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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 03 Marzo - ore 00.11

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"No ai pontili. Paoletti faccia un referendum"

Bernardo Ratti, presidente della Marittima e consigliere comunale, ribadisce la sua posizione e rilancia la mobilitazione contro il progetto: "A breve ripartirà la raccolta firme e faremo un incontro pubblico a distanza".

La baia
La baia di Lerici

Golfo dei Poeti - Il progetto dei pontili continua ad animare il dibattito pubblico lericino. Un'opera che l'amministrazione Paoletti ha messo chiaramente nel programma e che intende portare a compimento. Cica 400 i previsti passaggi dai gavitelli ai pontili, con una modifica dell'assetto generale del porticciolo e la contrazione della porzione di rada occupata da natanti. Tra i più convinti assertori del 'no' all'intervento c'è Bernardo Ratti, presidente della Società marittima di mutuo soccorso di Lerici e consigliere comunale di opposizione. "Da circa vent'anni il sottoscritto e la Marittima si sono fatti capofila di una contrapposizione seria e puntuale al progetto dei pontili galleggianti – scrive Ratti in un intervento -. Una presa di posizione particolareggiata su tutti gli impatti che i vari progetti, compreso l'ultimo, andrebbero a provocare. L'accelerazione che sta dando il sindaco è, oltretutto, poco comprensibile, e non è giustificata né dalla vittoria alle ultime elezioni né dal fatto che fosse nel programma: non è che chi vinca possa fare quello che vuole e non è che chi vota approvi in toto tutto”.

“Qua – continua Ratti - si sta proponendo di concedere metà rada, perché di questo trattasi, ad un numero esiguo di persone, e sarebbe irreversibile, andando ad operare nella parte più preziosa del paese, a ridosso di un borgo e di un castello medievale. E, non dimentichiamoci, sarebbe un'opera costosa, impattante, altamente invasiva. Le estrapolazioni che abbiamo fatto negli anni sono ben circostanziate, fatte da tecnici, da comandanti (tra cui il compianto comandante Mamino), da esperti di mare e di correnti. Oltretutto la maggioranza dei soci delle stesse catenarie, le società sportive che attualmente hanno le concessioni, sono contrari. C'è un problema di impatto paesaggistico: Lerici cambierebbe completamente e con conseguente aumento di problematiche ambientali legate alla circolazione delle acque e alla qualità del mare. E anche il mantra del riordino della rada non sta in piedi: le barche sono tante, ma ordinate, e per diminuirle basterebbe applicare leggi e regolamenti vigenti (ad esempio l'art. 47 del Codice della Navigazione), in questo modo si aumenterebbe lo spazio assegnando in parte nuovi posti a chi è in lista d'attesa. C'è poi il tema dell'impatto sociale e della crisi dell'identità locale: perdita della nautica sociale, che è cultura e che dà personalità e caratterizzazione a un luogo. Le attuali catenarie hanno gestito la rada in maniera seria e corretta, con spese limitate e in totale sicurezza, considerando, oltretutto, che i gavitelli sono di gran lunga più sicuri dei pontili in quanto hanno maggior gestione in caso di mareggiate, che ogni anno arrivano”.

A questo proposito, il presidente Ratti osserva che “la rada di Lerici è esposta a libeccio, con conseguenti problemi anche con mareggiate medie, che vengono tutti gli anni. L'ultima, di qualche giorno fa, ha evidenziato nuovamente che in caso di mareggiata forte la tenuta dei pontili non sarebbe assicurata. La giustificazione che il progetto sia stato fatto da studi di ingegneria non vuol dire niente, è il solito studio che da vent'anni continua a proporre variazioni su variazioni, sempre inattuabili e rischiose. Ad esempio non si capiscono i criteri di sicurezza relativi alle condizioni meteo-marine quando l'ondametro che si trovava fuori dal Tino non esiste più da anni e, solo due anni fa, la forte mareggiata che ha colpito il litorale, creando problemi enormi, ha causato onde alla calata di oltre due metri, spaccando muretti della passeggiata e il pontile vaporetti, di fronte al quale andrebbero proptio i pontili. Abbiamo misurato io e il compianto Mamino l'altezza tra la bitta in testa al pontile dei vaporetti e la superficie del mare: maggiore di due metri, quando le proiezioni dello studio Benassai danno come altezza massima d'onda apparente sopportabile dei pontili Galleggianti non oltre i i 60 centimetri, reale circa un metro e mezzo”.

Ratti tocca poi il tema dell'insabbiamento. “L'allungamento della scogliera è stato sbagliato 20 anni fa, in quanto la direzione non ha rispettato quella originale verso ovest, ma è andato verso nord (attuale) con relativo insabbiamento. Un insabbiamento al momento non computato dai progettisti. La proposta che feci, supportato da tecnici e comandanti, ribadita anche nel programma della lista 'Siamo il Golfo dei Poeti' era, appunto: sul breve periodo, dragaggio per l'insabbiamento, e, nel medio, riposizionamento degli scogli con la direzione originale, inserendo sotto dei tetrapodi, man mano che si procede, in modo da aumentare il ricircolo delle acque”. Infine Ratti ricorda “il riscontro di contrari da parte della popolazione - che deve decidere, tutta, non solo i proprietari di barche -, che abbiamo avuto in questi anni nelle varie iniziative e nella raccolta firme poi fermatasi causa causa Covid. In una settimana circa 200 firme. Si continuerà ad ostacolare quello che considero uno scempio. Opportunità turistiche, di lavoro, ecc. ? Forse non si è capito che non sarebbe un porticciolo, ma un trasferimento di titolari dal gavitello. Quindi non c'entra niente. A breve si ripartirà con la raccolta firme, sarà organizzato un incontro pubblico a distanza, e sono a chiedere per l'ennesima volta un confronto con i progettisti su progetto e condizioni meteomarine. Sino ad arrivare ad un referendum, visto che il sindaco parla di referendum per i parcheggi, ancor di più andrebbe fatto per un'opera così invasiva, irreversibile, per pochi, nella parte più preziosa del borgo. Anche i gruppi di opposizione hanno preso posizione contraria nei programmi e l'hanno ribadita recentemente, e il problema sarà portato in consiglio”.

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