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Ultimo aggiornamento: Venerdì 03 Luglio - ore 15.23

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Chioschi e ristoranti delle spiagge aperti da giugno, Lerici ci prova

Le attività di somministrazione di stabilimenti e libere attrezzate pronte a ripartire. Solo dopo toccherà agli ombrelloni. Parola d'ordine: prenotazione. Resta il nodo delle spiagge libere, le ipotesi non mancano.

"tutelare salute ed economia"

Golfo dei Poeti - Una stagione balneare da salvare. Senza immaginare di fare chissà quali guadagni, anzi puntando più che altro ad andare in pari o quasi, a pagare dipendenti, fornitori. Prosegue a Lerici il dibattito su quella che sarà la vita da spiaggia 2020, con la consapevolezza che “questa non potrà essere un'estate come le altre, è assolutamente necessario evitare assembramenti e rispettare il distanziamento sociale a tutela della salute pubblica”, come ribadito ieri dal sindaco Leonardo Paoletti nel corso della commissione consiliare alla quale hanno preso parte capigruppo di maggioranza e opposizione nonché i rappresentanti delle spiagge libere attrezzate e di stabilimenti quali Ciccillo, Colombo, Eco del mare e Lido. I balneatori hanno espresso, naturalmente nel rispetto delle prescrizioni, l'importanza di non 'bucare' una stagione intera, anche in virtù di quel “sistema integrato” dell'economia lericina di cui le spiagge sono un fondamentale ingranaggio.

Parola ricorrente della riunione è stata “prenotazione”, strumento principe, secondo Palazzo civico, per consentire lo svolgimento della vita d'ombrellone. “Io vi chiedo, sulla scorta della vostra esperienza, di organizzare un sistema di prenotazione, in modo da garantire un posto sicuro in spiaggia per chi arriva - ha detto il sindaco -. Il messaggio deve essere che quest'anno a Lerici si fa turismo, ma con regole precise nell'interesse della salute delle persone e dell'economia”. Caldissima quindi l'ipotesi prenotazione per stabilimenti e libere attrezzate. E potrebbe essere la soluzione anche per le spiagge libere, che restano un nodo di soluzione certo non agile. “Le spiagge libere – spiega oggi il sindaco a CdS – attirano a Lerici gente da tutta la provincia, e per noi, in condizioni normali, è un piacere. Ma quest'anno non è possibile che funzioni così. C'è la possibilità di chiuderle, c'è la possibilità di studiare un sistema di prenotazione e con postazioni distanziate, e ancora di destinare determinate aree ai residenti. Immagino ad esempio che gli scogli potrebbero essere riservati ai residenti lericini e a chi a Lerici ha casa, la spiaggia di San Terenzo ai santerenzini e a quelli delle altre frazioni, Fiascherino ai residenti, la Venere invece per tutti. Ma sono soltanto ipotesi: il punto fermo è che bisogna creare le condizioni per evitare che l'utenza si accalchi e che masse di persone arrivino in bus senza sapere se avranno posto o meno. Il liberi tutti è impensabile, se non sarà possibile una seria regolamentazione allora sarà meglio chiudere le spiagge libere”.

Il primo cittadino si è fatto carico ieri di alcuni temi nodali che sottoporrà in primis all'attenzione della Regione. Tra questi la richiesta di chiarimenti sulla distanza sociale tra ombrelloni, che ora pare attestarsi - da indicazioni governative - su ben 4 metri e mezzo, e ancora la possibilità di aprire le attività di somministrazione di stabilimenti e spiagge libere attrezzate dal primo giugno, in concomitanza del via libera a bar e ristoranti. “Segnalerò alla Regione questa possibilità – spiega Paoletti -, magari immaginando aperture nell'orario di balneazione – senza che questa sia possibile – per un discorso di concorrenza”. Quindi ombrelloni chiusi ma chioschi, bar e ristoranti attivi, in attesa dell'inizio della stagione vera e propria, che – come emerso anche ieri in commissione – potrebbe scattare soltanto nella seconda metà di giugno, visto che un decreto della Protezione civile ne prefigura la partenza un mese dopo l'allentamento previsto il 18 maggio prossimo: anche su questo Palazzo civico cercherà di avere maggiori certezze dagli enti sovraordinati. Tra i punti emersi in commissione e sui quali è necessario ragionare figurano altresì il 'diritto alla battigia' e quello alla nuotata. “In spiaggia ci potrà stare solo chi prenota, ma occorre pensare a come creare le condizioni perché si possa svolgere il nuoto in acque libere”, osserva il sindaco.

Paoletti è anche aperturista in merito alle richieste formulate dai concessionari delle libere attrezzate la scorsa settimana. “Mi auguro che giuridicamente sia possibile allungare la concessione. Sono gestori seri, grazie al loro lavoro le nostre spiagge – ne ho fatto uno slogan – sono sempre pronte. Insomma, non mi dispiace l'idea di tenerli in sella più a lungo. Magari anche per consentire loro di pagare il canone di quest'anno (in tutto oltre 500mila euro, di cui i gestori hanno chiesto la sospensione, ndr) spalmandolo negli anni a venire”.

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