni minori sono in confronto veramente cosine piccole piccole, per quanto rispettabilissime, come rispettabilissima è la stessa religione cattolica. E' ora di finirla di presentare questa immagine degli atei come bestemmiatori (blasfemi), perversi, deviati, estremisti pericolosi. Si tratta di cittadini che non combattono contro una religione, ma che si battono per evitare interferenze di carattere religioso nelle legislazioni pubbliche, che si sono battuti per diritti come il divorzio e l'aborto, che si battono contro ogni limitazione ideologica alla ricerca scientifica, che si battono per il riconoscimento del diritto al matrimonio delle persone che si vogliono bene indipendentemente dal loro sesso, che si battono per il pieno riconoscimento della parità tra uomo e donna.
Vorremmo ricordare quanti scienziati, poeti, artisti, filosofi ed altri significativi personaggi sono stati atei, ne ricorderemo solo uno (sicuramente molto conosciuto) per tutti: Giuseppe Garibaldi. Ma vorremmo ricordare anche le orribili persecuzioni a cui nei secoli gli atei sono stati condannati. Chi pensasse che si tratta solo di cose del passato deve sapere che esistono ancora 14 Stati nel Mondo nei quali l'ateismo non solo è reato, ma esso viene punito con la morte.
Forse il sindaco Paoletti pensava agli atei come ai quel gruppetto di attivisti UAAR, un po' pittoreschi, che ogni tanto, montano gazebi per vendere libri e parlare di libertà civili.
E' sorprendente l'affermazione che le nostre istituzioni siano ispirate ai valori cattolici, mentre un amministratore pubblico dovrebbe ricordare innanzitutto i valori della Costituzione italiana, che riconosce a tutti i cittadine religiosi o non religiosi uguali diritti e doveri. Il Comune non dovrebbe preoccuparsi di obbligare i ragazzi delle scuole ad andare a messa, per giunta in orario di lezioni, è, tra l'altro, cosa che non rientra neppure tra i compiti istituzionali di un Comune quella di prevaricare l'autonomia di un direttore scolastico, inducendolo a fare ciò che non può fare.

Il divieto di atti di culto in orario curriculare è confermato, in via generale, dall'art. 311 del d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297, recante il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado.
La programmazione di attività religiosa da parte di una scuola pubblica lede, inoltre, il principio costituzionale supremo di laicità dello Stato e il canone di imparzialità dell'azione amministrativa, prescritto dall'art. 97 Cost.;
E, quanto a sopraffazioni, si pensi a quante umiliazioni devono subire i ragazzi che non fanno religione a Scuola, ai quali, con scuse di vario tipo non vengono quasi mai offerte le ore alternative di studio, come da obbligo di legge, ma sono costretti ad andare in altre classi a seguire lezioni che non c'entrano niente col loro programma di studi, o peggio a rimanere in classe a sorbirsi la lezione di catechismo, col risultato che obbliga, obtorto collo, migliaia di genitori a iscrivere ugualmente i figli all'ora di religione, questo sì è un insulto e un'offesa alla sensibilità, ma dato che tocca gli atei, nessuno si indigna, gli atei non hanno sensibilità!
Il circolo Uaar della Spezia, al fine di chiarire la posizione dell'Uaar e contestare alcune affermazioni del sindaco Paoletti, ha inviato al primo cittadino una lettera aperta, auspicando per il futuro una migliore e leale collaborazione, nel pieno rispetto della laicità.

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