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In duecento sotto il Comune di Porto Venere: "La Palmaria non si tocca"

Manifestazione sotto a Palazzo civico in vista dell'incontro tra Regione e Comune di Porto Venere per il contestato masterplan dell'isola. I manifestanti: "Ultimo luogo libero da speculazioni".

palmaria sì, masterplan no

Golfo dei Poeti - “La Palmaria ha una ricchezza naturale da conservare. Vedete, proprio davanti a noi, trasformeranno la macchia mediterranea in campi agricoli. Non sarà mai più come oggi”. Duecento cittadini si sono dati appuntamento davanti a palazzo civico di Porto Venere per l’atteso confronto con il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco Matteo Cozzani. La contestazione al masterplan, prescelto in base agli studi dell’architetto Andreas Kipar e alle soluzioni prospettate dallo studio Land passate al vaglio del tavolo tecnico nella famosa cabina di regia, è l’argomento che insieme al futuro della Centrale Enel della Spezia, ha riempito le cronache delle ultime due settimane. Oltre 13mila like alla pagina Fb “Palmaria si, Masterplan no”, una petizione sul web che vola e le varie declinazioni di pensiero: “Vogliamo che l’isola sia rispettata perché è un patrimonio Unesco, un sic, un parco naturale, una zona marina protetta nel santuario cetacei - spiega Alessandra Del Monte, consigliera di parità per la provincia della Spezia Ministero del lavoro - . Si tratta dell’ultimo lembo di un territorio ancora scevro dalla speculazione. La Palmaria non può essere mercificata perché è un paradiso che ha bisogno di silenzio rispetto, cura e attenzione. E il sindaco non può fare ricatti, promettendo servizi in cambio della vendita. Noi la vogliamo ancora ruvida e selvatica e soprattutto col suo silenzio e il suo buio. Venerdì 14 all’Allende, a partire dalle 17, invitiamo tutti, sia chi si era impegnato prima sia chi si vuole unire oggi: prepareremo tavoli per argomenti e ci aspettiamo tanta gente”.

A farle eco il presidente di Legambiente Stefano Sarti: “Il dare-avere della Marina Militare dei vari corpi edilizi esistenti viene considerato troppo basso come rendimento. Da qui la necessità del Comune di Porto Venere di rientrare nelle spese: è ciò che contestiamo e che ci preoccupa. Il problema però è salvare l’integrità dell’isola nel rispetto degli abitanti. Non è impossibile rivedere il protocollo d’intesa con la Marina Militare. Lo scenario ambientalmente compatibile e evidentemente quello di maggior successo. Anche la petizione ci conforta”.

Diversa la posizione della minoranza, rappresentata da Saul Carassale, Franco Tallevi, Francesca Sacconi, Fabio Carassale: “Ci aspettavamo qualcosa di diverso. Il Comune fa un’operazione di natura economica, è questa l’urgenza da discutere. La pratica è stata votata nella prima legislatura Cozzani ma non è mai andata in consiglio. Non stronchiamo un piano in se ma almeno parliamone”. Questo accade fuori dalle stanze di palazzo civico mentre il paese vive il suo tran tran fra barche in transito e adolescenti in costume, piuttosto ignari del tutto. E tutto questo prima ancora che Toti, Kipar e Cozzani inizino il loro tentativo di spiegazione.

Fa.Lug.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'isola Palmaria
"La Palmaria non si tocca"
"La Palmaria non si tocca"
"La Palmaria non si tocca"


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