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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Maggio - ore 21.16

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"No a un porticciolo turistico sotto il borgo medievale"

Si leva da Lerici il no alla risistemazione della baia che prevede la realizzazione di pontili a servizio di oltre quattrocento barche.

Raccolta firme

Golfo dei Poeti - Prende forma la l'impegno della cittadinanza lericina contro il progetto di risistemazione della rada, che prevede la realizzazione di pontili galleggianti su cui andare a sistemare circa un terzo delle oltre 1.200 barche. Il fronte del 'no' si è ritrovato stamani all'Auser di Via Gerini per un'assemblea partecipata da oltre sessanta persone (in platea, sul fronte politico, il neo consigliere comunale Roberta Mauro, Pd) guidata da Bernardo Ratti, presidente della Società marittima di mutuo soccorso che, ha esordito l'ex consigliere comunale, “da venticinque anni si batte contro i pontili. La popolazione non vuole questo progetto, di cui si parla da diversi anni. Se la gente li volesse, avremmo i pontili da quindici anni. Del resto l'amministrazione Fresco, che aveva iniziato a ragionare su questa trasformazione, si era poi fermata rendendosi conto delle difficoltà tecniche e della contrarietà della popolazione”. Ratti, mentre scorreva un truce video relativo ai danni della mareggiata dei mesi scorsi, ha messo in guardia sui rischi per i natanti a pontile in caso di eventi del genere: “I gavitelli sono invece quanto di più sicuro esista”. Il presidente della Marittima – con un corredo di immagini fin troppo eloquenti – ha puntato i riflettori sul problema dell'insabbiamento del litorale spiegando come i pontili, “iceberg di calcestruzzo che formeranno come una specie di diga”, sarebbero dannosi anche in questo senso. Ma alla base dell'intero ragionamento c'è anche – forse soprattutto – un dato culturale e sociale: “Il progetto prevede 120 posti per barche sopra i dodici metri, quando al momento c'è un'ottantina di natanti di tale categoria. Questo elemento – unito al fatto che la riqualificazione dovranno finanziarla i futuri utenti dei pontili, e che dovranno anche pagare un affitto – mi fa pensare che il vero intento alla base dell'operazione sia vedere man mano i lericini che se ne vanno e la baia che diventa un porticciolo mostruoso. Noi diciamo no a un porticciolo sotto il borgo e il castello medievali. E in ogni caso su una questione così impattante va sentita l'intera popolazione, non solo chi ha la barca, perché in gioco c'è un cambiamento sostanziale del paese”.

Alessandro Mamino, comandante della Marina mercantile, ha dato il suo parere da tecnico: “Lo studio alla base del progetto (firmato dal professor Benassai dell'Università di Napoli, ndr) è deficitario rispetto alla realtà. Si parla di onde di altezza massima pari a cinquanta centimetri, ma sono molto più alte. E leggiamo di vento massimo di 40 nodi, quando invece se ne sono misurati 60. Ci prendono in giro, ma noi non siamo degli Yes Sir”. Di qui l'invito a rifare le misure, anche perché i dati ricavati derivano dall'ondometro posizionato fino a quattro anni fa al largo del Tino (ora si trova a Capo Noli), un riferimento ritenuto non attuale. “Mettiamo due ondometri, uno dalla Venere, l'altro a Maralunga, e rimisuriamo”, ha concluso Mamino. Oreste Lavarello, un passato in Enea, ha parlato di “dati arbitrari nello studio. Occorre rifare i calcoli e serviranno almeno due o tre anni perché ne esca qualcosa di realistico. Lavori al via in autunno, dice il sindaco? Dichiarazioni elettorali”. Intervenuto anche Enzo Vistori, presidente dell'associazione Il Gabbiano: “Il Comune ha detto che noi ce ne dobbiamo andare per fare spazio ai pontili. Noi che abbiamo i gavitelli – ha sottolineato – e che quando c'è stata l'ultima mareggiata non abbiamo per una barca”. Da Vistori critiche anche al costo presunto dell'opera (4 milioni circa). I relatori hanno infine espresso timori per la condivisione da parte di barche a pontile e battellieri dello stretto e unico 'canale' di entrata e uscita che andrà a caratterizzare la baia una volta rivoluzionata.

Per dire no ai pontili è scattata in questi giorni una raccolta firme – centocinquanta le adesioni fin qui – che sarà portata avanti con una serie di gazebo. Da parte di Ratti, in chiusura di assemblea, l'invito al sindaco Paoletti a incontrare il fronte del 'no' e ad ascoltarne gli argomenti di ordine ambientale, sociale, culturale e di sicurezza, nonché le proposte, tra le quali le operazione di dragaggio ritenute necessarie per contrastare l'insabbiamento.

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Raccolta firme contro i pontili Archivio CdS
Lerici, assemblea per dire no ai pontili Archivio CdS


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