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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 19.06

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Denegri: "La Locanda San Pietro è un luogo senza tempo" | Foto

L'imprenditore nel cantiere di Porto Venere: "Chi entrerà dovrà chiedersi se si trovi di fronte ai locali originali. Il rientro dell'investimento forse non ci sarà mai, ma si tratta di un recupero sociale". Toti: "Avvio del cantiere non scontato".

Una spinta alla destagionalizzazione
Denegri: "La Locanda San Pietro è un luogo senza tempo"

Golfo dei Poeti - Sopra l'architrave campeggia ancora l'incisione "Locanda S. Pietro" e in quella che era la reception della struttura si scorgono l'edicola con gli scomparti per le chiavi delle camere e la cassaforte, vuota. Le scale si arrampicano ai piani superiori delimitate da ringhiere art dèco e corrimano in legno. I pianerottoli presentano talvolta pavimentazioni di pregio, mentre nelle piccole camere si notano le piastrelle dei servizi igienici minimali: i bagni veri e propri erano condivisi. All'interno del cantiere della Locanda San Giorgio si cammina tra impalcature e tiranti, si accede a corridoi e sale comuni illuminati dal sole di una radiosa giornata di febbraio, ma quando si accede alla terrazza superiore lo sguardo si riempie di uno dei panorami più belli del mondo: da un lato la Palmaria, il mare e il promontorio con la chiesa di San Pietro, dall'altra la cupola di San Lorenzo e il castello Doria. La stessa vista di cui godevano i fortunati ospiti della struttura, tra gli anni Venti e il 1992.

Dopo 27 anni, grazie all'imprenditore piemontese Michele Denegri, iniziano i lavori per la riqualificazione dell'immobile, con un progetto accurato che riporterà la locanda all'antico splendore.
Bisognerà attendere la primavera del 2021 per assistere all'apertura delle porte di quella che si propone essere una delle strutture ricettive più affascinanti d'Italia e non solo.

"Il cantiere si fermerà nel corso dei mesi estivi, sarebbe impossibile lavorare mentre il borgo e la calata sono presi d'assalto da turisti e bagnanti. Intendiamo aprire in primavera, non in estate, per avere un approccio più morbido con la clientela. La Locanda - spiega a CDS lo stesso Denegri - avrà 28 suite. Nella parte inferiore dell'edificio vogliamo rispettare la storia del palazzo, secondo una osservanza filologica per cui non vogliamo inventare niente. Vogliamo comunque offrire un comfort contemporaneo e prevediamo di dotare tutti i servizi igienici di una finestra con vista, anche per avere una areazione naturale che non imponga l'uso del condizionatore nel corso della stagione calda. Sulla parte a monte dello stabile siamo più liberi e potremo mettere a frutto la creatività dei progettisti francesi Patrick jouin e Sanjit Manku: avremo camere più spaziose, anche comunicanti tra loro, per famiglie accogliere al meglio anche le famiglie. Infine stiamo ragionando su come valorizzare il fronte che si affaccia sul caruggio e su Piazza Spallanzani: abbiamo sette vetrine su quel lato e vorremmo fossero un punto di contatto forte e che consentano la fruizione dei bar e delle terrazze anche a chi non è ospite dell'albergo. Non vogliamo creare una struttura di lusso chiusa in sé stessa. Sarà un equilibrio difficile da trovare, ma ci proveremo".

Nella visione di Denegri la Locanda San Pietro dovrà riconquistare il fascino di hotel de charme che ha sempre avuto: un luogo intimo, romantico, organico nella sua dimensione. I servizi offerti alla clientela saranno di altissimo livello, ma anche familiari. Grande attenzione, anche nel corso dei lavori, alla sostenibilità ambientale. "Stiamo attuando un protocollo di filiera per lo smaltimento dei materiali e stiamo operando con soluzioni che garantiscano l'ecosostenibilità dell'intervento. Non riteniamo che questo sia motivo di vanto, ormai questo tipo di sensibilità è obbligatorio".
Parlando di tempistiche, Denegri ricorda a chi sottolinea il ritardo nella data di possibile inaugurazione che l'asta per l'assegnazione dell'immobile è del luglio 2017, ma che il possesso effettivo del bene è scattato a novembre dello stesso anno e che dopo sono iniziati i necessari dialoghi con la Soprintendenza e con il Comune, seguiti da lunghi studi storici e geologici.

"L'avvio di questo cantiere non era per niente scontato - aggiunge il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti -. Per oltre 25 anni questa struttura è rimasta in abbandono, con un futuro bloccato. Dobbiamo ringraziare di aver incontrato un imprenditore come Michele, fortuna che non capita spesso. Quando i lavori saranno finiti la Locanda sarà un punto di riferimento dell'hotellerie nel mondo e benchmark di come si fa turismo nella nostra regione. Non siamo a Las Vegas: chi viene qua non si aspetta camere come quelle del Luxor o del Caesars Palace, ma cerca il sapore del viaggio che si sperimentava negli anni Trenta, quei colori e quei profumi. Questa è la nostra offerta turistica vincente e per capirlo basta pensare al successo planetario delle Cinque Terre. E un contesto come quello di Porto Venere parla da solo. Spero che entro la fine di marzo si arrivi all'approvazione del masterplan per la valorizzazione della Palmaria, a quel punto avremo tutte le infrastrutture strategiche che servono per dare un nuovo impulso al turismo. Sull'isola seguiremo la stessa filosofia che Denegri sta portando avanti qua, riqualificando e recuperando la storia dei luoghi. Questo è il nostro concetto di conservazione, ben diverso dal lasciare per decenni in stato di abbandono immobili e terreni".

Una posizione condivisa in pieno dal sindaco di Porto Venere, Matteo Cozzani: "Se c'è un problema, anche complesso e spinoso, si deve affrontare e tentare di risolverlo, per il bene della comunità. Non dimentichiamo che la prossima apertura della Locanda e di altri alberghi importanti nel territorio si tradurrà infatti nella creazione di nuovi posti di lavoro. Penso alla struttura in fase di costruzione al Cavo, che dovrebbe essere pronta a fine anno, alla conquista della quinta stella da parte del Grand Hotel e alla prossima riqualificazione del Royal Sporting: avere attirato imprenditori illuminati ci permette di vedere crescere la qualità delle strutture e di avviare sinergie pubblico-private che i nostri predecessori non erano riusciti a lanciare. E' grazie alla riqualificazione della nostra offerta che riusciamo a realizzare numeri di arrivi e presenze in continua crescita".

"Quella di oggi è una bellissima giornata, un gran premio della montagna vinto, ma la corsa non è ancora finita. Il percorso è iniziato durante il primo mandato del sindaco Cozzani che è riuscito a sbloccare una situazione ferma da decenni. Lo ha fatto - dichiara l'assessore regionale all'Ambiente Giacomo Giampedrone - creando una sinergia con Denegri per gestire al meglio un cantiere così complesso. E tutto sarà fatto tenendo in considerazione il tema ambientale. Due anni sono lunghi, ma possiamo contare su questa attenzione, sulla collaborazione istituzionale e sul rispetto del territorio che accoglie questa incantevole struttura. La Regione seguirà da vicino l'intervento anche attraverso il protocollo per la demolizione e lo smaltimento dei materiali. E' importante far capire che questa partita è un grande obiettivo per Porto Venere e non solo, ma con grande rispetto di chi vive questo territorio".

Tra gli obiettivi dichiarati da Denegri e dall'ingegner Giorgio Rocchia, consulente della proprietà, c'è quello di recuperare tutto quello che ha un valore storico all'interno dello stabile, dalle ringhiere delle scale ai mosaici. "E' fondamentale - conclude l'imprenditore piemontese - per restituire l'atmosfera che ha caratterizzato la prima vita di questo luogo. La squadra dei progettisti francesi e italiani alla quale mi sono rivolto immagina il futuro di questo posto subendone il fascino e prevede di coinvolgere artigiani ed esperti locali. Per gli arredi pensiamo a pezzi storici (che hanno prezzi tra i più cari al mondo) da affiancare con mobili più moderni, e stiamo cercando stampe, carta da parati, lampade... L'obiettivo è che chi entra si deve chiedere se i locali sono originali e sono stati solamente ripuliti. Con tempo e fatica ci siamo riusciti a Torino, al Ristorante del Cambio, e questo è il messaggio che vogliamo lanciare anche da Porto Venere. Siamo di fronte a immobili senza tempo. Il rientro dell'investimento in termini economici forse non sarà mai raggiunto, ma quello che mi spinge ad affrontare sfide come questa è il recupero sociale e storico. La Locanda dovrà essere un posto accogliente tutto l'anno: immagino la bellezza di trovarsi qua a guardare il mare d'inverno davanti al camino nel salone. Vorrei fare della Locanda il volano del prolungamento della stagione turistica di Porto Venere, per creare una risposta di sistema virtuosa".

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