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Gli ex soci Lerici Mare: "Malcelato inganno e truppe cammellate"

Ironia e stilettate verso Palazzo civico: "Il Comune non può chiedere corrispettivi cinque volte superiori al canone demaniale".

Gli ex soci Lerici Mare: `Malcelato inganno e truppe cammellate`

Golfo dei Poeti - "Il re, vestendo i panni eleganti dello sbroglia garbugli con ricercati sofismi, ma soprattutto in nome della legalità, elude la richiesta del popolo dei lavoratori che chiedono pane e tuona: 'per tutti stanno arrivando le brioches'. Richelieu esce dall’ombra e si pone sotto i riflettori con il consueto je-accuse al veleno. Le truppe (cammellate) del consenso sono schierate di fronte ai quattro moschettieri che, con un gran colpo di scena, all’ultimo minuto, svelano il malcelato inganno. Come finirà l’avventura? Che il komplotto ci sia davvero? Che sia stato ordito, come nelle migliori trame di Dumas, dall’Eminenza e sostenuto da altri individui o poteri per ambigui interessi? Chissà lo vedremo nelle prossime puntate. Ma qual è l’inganno? Il racconto al popolo della favola del “tesoro” delle spiagge che in realtà sono solo un onere per le amministrazioni". Si apre all'insegna della metafora e del romanzesco il commento degli ex soci privati della Lerici Mare, la partecipata delle spiagge libere attrezzate lericine che l'attuale amministrazione ha sciolto e liquidato, alle recenti evoluzioni della questione arenili. In particolare, alla vicenda del bando - di imminente pubblicazione - per l'assegnazione a privati delle sette spiagge libere attrezzate del territorio (tre alla Venere azzurra, San Terenzo, Baia Blu, due a Fiascherino). A farsi sentire, a nome suo e degli ex detentori del 49 per cento della Lerici Mare, è Gianni Pucci, ultimo segretario della partecipata, presente - assieme a tanti lavoratori ed ex gestori delle spiagge - al consiglio comunale dello scorso 8 marzo, dedicato alle spiagge, in particolare a clausola sociale per i lavoratori (qui) e atto di indirizzo pre-bando (qui).

"Lo Stato ('proprietario') - spiega Pucci, lasciando un attimo da parte la narrativa di cappa e spada - non può permettere che il Comune ('concessionario') tragga dall’affidatario ('sub-concessionario”') un canone 5 o 6 volte superiore a quello demaniale da lui percepito. Questa regola, prevista in tutti i contratti di locazione dal Codice civile, è peraltro ben definita anche dalle leggi regionali nei criteri fondamentali di utilizzo delle spiagge libere attrezzate (Linee Guida\ P.U.D.\ecc.). Un canone di locazione aggiuntivo può essere richiesto esclusivamente se l’Ente proprietario consenta l’utilizzo di strutture e\o attrezzature di sua proprietà. Non è questo il caso del Comune di Lerici, che, negli ultimi trent’anni, sugli arenili non ha speso una lira e tantomeno un euro".

"Nella mozione approvata dal consiglio dell’8 marzo - conclude - si percepisce molta sensibilità verso le imprese che verranno. Per avere più comodi ammortamenti si prevedono per loro nove anni in previsione dell’acquisto delle nuove attrezzature (oltre alla più ampia e flessibile gestione del personale neo assunto). Altra misura è stata rivolta alle strutture esistenti (quelle delle aziende ex affidatarie dei soci minoritari della Lerici Mare), sgomberate. Il loro ammortamento era valutato e previsto sino al 2020 ma è stato, a causa degli eventi, repentinamente ridotto al 2016. Tali strutture sono state maldestramente richieste, con un atto opportunamente rigettato, al fine del conferimento nei magazzini comunali, dal liquidatore della Lerici Mare, nominato unilateralmente dal Sindaco nella sua qualità di socio di maggioranza".

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