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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Novembre - ore 23.04

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Addestramento negli abissi per i palombari del Comsubin | Foto | Video

Terminato il corso iperbarico condotto dalla Scuola subacquei del centro di Le Grazie con immersioni a meno 120 metri nel Mar Ligure.

Addestramento negli abissi per i palombari del Comsubin <span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/l-addestramento-dei-palombari-del-2397_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span><span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/videogallery/l-addestramento-dei-palombari-del-1208.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Video</a></span>

Golfo dei Poeti - Si è concluso ieri, a bordo di Nave Anteo, il corso iperbarico della Scuola subacquei di Comsubin che ha permesso di abilitare otto palombari a svolgere immersioni fino alla profondità di 250 metri.
Quest’importante momento formativo, svoltosi durante gli ultimi due mesi tra il Mar Tirreno e il Mar Ligure, rappresenta il fulcro attraverso il quale il Gruppo operativo subacquei (Gos) può permettersi di disporre di personale capace di effettuare attività d’immersione oltre gli 80 metri, attraverso impianti integrati per immersioni profonde.
Il corso ha sottoposto i frequentatori, già duramente selezionati durante il Corso ordinario palombari, ad un intensa attività psicofisica che, attraverso particolari test attitudinali di sopportazione fisiologica dell’ossigeno e dell’azoto ad elevate pressioni parziali, li ha portati infine a svolgere numerose immersioni a 80, 100 e 120 metri con la tecnica dell’intervento (bounce dive), respirando miscele sintetiche costituite da elio ed ossigeno in diverse percentuali. 
Queste immersioni, la cui durata è calcolata affinché i tessuti corporei degli operatori non raggiungano la saturazione col gas inerte (elio) presente nel medium respiratorio, vengono effettuate attraverso la camera di decompressione subacquea chiamata Sdc (Submersible decompression chamber), parte integrante del sistema per effettuare immersioni profonde della Marina militare.

Il corso iperbarico rappresenta quindi un momento fondamentale per il personale subacqueo di Comsubin in quanto, oltre ad incrementare il numero del personale abilitato a condurre tali particolari attività, accelera l’addestramento dei Palombari per svolgere operazioni subacquee ad elevata complessità, come le immersioni in saturazione che permettono di raggiungere la profondità di 300 metri.
Tutte le attività condotte negli ultimi anni confermano il valore inestimabile della componente subacquea di Comsubin, vero ed indiscusso  centro di eccellenza per lo studio, la ricerca, la formazione e lo sviluppo delle capacità operative nel settore dell’immersione a quote più o meno profonde.

Ecco solo alcune tra le molteplici attività condotte lo scorso anno a favore della collettività e al servizio del Paese, dai palombari della Marina e da nave Anteo:
- neutralizzazione di 12.400 ordigni esplosivi residuati bellici in ambito marittimo
- recupero del relitto di un barcone a oltre 650 metri di profondità affondato al largo della Libia nell’aprile del 2015
- ricerca dei dispersi sul relitto del peschereccio Rosinella a oltre 60 metri di profondità a largo di Gaeta
- bonifica di due relitti carichi di residuati bellici inesplosi a largo di Savona
- ispezione al relitto del sommergibile Millo, affondato il 14 marzo del 1942, e giacente a 72 metri di profondità a largo delle coste calabre
- chiusura degli accessi al relitto del Laura C sempre a largo delle coste calabre;
- numerosi interventi a favore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) e del Ministero dello sviluppo Economico per la sorveglianza e la tutela del patrimonio culturale sommerso e il controllo antinquinamento delle condotte sottomarine e delle piattaforme petrolifere.

Per l’unicità di queste particolari attività subacquee, che solo la Marina militare sa esprimere in tutto il Mediterraneo, anche il prefetto della Spezia, Antonio Lucio Garufi, e il comandante del Comando marittimo Nord, l'ammiraglio di divisione Giorgio Lazio, hanno voluto assistere alle ultime fasi del corso iperbarico a bordo di Nave Anteo. Accompagnati dal comandante di Comsubin, il contrammiraglio Paolo Pezzutti, hanno osservato la professionalità dei subacquei del Varignano nella conduzione di una complessa immersione a 120 metri di profondità svolta nei ondali del Parco regionale naturale di Porto Venere.
Con la tecnica delle immersioni in saturazione, riconosciuta come la massima espressione del professionismo subacqueo, la Marina militare può raggiungere la profondità di 250 metri, con escursioni fino a 300 metri, ma soprattutto può effettuare lavori che richiedano un tempo molto prolungato, anche di alcuni giorni. Per poter effettuare tali operazioni occorre creare un  microclima artificiale, a base di elio, dove vivano per più giorni gli operatori subacquei raggiungendo così la “saturazione” dei loro tessuti e consentendo di non avere più limiti temporali alla quota di lavoro, in quanto la decompressione rimarrebbe sempre la stessa.

La prossima missione operativa, che vedrà impegnati Nave Anteo e i palombari del Gos, si svolgerà in Sicilia dal prossimo 21 giugno, dove verrà condotta un’immersione con la tecnica della saturazione sul relitto del Regio Sommergibile Sebastiano Veniero. Il Veniero era un sommergibile di media crociera della classe Barbarigo che affondò il 26 agosto 1925 a causa di uno speronamento accidentale col mercantile italiano Capena, mentre partecipava a manovre navali nelle acque di Capo Passero, in Sicilia. Da allora il Veniero è adagiato sul fianco sinistro ad una profondità di circa 55 metri. Nella tragedia rimasero coinvolti tutti e 48 i membri dell'equipaggio i cui resti, ancora oggi sono custoditi all'interno dello scafo. Per tale motivi l’Unità e considerata un Sacrario militare. Benché questo relitto fosse stato rinvenuto da molto tempo (era infatti già presente nelle carte nautiche degli anni ’70), solo nel 1978 Enzo Maiorca riuscì ad identificarlo come il sommergibile Veniero, come lui stesso racconta nel libro “L’ultima immersione – Il ritrovamento del sommergibile Veniero”.
Ed è proprio in occasione della ricorrenza della nascita di Enzo Maiorca, scomparso il 13 novembre 2016, che verrà condotta dai Palombari della Marina l’immersione in saturazione sul sommergibile Veniero, in compagnia della figlia di Maiorca, la signora Patrizia.
Nave Anteo, consegnata alla Marina Militare il 31 luglio 1980, è la terza Unità che porta il nome di un’invincibile gigante della mitologia greca, figlio di Nettuno e della Terra. L’ Anteo, posto alle dipendenze del Gruppo Navale Speciale di Comsubin, è dotata di sofisticati equipaggiamenti e specifiche apparecchiature che consentono di svolgere lavori subacquei di ogni genere, anche a notevoli profondità, nonché  il soccorso e salvataggio a favore degli equipaggi dei sommergibili in avaria. Tale Unità allarga notevolmente lo spettro di impiego dei Palombari della Marina permettendo loro di raggiungere, grazie all’utilizzo delle tecniche di immersione in intervento ed in saturazione, profondità operative superiori ai 250 metri, o di operare con apparecchiature e mezzi tecnologicamente avanzatissimi, quali il minisommergibile Srv-300 (Submarine rescue vehicle) e lo scafandro rigido articolato Ads (Atmospheric diving system), una sofisticatissima armatura antropomorfa che permette all’operatore al suo interno di muoversi sott’acqua e lavorare fino a 300 metri di profondità.

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15/06/2017 - L'addestramento dei palombari del Comsubin a 120 metri di profondità


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