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Denegri in Palmaria, Cozzani: "Nessuna influenza sul masterplan"

Il sindaco spiega lo spirito del sopralluogo effettuato sull'isola insieme all'imprenditore che il 7 novembre firmerà il rogito per l'ex Locanda San Pietro: "Visita come altre, se interessato a qualche bene avrà condizioni uguali agli altri".

Denegri in Palmaria, Cozzani: `Nessuna influenza sul masterplan`

Golfo dei Poeti - La visita di Michele Denegri all'isola Palmaria, accompagnato dal sindaco Matteo Cozzani e da alcuni tecnici del Comune, ha sollevato non poche polemiche a Porto Venere. L'arrivo del facoltoso imprenditore che si ha rilevato il rudere dell'ex Locanda San Pietro ha scatenato il timore che qualcosa possa passare sopra le teste degli abitanti per quel che riguarda gli immobili dell'isola recentemente trasferiti dal Demanio militare all'amministrazione. La popolazione, infatti, è impegnata in queste settimane in un percorso partecipativo per la stesura del masterplan per lo sviluppo futuro della Palmaria insieme all'architetto Andreas Kipar e lo studio Land e il sopralluogo dell'imprenditore piemontese è stato interpretato come un'ingerenza da alcune delle persone e delle associazioni del luogo.

Il primo cittadino, chiamato in causa, cerca di tranquillizzare.
"E' normale che Denegri, in qualità di imprenditore che ha un'attività in fase di parteza a Porto Venere, si interessi del territorio che lo circonda. L'ho accompagnato in Palmaria - afferma Cozzani a CDS - ma anche al Castello Doria e nella chiesa di San Pietro. Questo non vuol dire che sia interessato al loro acquisto... Ha da poco rilevato l'immobile con le potenzialità turistiche più elevate della zona, avrei dovuto rifiutare la sua richiesta di accompagnarlo nel primo sopralluogo sul territorio? L'ho fatto con il presidente Toti, con l'ammiraglio Lazio, con il segretariato dei Beni culturali, ma evidentemente Denegri fa più notizia. Forse perché è arrivato in elicottero, un aspetto sul quale sono state montate polemiche alle quali non mi sembra nemmeno il caso di rispondere".
Quello che ha fatto drizzare le antenne ad associazioni come Posidonia e a un certo numero di portoveneresi, però, sono soprattutto le possibili sovrapposizione con il masterplan partecipato che si sta realizzando.
"Se il problema è il momento in cui è stata fattala visita, ricordo a tutti che a oggi non sono ancora state formulate indicazioni per il masterplan e che se anche Denegri volesse investire sulla Palmaria dovrebbe attendere come gli altri che il percorso sia concluso. Sento che c'è chi parla di speculazione edilizia e consumo del suolo: qualunque imprenditore che dovesse decidere di intervenire sull'isola dovrà sottostare alle condizioni imposte dalle norme. Non ci saranno deroghe per nessuno. E infine sarà bandita una gara pubblica e trasparente, sia per l'acquisto che per la gestione di qualunque bene presente sulla Palmaria", ricorda il sindaco Cozzani spiegando che sarà seguito lo stesso iter svolto per Casa Carassale e in corso per la Casa del Capitano.
"Anche su questo - prosegue - registro polemiche che hanno poco senso. Il Comune è accusato di vendere i gioielli. Ma parliamo di due edifici ammalorati, in un caso addirittura inagibile. Non c'è vantaggio nel mantenerli nel patrimonio, che in questi casi è assolutamente alienabile (a differenza di quello che sostengono alcuni), mentre con le risorse che entrano nelle casse dell'amministrazione si possono fare interventi utili. Abbiamo dato ragione a chi diceva che dei 377mila euro di Casa Carassale una parte dovesse essere investita in Palmaria, così finanzieremo i pontili e l'infopoint. Ma non possiamo accettare la proposta che il Comune diventi un gestore diretto di immobili o di un albergo diffuso".

Cozzani, dunque, respinge le accuse e getta acqua sul fuoco, in attesa che a spiegare la sua posizione alla popolazione di Porto Venere sia lo stesso Denegri, che il 7 novembre firmerà il rogito per l'ex Locanda San Pietro in Tribunale e poi, entro la fine del mese, dovrebbe fissare il promesso incontro con la cittadinanza.
"Non creiamo un clima di allarmismo - conclude Cozzani -, in oltre quattro anni non abbiamo costruito un centimetro cubo in più rispetto a prima, anzi, abbiamo semmai bloccato interventi che prefiguravano speculazioni. Bisogna guardare i fatti concreti, non fare i processi alle intenzioni: non abbiamo proposto nemmeno una variante al Puc e abbiamo lavorato per il recupero di alcuni ruderi di grande valore. Niente altro".

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