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"Spostare Garibaldi? No, riduciamo i suoli pubblici"

Procede l'iter amministrativo volto a dare nuove regole per i dehors lericini. Che potranno 'liberare' la statua dell'eroe risorgimentale.

Ombrelloni addio
"Spostare Garibaldi? No, riduciamo i suoli pubblici"

Golfo dei Poeti - Lerici va verso il nuovo Regolamento dell'arredo urbano. Stamani in commissione si è ragionato del documento, ascoltando altresì una serie di osservazioni formulate dal consigliere di opposizione Emanuele Fresco. La settimana prossima ci sarà un'ulteriore seduta, mentre un'altra ancora si terrà verosimilmente un paio di giorni prima del consiglio comunale che accoglierà la pratica. Si parla con ogni probabilità della prima metà del mese di marzo, e non è da escludere che il Regolamento venga votato nella medesima serata dedicata al bilancio. Parlare di arredo urbano significa, come si è ben inteso stamani (presenti sindaco Paoletti, assessore Nardone, capigruppo Carnasciali, De Luca e Fresco), parlare prima di tutto di norme che disciplinino l'occupazione del suolo pubblico da parte delle attività commerciali. Un aspetto che l'amministrazione comunale intende razionalizzare, con generale approvazione da parte dell'opposizione. Si parla quindi di stoppare 'espansioni' eccessive, di evitare l'utilizzo di elementi di arredo non consoni (ai saluti i paraventi in plexiglas, ad esempio), di rendere i dehors rispettosi della natura dei luoghi quanto del vivere civile, visto che a nessuno piace trovarsi un tavolino di fronte al portone di casa. Il Regolamento, una volta entrato in vigore, varrà per le attività di nuova apertura, mentre le altre potranno continuare a seguire i dettami delle concessioni sul suolo pubblico ottenute (che hanno durata annuale: una volta scadute, conterà il nuovo codice).

I lineamenti del Regolamento si riverberano nel Progetto unitario di Piazza Garibaldi, documento a sé stante che Palazzo civico intende comunque tenere insieme al Regolamento generale in questo iter di discussione e approvazione. Un progetto (che sarà illustrato nel dettaglio nelle prossime commissioni) che mira a regolamentare i dehors della piazza principale del paese capoluogo, nodo tra il lungomare, il molo e il castello, secondo un principio ribadito stamani dal sindaco Leonardo Paoletti: “Andiamo a ridurre il suolo pubblico occupato dalle attività ma permettiamo loro di lavorare tutto l'anno, anche nei mesi invernali, tenendo strutture esterne chiuse”. Si parla al momento della possibilità di tenere i dehors coperti e 'perimetrati' per circa cinque mesi (andare oltre costituirebbe un problema normativo: le strutture verrebbero considerate nuovi volumi), per poi 'aprire' nei mesi più caldi. “E quando si smonta – ha precisato il primo cittadino – le strutture vanno tolte e sistemate ordinatamente, non possono essere lasciate lì, non è area deposito”. La rimodulazione al ribasso dei suoli pubblici in Piazza Garibaldi per l'amministrazione va anche incontro a un'esigenza di equità: “C'è chi mi dice che d'estate finché Piazza Garibaldi non è piena gli altri non riescono a lavorare”, ha riferito il sindaco. L'operazione è immaginata altresì per tutelare il pregio paesaggistico e architettonico dell'area, tant'è che nel Progetto unitario si ha un occhio di riguardo affinché la chiesetta di San Rocco non finisca 'impallata', nascosta dalla quantità e dalla tipologia delle strutture (tra cui gli ingombranti ombrelloni, anch'essi al capolinea). Nel discorso rientra ovviamente la statua di Garibaldi, che certo d'estate deve fare a cazzotti per prendere una boccata d'ossigeno. “Ma non si può ipotizzare di spostarla? Lì dov'è per qualche motivo rischia di restare sempre coperta”, ha detto Fresco. E se l'assessore Luisa Nardone ha espresso uno suo ideale favore a uno spostamento dell'Eroe dei due mondi al centro della piazza, il sindaco dal canto suo ha affermato che “prima di pensare di spostare la statua è giusto intervenire per ridurre il suolo pubblico occupato. E poi penso che la Soprintendenza non acconsentirebbe a uno spostamento”. Al nizzardo non resta quindi che sperare nell'efficacia del Progetto unitario e delle sue norme.

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Commissione consiliare a Lerici, 12 febbraio 2020 Archivio CdS


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