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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 22.11

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Italy Emergenza alla Pa di Lerici: "Serve chiarezza. Funerali e ambulanze? Servizi in conflitto"

Italy Emergenza alla Pa di Lerici: "Serve chiarezza. Funerali e ambulanze? Servizi in conflitto"

Golfo dei Poeti - Riceviamo da Italy Emergenza la replica all'intervento di Cesare Battistelli, presidente della Pubblica assistenza di Lerici (QUI)

Non è mai stato nelle intenzioni della Italy Emergenza, cooperativa sociale, gettare fango sulle associazioni di soccorso. E' vero, semmai, il contrario, visto che da alcuni mesi a questa parte sui mass media locali si sta conducendo una vera e propria "battaglia" contro una presunta privatizzazione dei servizi che tale non è.

Ci preme infatti ricordare ancora una volta come Italy Emergenza sia una cooperativa sociale.

Le cui peculiarità sono ben descritte nelle norme del Codice del Terzo settore.

Non occorre quindi ricordare come la stessa Regione Liguria abbia previsto anche per le Cooperative sociali Convenzioni tipo per l'affidamento della fornitura di beni e servizi di cui all'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381 e con la delibera 455/96 sono stati approvati gli schemi di convenzione tipo, articoli 9 e 10 della legge regionale n.23 del 1 giugno 1993 (abrogata dalla lr 42/2012) e i criteri per l'affidamento alle cooperative sociali, e loro consorzi, dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi, e per la fornitura di beni e servizi di cui all'articolo 5 della Legge n.381/1991.

Ricordando invece come proprio il Codice del Terzo settore richiami la necessità di istituire un Registro unico nazionale. Con il quale s'intende uniformare e far interagire la rete solidaristica e sociale quale patrimonio nazionale.

E' sempre a questo scopo che richiamiamo come le cooperative sociali possono accogliere al loro interno fino al 50% di volontari in percentuale al numero dei propri soci-dipendenti.

Mentre ci preme puntualizzare come le Associazioni di volontariato sono (ribadiamo) enti senza scopo di lucro.

Ed infatti proprio richiamando le affermazioni del Presidente della Pubblica Assistenza di Lerici
Cesare Battistelli che ricordiamo come al comma 2 dello stesso articolo 14 (da lui citato) il Codice del Terzo Settore specifica: Il bilancio degli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000,00 euro puo' essere redatto nella forma del rendiconto finanziario per cassa". Mentre al comma 4 precisa: "Gli enti del Terzo settore che esercitano la propria attivita' esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale devono tenere le scritture contabili di cui all'articolo 2214 del codice civile. 5. Gli enti del Terzo settore di cui al comma 4 devono redigere e depositare presso il registro delle imprese il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti, 2435-bis o 2435-ter del codice civile." Quindi esattamente ciò che fanno le Coop sociali.

Ci si chiede allora come mai le associazioni di volontariato, siano sottoposte a tale procedura fiscale. Qualcosa dunque non è del tutto chiaro come si vorrebbe dare ad intendere, anzi.

Poiché per quanto ci è dato conoscere le Associazioni solo per mera esigenza amministrativa consegnano i Bilanci alle Regioni; consegnano e non depositano. Ricordiamo come la ^consegna^ avviene solo per fini amministrativi, assieme ad altra documentazione, ed al solo fine di mantenere l’iscrizione all’Albo regionale delle associazioni; in Liguria come altrove.

E' evidente invece che lo scopo perseguito dalle cooperative sociali è quello di costruire opportunità di lavoro. E in questo contesto storico siamo fieri di poterlo fare anche in Liguria.

Però noi non abbiamo volontari e non ci avvaliamo di questa prerogativa che pure la legge ci offre, bensì contrattualizziamo i nostri soci-lavoratori in base ai loro curricula e alle loro professionalità. Pagandoli esattamente quanto vengono pagati dalle pubbliche assistenze, incluso oneri previdenziali e 13^esima.

Il nostro scopo sociale è creare opportunità occupazionali laddove il margine dell'offerta, su scala nazionale, può essere garantito dall'esecuzione di servizi pubblici. Come è vero che al momento è impossibile determinare il numero di dipendenti impiegato dall'insieme delle Pubbliche assistenze liguri che, su scala regionale, hanno dichiarato di utilizzare solo 600 dipendenti.

Dunque c'è da sospettare che l'intero costo di gestione dei servizi sia demandato ai volontari che dovrebbero percepire solo un rimborso spese. Quando sappiamo con certezza che il volume di affari che ruota attorno ai trasporti programmati ed all'emergenza-urgenza della ASL di La Spezia si aggira intorno ai 3 milioni di euro.

Al tempo stesso ci chiediamo anche, come mai, molte delle PA che operano a La Spezia svolgano contemporaneamente o come attività principale servizi di onoranze funebri.

Ricordando come, al di là dell'eco vibrante delle misericordie del '500 toscano, ci sono Regioni come Sardegna e Calabria, in cui il fenomeno seppure presente, sia stato doverosamente normato: con esplicito divieto di servizi funebri e ambulanze, stante l'evidente conflitto d'interessi tra le due finalità.

Mentre nel resto d'Italia o si portano le ambulanze o si possiede una ditta di onoranze funebri le due cose insieme non sono permesse.

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