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"Lerici, ci vuole rispetto. Dimenticatevi il mio nome"

L'amarezza dello scrittore Marco Della Croce, che ha presentato il suo libro al castello: "Nemmeno una chiamata, nessuno del Comune, neanche una bottiglia d'acqua".

"Lerici, ci vuole rispetto. Dimenticatevi il mio nome"

Golfo dei Poeti - “Sono un modesto scribacchino e non voglio certo tappeti rossi, né sono queste le cose che mi lasciano sconvolto. Ma non merito - né come scribacchino, né come uomo - di essere trattato in questa maniera”. Lo spiega a CDS lo scrittore spezzino Marco Della Croce in riferimento alla presentazione del suo libro 'Black magic woman' tenutasi al castello di Lerici ieri, venerdì 28 giugno, alle 18.00. Della Croce ha così raccontato la vicenda con un post su Facebook: “Succede che a maggio ti invitino a una presentazione del tuo libro nell'ambito delle manifestazioni estive di quel comune (Lerici, appunto, ndr). Succede poi che, da allora, non senti più nessuno, ma tu comprendi, perché 'chissà quante cose avranno da fare!'. Succede che, arrivato nel comune che ti ospita, in giro non trovi (o almeno io non l'ho vista) nessuna - dico nessuna - locandina che pubblicizzi l'incontro. Succede che ti presenti all'ora e nel luogo convenuti e, comunque, trovi una bellissima – e freschissima - sala allestita per la presentazione. Poi non succede più niente... Non c'è la persona che ti deve presentare. Non c'è un rappresentante dell'ente che ti ospita. Non c'è una bottiglia di acqua minerale (non necessaria, certo, ma che sarebbe stata comunque molto gradita, vista la temperatura). Non c'è praticamente pubblico, dal momento che nessuno ne sapeva niente. E, soprattutto, non c'è una telefonata, una mail, un messaggio via Messenger o Whatsapp, un segnale di fumo contenente scuse, anche minime, per l'indecorosa accoglienza. La riflessione è d'obbligo: perché mai qualcuno ti dovrebbe invitare se a quel qualcuno non gliene frega una ceppa di te e del tuo libro? Se avete bisogno di riempire dei buchi basta solo un po' di malta e una cazzuola, non certo uno scrittore che, per quanto modesto, va comunque rispettato, così come il frutto del suo lavoro. Per quanto mi riguarda ho abbastanza anni per non aver più voglia di essere preso in giro da gente - è bene sottolinearlo - che io non ho cercato. Le mie gratificazioni, credetemi, me le prendo in altro modo, non certo facendo l'ospite indesiderato. Io, comunque, ho improvvisato la presentazione (con l'aiuto prezioso di Ines e di Lorenza) per i quattro coraggiosi che si sono inerpicati fino al castello e che ringrazio davvero di cuore. Mi sembrava doveroso e giusto. Chiedo solo una cosa a chi mi ha invitato: dimenticatevi il mio nome”.

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