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La Spezia regina delle vele, superate Genova e Roma

Il censimento delle imbarcazioni incorona il compartimento nostrano con quasi 2mila barche a propulsione naturale registrate. "Dentro il golfo mare piatto anche con il vento forte, sembra un fiordo del Nord Europa".

quasi 2mila barche
La Spezia regina delle vele, superate Genova e Roma

Golfo dei Poeti - E' un sorpasso storico, se non ancora una vocazione per la città. Il compartimento marittimo della Spezia è il maggiore d'Italia per le barche a vela fino a 24 metri. Lo certifica il Ministero dei trasporti, che come ogni anno mette in fila i numeri del settore nello studio "Il diportismo nautico in Italia". Nel corso del 2019 si compie l'ultimo passo di una tendenza in atto da diversi anni: con 1.928 unità a propulsione naturale (o mista) iscritte nei propri registri, la Spezia supera Genova (1.908) e stacca Roma (1.885) a cui era appaiata nel rilevamento precedente. Seguono Monfalcone (1.492), Venezia (1.169), Livorno (1.145) e Imperia (1.144). La Spezia è cresciuta di 92 unità nell'anno in oggetto mentre il capoluogo regionale solo di 36, conoscendo 47 cancellazioni contro le 20 spezzine.
Distintiva è la presenza di imbarcazioni nella classe di lunghezza tra 18 e 24 metri, ovvero al limite della definizione di navi. Sono 758 quelle che hanno la propria anagrafe a Largo Fiorillo su un totale di 1.148 in tutta Italia: in pratica due su tre hanno casa qui. La crescita maggiore rispetto al 2018 si è però registrata nelle unità tra 12 e 18 metri, passate da 473 a 518. Sono invece 161 fino a dieci metri, 491 tra dieci e dodici metri. Altra particolarità del compartimento spezzino è il fatto che la barche a vela registrate siano molto maggiori rispetto alle omologhe a motore, in totale 1.149. Solo Imperia e Rimini hanno la stessa caratteristica, ma con delta molto più risicati.

“Il golfo con le sue caratteristiche fisiche, la sua profondità, le baie e le isole, rappresenta un territorio perfetto per questo tipo di attività sportiva", sottolinea Pier Gino Scardigli, presidente di Assonautica che già dagli anni Novanta aveva posto l'accento sul diportismo nella sua azione da presidente della Camera di Commercio. "Senza dimenticare la presenza dei grandi cantieri navali legati alla nautica che convogliano attenzioni molto accentuate, anche rispetto ad una realtà come Genova che si caratterizza di più come città portuale e industriale".
Ci sono poi ragioni di pura marineria. "La Liguria è esposta ai venti da Sud, con un fetch molto lungo in arrivo dall'Isola d'Elba. Il golfo della Spezia soffre un poco i venti da Sud-Est ma in generale, con la sua diga foranea ma soprattutto con lo schermo naturale delle alture, si determinano condizioni ideali: vento forte e mare piatto. In pratica sembra un fiordo del Nord Europa", spiega Fanja Raffellini, presidente dell'Associazione Vela Tradizionale. La loro goletta Pandora è parte del paesaggio cittadino, almeno quando non è per mare. Nel 2013 lasciò proprio Genova per trasferirsi qui. "Neanche il Golfo di Napoli offre condizioni del genere. Per chi vuole uscire il più possibile senza usare il motore, non credo ci sia una zona migliore in Italia".

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